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Informatica Trentina: competenze digitali coniugate con quelle artistiche

lunedì, 23 dicembre 2013

Trento – Informatica Trentina continua a rivestire per il sistema trentino il ruolo di innovatore e facilitatore dei servizi tra la pubblica amministrazione provinciale ed i cittadini, ai quali è garantita la qualità a fronte della contrazione della disponibilità finanziaria. Una digitalizzazione che esce dai confini del sistema pubblico e contagia le nuove generazioni, a conferma del percorso di alfabetizzazione informatica e di sviluppo di nuove competenze progettuali e gestionali, rivolto alle nuove generazione e avviato da Informatica Trentina negli ultimi anni. La conferma viene dal successo del progetto Faber, promosso da Informatica Trentina con la collaborazione del Muse e del Liceo Artistico Vittoria di Trento. Ai ragazzi è stato chiesto di realizzare due elementi per andare a comporre un volano, movimentati da un cinematismo standardizzato e curato dal Muse, lavorando su geometrie realizzabili con la laser cut. Oltre 45 le idee proposte dalle classi aderenti al progetto, 15 i prototipi selezionati e realizzati, tra i quali la giuria – valutando l’idea, la progettazione e la fabbricazione degli oggetti – ha selezionato le tre opere vincitrici: Fortunato Sognatore, In Fondo al Mar e Foglie Magnetiche.digitale innovazione tecnica

Il progetto Faber rientra nella partnership dedicata all’innovazione e alle nuove tecnologie siglata tra il Muse e Informatica Trentina appunto. Nell’ambito di tale partnership, una particolare attenzione è dedicata ai giovani, ovvero gli artefici del Trentino del futuro, che negli ultimi anni Informatica Trentina ha coinvolto in numerose iniziative: dalla promozione dell’alfabetizzazione informatica alla simulazione di iniziative imprenditoriali con il business game, per arrivare allo sviluppo di app per smartphone.
Grazie alla collaborazione con il Muse, Informatica Trentina può disporre di due nuovi strumenti per promuovere il valore delle tecnologie digitali per il progresso sociale e del territorio: il Fab Lab (Fabrication Laboratory) e la Show room dell’innovazione.
E proprio cogliendo l’opportunità offerta dal Fab Lab – attivato presso il museo – e grazie a percorsi dedicati di animazione pensati per gli studenti delle scuole superiori, i ragazzi hanno potuto, grazie al progetto Faber, cimentarsi nella realizzazione per via digitale di un prodotto, utilizzando le dotazioni presenti al Muse e supportati dagli esperti, i cosiddetti Fabber.

Faber è un’iniziativa che mira a dare valore alle nuove generazioni, in quanto artefici non solo del proprio futuro ma anche dello sviluppo del territorio, favorendo l’emergere della consapevolezza che da un’idea può nascere un’opportunità anche di business e quindi generare cultura del fare e nuova imprenditorialità.

Con la partnership Informatica Trentina – Muse si vuole promuovere una crescita complessiva del nostro territorio e della società in cui viviamo, sfruttando al meglio le tecnologie digitali e le risorse disponibili. In questo senso, si rafforza lo spirito del Trentino “come laboratorio”, dove far coesistere qualità della vita e qualità dell’ambiente e dove la conoscenza scientifica e tecnologica diventa punto di partenza della capacità di tutti di orientare le proprie scelte per costruire il nostro futuro: il Trentino di domani.

“Il progetto Faber”, come ha sottolineato il Direttore Generale di Informatica Trentina Clara Fresca Fantoni, “promosso da Informatica Trentina e sviluppato in collaborazione con il MUSE e con il Liceo delle Arti Vittoria di Trento, ha provato a mettere insieme le competenze digitali ed informatiche con quelle artistiche e realizzative, valorizzando competenze e dotazioni del FabLab, il laboratorio di “digital fabrication” del MUSE. Con il progetto Faber – ha proseguito Clara Fresca Fantoni – i ragazzi sono stati i veri protagonisti di un percorso che ha messo in luce la loro creatività, sensibilità e il loro talento artistico e realizzativo, riaffermando questi valori come vero “motore” di quella scossa, di quella rigenerazione che passa autenticamente nel sentirsi, ciascuno secondo le proprie inclinazioni e capacità, un “homo faber” – di qui il nome del progetto –che realizza artefatti, soluzioni e prodotti in grado di emozionare, conquistare per la qualità estetica e affascinare per la semplicità d’uso ed il valore”.


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