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Ripresa Trentino, Cgil, Cisl e Uil: la giunta non dimentichi lavoratori e famiglie

domenica, 19 luglio 2020

Trento - Ripresa Trentino, i sindacati chiedono alla giunta di non dimenticare lavoratori e famiglie. Cgil Cisl Uil: positiva l’estensione delle misure a vantaggio delle imprese, ma se non si sostengono i consumi l’economia non riparte.

“Le misure per uscire dalla crisi economica e far ripartire il Trentino non possono guardare solo alle imprese. Se non si danno risposte efficaci anche alle famiglie e ai lavoratori sostenendone i redditi, l’economia locale resta ferma al palo”. Ne sono certi Cgil Cisl Uil del Trentino che giudicano positivamente le misure approvate ieri dall’Esecutivo, su proposta dell’assessore Achille Spinelli. “Per le organizzazioni sindacali sia ampliare la platea dei beneficiari per gli incentivi a fondo perduto alle aziende colpite dalla crisi, sia il credito agevolato sono misure utili. Il punto – insistono i segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti – è avviare da subito un monitoraggio per comprendere come queste misure si rapportano ad analoghi interventi a livello nazionale e quale effetto alla fine avranno sulla nostra economia. L’obiettivo deve essere sempre quello di massimizzare l’efficacia”.

“Se sul fronte delle aziende gli interventi sono sufficientemente strutturati, non altrettanto si può dire per quanto riguarda lavoro e famiglia. L’assessore Spinelli troppo spesso dimentica che tra le sue deleghe c’è anche quella al lavoro”, incalzano Grosselli, Bezzi e Alotti, sottolineando che sul fronte del sostegno ai lavoratori disoccupati e in cassa integrazione tutto è fermo. “E’ da inizio anno che i lavoratori attendono l’integrazione provinciale alla cassa integrazione, una misura prevista dal Piano del Politiche del Lavoro, intanto rimasta sulla carta. Sostenere il reddito dei lavoratori piegati dalla crisi dovrebbe essere una priorità in questo momento di grande difficoltà, invece la Provincia temporeggia”.

Allo stesso tempo i sindacati bocciano le modalità con cui Piazza Dante intende ridefinire l’assegno unico. “Una modalità totalmente sbagliata, che tiene fuori le famiglie a rischio povertà – accusano -. Invece di usare in modo inclusivo i 13 milioni di stanziamenti straordinari, la giunta usa queste risorse già insufficienti per ridurre la spesa. Altro che maggiori risorse per le famiglie, siamo davanti ad un taglio”.

Il tutto quando ormai è evidente ai più, mondo delle imprese compreso, che senza misure per sostenere la domanda i consumi non ripartono e l’economia resta in affanno. “Lo diciamo da aprile, ma i nostri appelli sono rimasti inascoltati. Adesso se ne sono rese conto anche le aziende e la Camera di commercio. Speriamo che in tempi rapidi ne prenda coscienza anche il presidente Fugatti. La partita sull’assestamento di bilancio è ancora aperta”, concludono.



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