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Trentino, sospesi i lavori del Consiglio provinciale sul ddl 0-6

Scosse politiche in Consiglio provinciale all’indomani della mozione di sfiducia – respinta – contro l’assessora all’istruzione Gerosa. La seduta, dedicata al disegno di legge n. 20 sui servizi integrati 0-6 nella Provincia autonoma di Trento, si è aperta con una richiesta di sospensione avanzata da Francesco Valduga, che ha sollevato il caso politico dopo il voto di astensione della maggioranza e della Giunta provinciale.
Secondo Valduga, l’astensione sul documento di sfiducia equivale a una presa di distanza dall’assessora, mettendo in discussione la coerenza della mediazione in corso sul ddl presentato da Vanessa Masè (La Civica). «Ha senso migliorare un testo modificato dall’assessora se non c’è fiducia?», ha chiesto, sollecitando anche un chiarimento politico con il presidente della Provincia Maurizio Fugatti sui provvedimenti futuri.
Il presidente del Consiglio Claudio Soini ha interrotto l’intervento, ritenendolo eccedente rispetto alla richiesta formale di sospensione, ma il confronto si è rapidamente acceso.
Valduga ha accusato Soini di essere «dipendente del presidente Fugatti» - espressione che ha suscitato la reazione della maggioranza - sostenendo che non avrebbe dovuto partecipare al voto.
Filippo Degasperi (Onda) ha sostenuto la richiesta di chiarimento politico, sottolineando che il voto sulla sfiducia «avrà conseguenze» e che occorre capire se la maggioranza intenda proseguire negli accordi sul disegno di legge. Mirko Bisesti (Lega) ha difeso il presidente Soini, definendo «una brutta pagina politica» l’attacco personale, e ha rivendicato l’importanza del ddl 0-6, ricordando che si tratta di un tema portato avanti con serietà da Masè da anni.
La stessa Vanessa Masè (la Civica) ha stigmatizzato i toni dell’opposizione, rivendicando la correttezza del percorso di confronto, anche con ADA e con Degasperi, e auspicando che il lavoro possa proseguire nello stesso clima. Valduga ha ribadito la necessità di un chiarimento sulla fiducia politica all’interno della Giunta, mentre Soini ha respinto le accuse, rivendicando la propria indipendenza e il dovere di garantire il regolare svolgimento dei lavori.
Anche Alessio Manica (Pd) ha insistito sul «dato politico» emerso dal voto: l’astensione, ha sostenuto, è una presa di posizione che incide sul clima delle trattative. L’impressione condivisa dalle opposizioni è che qualcosa, dopo il voto sulla sfiducia, si sia incrinato nei rapporti tra aula e Giunta.
I lavori della seduta sono stati quindi sospesi per le interlocuzioni richieste. Riprenderanno alle 14.30
Ultimo aggiornamento: 25/02/2026 12:40:49

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