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ANCE Brescia non convinta del DL Semplificazioni: l’allarme

mercoledì, 23 settembre 2020

Brescia – “Sono, come tutti i colleghi presidenti delle varie associazioni provinciali, regionali e nazionale di Ance, molto preoccupato per le ricadute conseguenti alle modifiche apportate al decreto semplificazioni – afferma l’ingegner Massimo Angelo Deldossi, presidente di Ance Brescia – si sta andando verso l’immobilismo, con il rischio di degrado dei nostri centri urbani e la deregolamentazione delle procedure di gara invece di snellire quelle a monte”.

angelo deldossi anceLa preoccupazione del leader dei costruttori bresciani è legata alle modifiche al disegno di conversione del decreto-legge semplificazioni. In particolare, secondo Deldossi, le proposte emendative all’articolo 10 del decreto rischiano di bloccare tutti gli strumenti urbanistici esistenti e di consegnare i centri storici e ampie zone urbane all’incuria e all’abbandono. “Un rischio elevato, proprio quando sarebbe più necessario che mai aiutare le nostre città a rinascere dopo una crisi durissima e dopo anni di immobilismo – commenta Deldossi – e di conseguenza servirebbero strumenti flessibili per demolire edifici in disuso privi di valore storico-artistico, dando nuova vita a zone dismesse e insicure”. Il presidente di Ance Brescia, anche nella sua veste di componente del Comitato di Presidenza nazionale di Ance, evidenzia in sintesi, come la tutela dei centri storici non si ottenga moltiplicando vincoli e impedimenti che bloccano ogni iniziativa di recupero e di trasformazione urbana, diversamente da positive e consolidate prassi negli altri Paesi europei. “Peraltro – chiosa Massimo Angelo Deldossi – mi pare evidente che la politica dei vincoli non abbia impedito in questi anni il proliferare di ambiti di degrado anche sociale all’interno dei centri storici”.

Per Ance sta passando una logica conservativa folle che renderà impossibile intervenire su edifici fatiscenti e insicuri senza alcun valore architettonico, di trasformare aree dismesse, di riqualificare caserme, ospedali, aree militari e tutto il patrimonio pubblico e non solo, vanificando la speranza di vendere questo patrimonio a qualcuno. Unica nota positiva, secondo il presidente Deldossi, la situazione bresciana e lombarda: a suo dire la città capoluogo dispone già di un Piano urbanistico che regolamenta gli interventi nel centro storico. Mentre la Regione Lombardia ha varato nel dicembre scorso la legge 18 del 2019 sulla Rigenerazione urbana, che impone un percorso per tutti i Comuni, in modo siano definiti entro la fine del 2020 gli ambiti all’interno dei centri storici nei quali si possa demolire e ricostruire. “Anche se permane la preoccupazione sui tempi effettivi – sostiene Deldossi – e sulle difficoltà dei Comuni minori a dotarsi di adeguati strumenti”. Chiude il leader del Sistema edile bresciano: “Chiediamo al Governo: sono queste le norme che sbloccano il Paese? Sulle opere pubbliche ci si sta concentrando sulle procedure di gara comprimendo concorrenza e trasparenza invece di intervenire sulle autorizzazioni a monte come abbiamo sempre detto. Sulle città stiamo inserendo nuovi vincoli e impedimenti. Sarebbe questo il piano strategico di sviluppo del Paese di cui si è parlato per mesi? Così si pensa di spendere le risorse del Recovery fund?”.



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