CETO (Brescia) - Il raggruppamento guidato da Politecnica Building for Humans, con Park Associati e Amdl Circle, in co-leadership architettonica, e Studio Mattioli si aggiudica la gara di progettazione promossa dal Comune di Ceto, con il coordinamento scientifico di Imago diretto da Luca Molinari, per la realizzazione del nuovo polo culturale, che sorgerà negli spazi nell’ex filatura della Società Filati Niggeler & Kupfer Srl.

La proposta vincitrice si fonda su un approccio metodologico che assume il paesaggio come matrice del progetto, individuando nel dialogo tra patrimonio culturale, ambiente e comunità il principio guida delle successive fasi di sviluppo. In questa prospettiva, la natura stratificata delle testimonianze incise nella roccia – i cosiddetti Pitoti, il più esteso archivio semiografico preistorico d'Europa – diventa un modello interpretativo capace di orientare le future scelte architettoniche, in un confronto costante con lo studio della materia e della morfologia del territorio.
Situato nel punto di accesso meridionale della Valle dei Segni, Ceto rappresenta il luogo in cui si concentra uno dei più importanti nuclei di incisioni rupestri della valle (foto © Nicola Colella).
Il nuovo polo si propone come porta di accesso alla valle, situata tra il Monte Concarena e il Pizzo Badile Camuno - due montagne simbolo della Valle Camonica - e caratterizzata da un patrimonio culturale e paesaggistico di eccezionale valore. L’Arte rupestre della Valle Camonica, iscritta nel 1979 nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco, è stata il primo sito italiano a ottenere questo riconoscimento; dal 2018 il territorio è inoltre compreso nella Riserva della Biosfera Mab Unesco "Valle Camonica – Alto Sebino", che si estende dal ghiacciaio dell’Adamello al lago d’Iseo.
In vista del 2029, anno in cui ricorreranno cinquant’anni dall’iscrizione Unesco, la Valle Camonica ha avviato ufficialmente il percorso di candidatura a Capitale italiana della Cultura 2029, rafforzando una visione che mette in relazione patrimonio archeologico, paesaggio e comunità. Il progetto traduce questa visione territoriale in un'infrastruttura aperta, concepita anche come elemento di ricucitura, capace di ristabilire connessioni fisiche e paesaggistiche. La struttura integra funzioni espositive, spazi per la ricerca, auditorium, servizi e aree dedicate all'accoglienza dei visitatori, configurandosi come punto di partenza di un sistema di percorsi che metta in relazione archeologia e ambiente naturale. L’impostazione premiata delinea così una visione che supera la dimensione del singolo edificio, individuando nel nuovo polo uno strumento di connessione con l'obiettivo di costruire una rinnovata narrazione della Valle Camonica e proiettarne il grande valore storico in una dimensione contemporanea e internazionale.