Il secondo anno al centro ci saranno le tecniche di negoziazione, gli strumenti per portare a casa un risultato nel momento in cui si ci trova di fronte a un decisore (un ministero, la Regione, il Comune); anche in questo caso ci sarà un ampio confronto con amministratori e politici.
“Oggi la nostra associazione ha ancora più bisogno di protagonisti in grado di fare la differenza - afferma la presidente di Federfarma Brescia Clara Mottinelli (nella foto) -. L’evoluzione degli organi di rappresentanza della categoria richiede professionisti sempre più preparati e competenti, capaci di saper interagire in modo efficace con i diversi attori della rete: sistema sanitario, istituzioni, organi di controllo, politica, associazioni. A questo serve la nostra scuola biennale, che a tutti gli effetti è una scuola politica. Vogliamo formare farmacisti capaci di prevedere, progettare e governare il futuro. Un domani che non è più così scontato e prevedibile come una volta. Lo tsunami pandemico ha generato contemporaneamente una crisi sanitaria, economica e sociale e la farmacia ha saputo ritagliarsi un nuovo ruolo da protagonista, quale punto di riferimento per il cittadino e porta d’accesso al sistema sanitario”.
Le lezioni saranno teoriche, ma soprattutto con molta pratica e saranno esperienziali, basate sul confronto con il docente e il gruppo o con i testimoni, con ampio spazio ai laboratori e alle simulazioni. Nel corso dell’anno sono previste delle uscite per incontri specifici, in particolare, nel primo anno, a Roma, nelle sedi istituzionali. In cattedra esperti dei vari settori, dirigenti nazionali e regionali, docenti universitari, personalità del territorio.
L’esperienza così concepita è la prima a Brescia e anche a livello nazionale, dove esiste solo un corso online. La particolarità (e la sfida) dell’opportunità offerta da Federfarma Brescia è proprio la partecipazione in presenza, in modo da creare anche un gruppo coeso, che farà delle esperienze insieme e saprà già lavorare in team.