Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad


Nuova ordinanza per il progetto Test rapidi in Alto Adige

martedì, 17 novembre 2020

Bolzano – Firmata la nuova ordinanza che regola il funzionamento del progetto “Test rapidi in Alto Adige”. Test antigeni anche nelle farmacie, quarantena di 10 giorni per i positivi.

Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha firmato oggi pomeriggio l’ordinanza contingibile e urgente numero 70 che pone le basi giuridiche per lo svolgimento del progetto Test rapidi in Alto Adige. L’iniziativa potrà arrivare a coinvolgere sino a 350.000 gli altoatesini, chiamati a svolgere un test antigene tra venerdì 20 e domenica 22 novembre. Il documento determina le modalità di funzionamento dello screening diffuso, in maniera particolare per quanto riguarda ciò che dovrà accadere una volta conosciuto l’esito del test antigenico, “ed è stato redatto – ha sottolineato il presidente altoatesino – sulla base delle indicazioni fornite dagli esperti dell’Azienda sanitaria d’intesa con la Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute”.

Test anche in farmacia, cittadini parte attiva

Le cittadine e i cittadini potranno partecipare al progetto Test rapidi in Alto Adige recandosi presso una delle circa 200 postazioni presenti in tutti i comuni della Provincia di Bolzano, ma non solo: i test potranno essere effettuati, per un periodo che va dalle 72 ore prima dell’inizio dello screening diffuso sino alle 72 ore successive al termine delle operazioni, anche presso farmacie, medici di base e tutte quelle strutture e quei soggetti accreditati presso l’Azienda sanitaria per lo svolgimento dei test. “Nessuno sarà obbligato a partecipare – ha spiegato Arno Kompatscher - ma faccio appello a tutta la popolazione: sino ad ora le persone hanno dovuto subire passivamente le misure per il contenimento dei contagi, limitandosi a dover rispettare le regole, ora invece è possibile dare il proprio contributo in maniera attiva per piegare la curva. Maggiore sarà la partecipazione, maggiore sarà la possibilità di bloccare la diffusione del virus. Anche coloro che dovessero risultare positivi, tramite il loro isolamento, contribuirebbero a tutelare la salute dei propri familiari, dei propri conoscenti e dei propri colleghi di lavoro”.

Cosa accade in caso di positività al test?

In caso di positività al test antigenico, scatterà automaticamente l’isolamento domiciliare per 10 giorni e, su richiesta dell’interessato, verrà attivata la procedura per l’attestato di malattia che verrà inoltrato al proprio datore di lavoro. Nel caso in cui la persona non presenti sintomi riconducibili al Covid-19, una volta terminati i 10 giorni di quarantena si potrà uscire dall’isolamento senza bisogno di alcun ulteriore test. Se, invece, la persona risulterà sintomatica, dovrà essere avvertito il medico di base che deciderà l’iter procedurale da seguire in base alla gravità del paziente e avanzerà richiesta di prenotazione di un tampone naso-faringeo (test PCR). La quarantena potrà essere terminata in caso di esito negativo al test, oppure dopo 21 giorni (di cui almeno 7 senza sintomi) dall’iniziale esito positivo.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136