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Pian Camuno: il maestro Maffolini intervistato al Politecnico

Messaggio: "Il karate andrebbe insegnato, è uno strumento per educare alla disciplina"

Pian Camuno (Brescia) - Dopo la Milano Bicocca, il Maestro Maffolini intervistato da un’altra università, il Politecnico di Milano. Il caso "Maffolini" scelto come studio da un altro progetto Universitario, il Maestro di Karate e professore di Scienze Motorie racconta il suo modello di gestione: "I processi di managment sono certamente importanti, ma ciò che conta è l'essere di parola ed il cercare di essere per primi un esempio".

Maffolini agli studenti: "Il karate andrebbe insegnato a prescindere perché è uno strumento per educare alla disciplina ed è un grande contenitore valoriale". In collegamento con studenti del Politecnico di Milano, il professor Maffolini racconta il suo modello di gestione: «Isabel Visinoni è la studentessa che si è presa carico della realizzazione di questa intervista “quando mi sono trovata a dover scegliere per il progetto (universitario) una persona che secondo me fosse un ‘leader’ in grado di ispirare e motivare gli altri, ho pensato subito al Maestro Maffolini. Ho praticato karate per molti anni sotto la sua guida e per me è sempre un grande esempio, nonché fonte di ispirazione. È importante saper cogliere e sottolineare la sottile differenza tra essere un leader ed essere un manager, anche se spesso le due cose coincidono. Un manager porta a termine delle mansioni nella maniera più efficiente, mentre un leader porta a termine dei nuovi progetti, è meno concentrato sull’efficienza, e più sul raggiungimento di nuovi risultati. Maffolini è per noi un esempio di leadership in quanto influenza e lavora con gli atleti verso il raggiungimento di una vision e dei chiari risultati; che possono essere un miglioramento nella qualità della propria vita o nel karate, fino al raggiungimento di titoli sportivi importanti. Egli è inoltre un leader che porge grande interesse nei confronti delle persone, a partire dagli atleti fino ad arrivare ai suoi collaboratori; è anche per questo che negli anni Maffolini è riuscito a farsi ascoltare e a guadagnare la fiducia di chi lo accompagna tutti i giorni nelle sue scelte e nella sua carriera manageriale e sportiva".

Francesco Maffolini nelle vesti di docente universitario per un giorno.
L'allenatore di Karate della Nazionale del Lussemburgo è intervenuto come intervistato speciale sulla "Leadership" all'interno del corso universitario in conference call con Isabel Visinoni, Anna Tognotti e Riccardo Sala, sono stati toccati anche temi sensibili con Maffolini che ha fatto capire nel dettaglio come funzioni il suo concetto di lavoro in team.

PROFESSORE - "Sono anche un po' imbarazzato, per me è sempre difficile parlare in queste circostanze. Ho la fortuna di fare tanti lavori che mi piacciono, il professore di Scienze Motorie in un Istituto d'Istruzione Superiore, l'Allenatore della Nazionale di Karate del Lussemburgo, l'educatore di karate in svariate declinazioni, ma alla fine per me questo è tutto un grande gioco. La medaglia che va vinta è quella di diventare delle persone degne, che secondo me parte da lontano, parte dagli stili di vita, dall'educazione ai valori. Vedo tanti giovani che non hanno passioni se non quella di chiudersi nella propria camera. Provo ad accendere il sacro fuoco per l'amore verso le cose fatte bene, offrendo il mio piccolo contributo. Anche se essere educatori in trincea è una scelta che comporta anche tante rinunce e sacrifici.
Nel portare avanti un team, la gestione delle risorse umane di uno staff diventa fondamentale, l'aspetto psicologico credo che sia determinante. A volte nel nostro mondo sento parlare di tante cose, tutte giuste e vanno tutte bene, ma poi nel pratico alcuni fanno l'errore di sentirsi tuttologi e non delegano ed è limitante per un gruppo. Il progetto di fondo è solo uno: bisogna muoversi unicamente per il bene dei ragazzi e non per il proprio ego. Questo è l'elemento prioritario. Quindi per far questo bisogna essere molto bravi nella comunicazione, per creare un team che lavora in orizzontale".

LA LEADERSHIP - "Quando ci sono le difficoltà nel team, ci sono delle idee diverse magari, credo che il confronto aiuti tantissimo. Credo che sia importante far capire che ci possono essere divergenze, ma rappresentano opportunità di crescita. L'aspetto psicologico diventa fondamentale, è quello che fa la differenza. In un gruppo deve vincere l'idea migliore. Se ci sono problemi, bisogna affrontare con intelligenza il tutto e trovare la soluzione. Senza dimenticare che la strada per il successo è lastricata di insuccessi e difficoltà"..

REGOLE - "Nel lavoro ci vogliono regole e disciplina, così si va tutti d'accordo. Altrimenti diventa anarchia. Passa tutto dalla comunicazione, dalla spiegazione del perché si scelga una strategia. In un ambiente dove non ci sono regole, è difficile ottenere risultati".
Ultimo aggiornamento: 22/04/2024 20:25:37
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