Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad


L’economia trentina ha bisogno anche della Cannabis

mercoledì, 30 settembre 2020

Trento – Per evidenti motivi legati alla diffusione del nuovo Coronavirus è il mondo intero a ricevere duri colpi sul piano economico, oltre che dal punto di vista del numero di posti di lavoro in evidente contrazione. Foto: Richard T / unsplash.

cannabisMalgrado non esistano settori economici e tantomeno aree indenni da questi avvenimenti, il settore agricolo può essere uno di quelli in grado di guidare la ripresa. Ben prima del lockdown di quest’anno si era cominciato ad assistere ad un ritorno al lavoro e all’imprenditorialità in agricoltura, in modo particolare per giovani molto più formati di un tempo e desiderosi di contribuire alla sostenibilità ambientale.

Proprio la quarantena ha fornito dei dati interessanti sulla congiuntura economica e le opportunità per la ripartenza, facendo vedere che i produttori di derrate alimentari e di erbe officinali per usi anche non alimentari (in primis per il settore cosmetico, la produzione di integratori e fitofarmaci) sono stati fra i soggetti ad aver risentito meno della misura.

Però non bisogna ragionare solo in termini di classici prodotti destinati alle tavole degli italiani, ma anche a colture relativamente nuove per il Trentino e per l’Italia intera come il caso della canapa. Una chiara testimonianza delle potenzialità di questo business viene dall’inchiesta edita dalla rivista “Open”, fondata da Enrico Mentana, che ha documentato le interviste a produttori italiani: c’è stato un vero e proprio boom di vendite di Cannabis light, che ha raggiunto punte del 600% anche per contenere l’ansia del momento.

Infatti la Cannabis è sempre più apprezzata dal mondo medico scientifico e dai consumatori per i suoi effetti benefici su svariate condizioni di salute, di cui si era discusso anche ad Arco. Gli occhi sono rivolti principalmente al cannabidiolo (indicato con la sigla “CBD”), che è uno dei principi attivi della pianta della canapa nella specie Cannabis sativa.

Il CBD, a differenza dell’altro principio attivo denominato THC (tetraidrocannabidiolo), non ha effetti psicoattivi causa di alterazioni sensoriali tipiche delle sostanze stupefacenti illegali ed è in grado di essere di sostegno a molte condizioni patologiche. Essendo un composto che interagisce con il sistema che genera i messaggi scambiati dai neurotrasmettitori, è stata dimostrata la sua efficacia per la riduzione dei livelli di stress e degli stati d’ansia, la sua azione miorilassante e il potere antinfiammatorio.

L’utilità per il contrasto alle infiammazioni lo rende sempre più indispensabile per coloro che soffrono di dolore cronico, sindrome di Rett, spasmi muscolari come per i malati di sclerosi multipla e per tutti quelli che sono affetti da patologie reumatiche come l’artrite e la fibromialgia. Il CBD è disponibile in un’ampia gamma di prodotti come creme, olio, cristalli da svapare ecc… come si può vedere su questo sito.

In un’ottica lungimirante è nata nel 2016 l’Associazione Canapa Trentina, per dare vita ad una solida filiera della canapa per usi industriali e per usi farmacologici. Un tipo di coltura che incontra il clima della regione più mite di tanti anni fa, i cui operatori non perdono occasione per chiedere una maggiore chiarezza delle norme di settore a favore dello sviluppo di questo mercato e creare occupazione in modo sostenibile.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136