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Covid-19, situazione stazionaria all’ospedale Morelli di Sondalo

venerdì, 4 settembre 2020

Sondalo – Il reparto covid-19 dell’Ospedale Morelli, al quarto piano del primo padiglione, ospita attualmente 14 pazienti, un numero che rimane stabile da un paio di settimane, dopo l’aumento registrato a partire dall’inizio di agosto. Un trend in parallelo a quanto avviene più in generale nella provincia di Sondrio, che da qualche giorno è l’unica lombarda a non seguire il trend costante di crescita regionale, rimanendo territorio senza contagi negli ultimi tre giorni di bollettino.

sondaloIn questi giorni ai nuovi ricoveri, due martedì, si sono sovrapposte le dimissioni di pazienti che hanno superato la fase critica. Nessun paziente è ricoverato in terapia intensiva ma da qualche settimana sono state riaperte le camere a pressione negativa, che consentono di isolare i pazienti, riducendo il rischio di trasmissione e garantendo la sicurezza degli operatori e degli altri degenti del reparto. Alle sei già in uso, realizzate poco prima dell’emergenza sanitaria, se ne aggiungeranno presto altre dieci, grazie al finanziamento di un milione di euro concesso dalla Regione Lombardia.

Nel frattempo lavora a pieno ritmo l’ambulatorio di follow up attivato all’inizio di giugno, fra i primi in Lombardia, che controlla i pazienti covid-19 che hanno superato la malattia, negativi al tampone, per risolvere eventuali complicanze legate al virus o alla lunga degenza ospedaliera, per alcuni in Terapia intensiva, o per valutare lo stato di salute generale. Ad oggi sono state controllate quasi 300 persone: per una minoranza di queste si è resa necessaria una sola visita, altre saranno convocate nei prossimi mesi, altre ancora sono state sottoposte ad accertamenti diagnostici o a terapie mirate.

“Sappiamo ancora poco del decorso della malattia ma ancora meno della sua sequela, cioè delle conseguenze per i malati nel medio e nel lungo periodo – premette il dottor Alessandro Fugagnoli, che con i colleghi Paolo CosmaLeonardo Iannacci e Giulio Rossi segue l’ambulatorio -. Abbiamo appurato che la malattia è sistemica e le complicanze non sono solo respiratorie ma anche cardiologiche e neurologiche, oltre alle implicazioni di carattere psicologico, per questo motivo l’approccio è multidisciplinare e coinvolge gli altri specialisti”.

Dai dati che emergono, la maggioranza dei pazienti, a distanza di qualche mese dal superamento della fase acuta, presenta dispnea e debolezza della muscolatura che sono all’origine di difficoltà respiratorie: in alcuni casi è necessario intervenire con un trattamento fisioterapico respiratorio oppure ricorrere al ricovero nel reparto di Riabilitazione pneumologica. Altri soffrono di tosse cronica post infettiva che può richiedere cicli di trattamento farmacologico. Per una minoranza di pazienti, nella fattispecie quelli che hanno superato polmoniti interstiziali gravi e sono stati ricoverati in Terapia intensiva, persiste un’insufficienza respiratoria che richiede trattamenti con cortisone e in alcuni casi anche con ossigeno. A tutti questi pazienti, alcuni dei quali provenienti da fuori provincia, i medici impegnati nell’ambulatorio di follow up covid-19 sono in grado di fornire una risposta ai disturbi attraverso le terapie più adatte oggi conosciute.

Alla cura specialistica dei malati covid-19 all’Ospedale Morelli si affianca l’attività ordinaria, ripresa progressivamente nei mesi scorsi. Negli ambulatori, nei diversi reparti e in Pronto Soccorso il personale sanitario si occupa dei pazienti con altre patologie e degli utenti che si sottopongono a visite ed esami diagnostici o che seguono terapie. Ad oggi i pazienti ricoverati sono complessivamente 173, 15 in più rispetto alla settimana scorsa.



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