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Assemblea Fiom-Cgil del Trentino, la vicenda Sicor e la sua portata sul territorio trentino

mercoledì, 16 settembre 2020

Trento - Nell’incontro del parlamentino provinciale dei metalmeccanici della Cgil, tenutosi nella Tensostruttura di Villazzano 3 a Trento, è proseguita la discussione sulla vicenda Sicor e le conseguenze che questa potrebbe avere sulle condizioni di lavoro in Trentino e sul modello di relazioni sindacali, sinora improntate al dialogo ed alla responsabilità, che ha consentito al Trentino di godere di una pace sociale e di relazioni collaborative di stampo nordeuropeo.

La vicenda Sicor ci parla di un’azienda sana e robusta, costantemente in utile, che ha commesse, che assume e addirittura chiede lo straordinario, ma pretende con motivazioni pretestuose di azzerare di fatto decenni di conquiste sindacali e comunque, alla luce delle dichiarazioni più recenti della dirigenza, vuole tenersi le mani libere per poter licenziare.

Un fatto inaccettabile e, infatti, di fronte alla disdetta della contrattazione integrativa da parte della nuova proprietà e dirigenza, a partire dal 20 di luglio i lavoratori e le lavoratrici Sicor hanno risposto con scioperi e presidi.

Subito è arrivata la solidarietà degli altri lavoratori, nata spontaneamente perché il mondo del lavoro ha capito subito la potenza dell’attacco ed ha consapevolezza che questo creerebbe un precedente pericoloso per tutto il territorio.

Si sono mobilitati man mano i colleghi di Pama, Bonfiglioli, Metalsistem e Dana di Rovereto, Dana di Arco, Siemens di Spini di Gardolo. Ebara di Cles, Sapes di Storo, Sapes di Condino, Meccanica del Sarca di Pietramurata, Mcs di Ala e Almax di Mori.

Importante anche la presa di posizione del direttivo Uilm che ha subito espresso la sua solidarietà alla lotta dei lavoratori Sicor.

Ma la vicenda ha assunto subito rilevanza anche oltre il settore metalmeccanico, al presidio hanno partecipato i lavoratori della Luxottica di Rovereto, mentre hanno espresso solidarietà quelli della San Carlo Snacks di Lavis, oltre che le categorie CGIL della Funzione Pubblica, della Filctem, della Flai e dei pensionati dello SPI e sta seguendo con attenzione la Segreteria Confederale della CGIL del Trentino.

E’ una mobilitazione che non si vedeva da tanto tempo nel modo del lavoro trentino, che è partita dal basso e che ha portato ad una forte presa di posizione e di responsabilità da parte delle Segreterie di FIOM, FIM e UILM del Trentino che si sono riunite il 3 settembre, dopo tanto tempo e malgrado la vicenda tuttora irrisolta dell’accordo territoriale sull’artigianato.

Dalle Segreterie provinciali dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uilm è venuta una forte condanna al comportamento dell’azienda per la disdetta alla contrattazione di secondo livello, rimarcando come  intollerabile e illegittima la scelta dell’azienda di cancellare progressivamente la quota mensile del salario aziendale, erodendolo con gli aumenti del Contratto Nazionale.

Ma la preoccupazione va oltre, infatti è inammissibile che aziende che operano in Trentino beneficiando del nostro sistema economico-amministrativo e, direttamente o indirettamente, delle risorse dell’Autonomia, manchino di rispetto a lavoratori e istituzioni e cerchino di impoverire i lavoratori.

Preoccupano molto le Segreterie provinciali Fiom-Fim-Uilm, anche le titubanze della Provincia e i silenzi di Confindustria sul caso Sicor, segnale forse che si voglia mettere in discussione il modello trentino di relazioni industriali, che si fonda anche sull’esercizio delle competenze dell’autonomia speciale sia sul versante del sostegno alle imprese, sia su quello della protezione dei lavoratori e delle loro famiglie.

I metalmeccanici trentini questo modello, che per ragioni anche storiche e culturali si ispira al mondo tedesco, vogliono invece difenderlo ed anzi potenziarlo. Per questo motivo Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto con urgenza l’apertura di un tavolo di confronto con la Provincia Autonoma di Trento e l’Associazione degli Industriali, chiedendo che i soggetti del territorio si assumano le proprie responsabilità per spingere la Sicor a riaprire il confronto, riservandosi in alternativa di mobilitare l’intera categoria, fino allo sciopero generale.

PER TUTTE QUESTE RAGIONI

L’ASSEMBLEA GENERALE DELLA FIOM CGIL DEL TRENTINO

  • condanna il comportamento assunto dalla dirigenza della Sicor, ritenendolo gravemente scorretto oltreché illegittimo;
  • esprime piena solidarietà ai lavoratori della Sicor e totale appoggio alla lotta che le maestranze stanno portando avanti da quasi due mesi;
  • ringrazia tutti i lavoratori delle altre aziende che si sono mobilitati a sostegno di questa vertenza, nonché le Categorie della Cgil e la Uilm del Trentino che hanno espresso il loro esplicito e concreto appoggio ai lavoratori della Sicor;
  • considera molto preoccupanti i silenzi sin qui tenuti da Confindustria e soprattutto dal mondo della politica trentina, a fronte di un fatto di inedita gravità per l’intera comunità dei lavoratori trentini;
  • appoggia la scelta della Segreteria provinciale della Fiom del Trentino di aver voluto avviare su questo tema, come auspicato nel corso della riunione dell’Assemblea Generale del 27 agosto scorso, un confronto unitario con Fim e Uilm, nonostante i problemi tutt’ora irrisolti che negli anni scorsi ci hanno diviso;
  • dà mandato alla Segreteria della Fiom del Trentino – qualora dalla Giunta provinciale non arrivasse in tempi brevi alcun riscontro alla richiesta avanzata unitariamente dalle Segreterie di Fim, Fiom e Uilm, di convocare un tavolo di confronto con Confindustria sulla qualità delle relazioni sindacali nel nostro territorio – di proseguire nel confronto con Fim e Uilm per giungere ad una mobilitazione generale della Categoria“,

si legge nel documento approvato all’unanimità dall’Assemblea Generale della Fiom-Cgil del Trentino



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