ANGOLO TERME (Brescia) -
Parco Giochi di Mazzunno, il Comune di
Angolo Terme ha perso la causa e dovrà pagare un conto salatissimo.
Il contenzioso relativo all’
ex parco giochi di Mazzunno ha origini lontane ed è su una vicenda mai chiarita perché l'area privata è stata utilizzata per anni come spazio pubblico, in assenza di un accordo scritto che definisse con precisione proprietà e responsabilità di gestione.
Nel 2023, a seguito di un tentativo di confronto con l’Amministrazione, il proprietario ha rivendicato la piena titolarità dell’area, chiedendo il risarcimento dei danni provocati dalle strutture installate sopra il proprio garage. La questione è legata anche alla sicurezza: senza un accordo chiaro, il proprietario rischiava di rispondere personalmente in caso di incidenti o infortuni agli utenti dell’area giochi.
LA VICENDA - "Il rischio legale ed economico era dunque concreto. Nonostante ciò, la maggioranza guidata dal sindaco Cristian Zanelli ha scelto di proseguire il contenzioso in sede giudiziaria, sostenendo che l’area fosse “pubblica”. Nel Consiglio comunale del 30 maggio 2025 avevamo invitato alla prudenza: erano stati accantonati 60.000 euro sulla base della perizia del consulente tecnico d’ufficio, che già conteneva elementi favorevoli al privato. Avevamo inoltre evidenziato il rischio di un aggravio dei costi".
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Particolarmente grave - ad avviso della lista Civica "Angolo Terme con Te"
- la mancata partecipazione alla mediazione del luglio 2023, strumento previsto proprio per tentare una soluzione conciliativa ed evitare ulteriori spese".
"In quella sede, l’ex sindaco Morandini aveva definito tale scelta “etica” - proseguono dalla lista Civica "Angolo Terme con Te" -. La nostra richiesta di prudenza e di valutazione dei rischi venne interpretata come una rinuncia ai principi, quasi che tutelare le risorse pubbliche significasse essere meno coerenti o meno “morali”. Riteniamo che questa impostazione abbia spostato il confronto dal merito della questione a un piano personale. Il tema non era l’etica, ma la gestione concreta di un contenzioso e la responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Oggi la sentenza conferma che la questione non era ideologica, bensì legata a una corretta valutazione dei rischi e alla tutela del denaro dei cittadini"
LA SENTENZA - Il giudice ha infatti dato torto al Comune, condannandolo al pagamento dei danni, delle spese legali e alla rimozione del parco giochi, con riconoscimento della proprietà privata dell’area. Il costo diretto supera i 73mila euro, a cui si aggiungono le spese dei professionisti incaricati dall’ente. In attesa dei dati ufficiali, è verosimile che l’importo complessivo possa avvicinarsi ai 90mila euro.
Nell'ultimo Consiglio comunale di Angolo Terme il gruppo di minoranza "Angolo Terme con Te" ha richiamato responsabilità risalenti a oltre vent’anni fa, sostenendo: "È legittimo analizzare il passato; tuttavia, la gestione del contenzioso avviato nel 2023 - inclusa la scelta di non partecipare alla mediazione - ricade sull’attuale Amministrazione, al governo da dodici anni, che aveva il dovere di affrontare e risolvere tali anomalie. Non è la prima volta che assistiamo a uno schema simile: rigidità, assenza di confronto, esito sfavorevole in tribunale. Nel frattempo, nel 2026 l’addizionale comunale IRPEF è applicata allo 0,8% per i redditi superiori a 12.000 euro lordi, ovvero al livello massimo consentito. Pur consapevoli che l’equilibrio di bilancio dipende da molteplici fattori, è evidente che i contenziosi incidono sulle risorse disponibili per servizi e investimenti. L’interesse pubblico si tutela con prudenza, mediazione e attenta valutazione dei rischi. Quando si sceglie lo scontro senza aver esperito fino in fondo le soluzioni alternative, il conto arriva",