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Passi dolomitici a fasce orarie, ecco il progetto: nel 2017 si parte dal Sella. Interventi e proposte

domenica, 11 settembre 2016

Passo Sella – Progetto pilota di chiusura dei passi dolomitici nel 2017. Valorizzare i passi dolomitici puntandosu raggiungibilità e mobilità sostenibile. Nel 2017  la chiusura oraria del Passo Sella.

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Nella foto USP da sinistra Demetz, Parmesani, Testor, Theiner, Gilmozzi, Mussner, De Col, Morandini, Pitscheider, Campisi.

Da mesi un gruppo di lavoro formato da rappresentanti delle Province di Bolzano e Trento, nonchè dei comuni interessati, sta lavorando ad un progetto di mobilità e raggiungibilità sostenibile dei passi inseriti nel patrimonio mondiale UNESCO, cercando di far combaciare le esigenze di turisti, residenti e operatori economici. Il tutto partendo dalla mole di dati contenuti in un ampio studio realizzato dall’EURAC in collaborazione con la Fondazione Dolomiti UNESCO.

MUSSNER - “Si tratta di elaborare una strategia comune fra tutte le forze in campo – ha sottolineato l’assessore Florian Mussner – puntando non solo sul trasporto pubblico, con l’ulteriore ampliamento della flotta di mezzi a bassissime emissioni inquinanti, ma anche sul sostegno ad auto e biciclette elettriche. In quest’ottica, un ruolo fondamentale dovranno svolgerlo gli impianti a fune, che sono il mezzo di trasporto più eco-compatibile che esista”.

THEINER - Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche l’assessore all’ambiente Richard Theiner, il quale ha sottolineato che “un progetto di mobilità sostenibile è assolutamente necessario, e di ciò ne potranno trarre beneficio principalmente la natura e il paesaggio di uno dei luoghi più belli del mondo”. Il primo concreto punto di partenza? I Greendays previsti per l’estate del 2017. “Si tratta di un progetto pilota – ha spiegato Theiner – che interesserà Passo Sella. In alcune fasce orarie di un giorno fisso alla settimana, la strada sarà aperta solamente al traffico di ciclisti e pedoni”.passi-dolomitici-2

GILMOZZI – Secondo l’assessore trentino Mauro Gilmozzi, l’obiettivo deve essere quello di “impostare un nuovo stile di vita per turisti e residenti, che possa rendere anche più attrattive le Dolomiti. “Le chiavi – ha detto Gilmozzi – sono tre: il lavoro di rete, una gestione armonica e più semplice della questione, e una mobilità ancora più integrata. La chiusura a fasce orarie programmata per il 2017 ci farà capire cosa significa veramente un passo dolomitico senza auto”. ”Oggi abbiamo fissato alcuni paletti per meglio definire il percorso che già da qualche tempo è stato avviato – ha aggiunto Mauro Gilmozzi – A cominciare dalla necessità di fare rete, perché il futuro delle Dolomiti deve essere deciso insieme evitando quindi che la Provincia piuttosto che ogni singolo Comune vadano ciascuno per conto proprio. Dobbiamo quindi metterci in rete e questo è stato possibile grazie al lavoro fatto attraverso la fondazione Dolomiti Unesco con i Comuni e con gli operatori”.

Un ruolo centrale, anche per quanto riguarda la collaborazione e il lavoro di rete, potrà essere svolto dalla Fondazione Dolomiti UNESCO, chiamata a diventare una piattaforma di dialogo per affrontare il problema rappresentato dagli 1,2 milioni di veicoli che ogni anno transitano lungo le strade inserite all’interno dei territori posti sotto tutela. Secondo i dati emersi dai controlli effettuati fra il 5 e il 31 agosto scorsi, fra i passi dolomitici di Val Gardena, Val Badia e Val di Fassa, sono circolati 2.300 veicoli al giorno. Tre quarti del traffico è concentrato sui Passi Gardena e Sella, mentre per quanto riguarda le moto, le ore di punta sono tra le 12 e le 15. Ultimo dato emerso: senza la Val Gardena Mobil Card, che consentiva di viaggiare gratuitamente su tutti i mezzi pubblici fra giugno e ottobre, si sarebbero registrati 100mila veicoli in più lungo i passi.


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