VERMIGLIO (Trento) - L'
orso arriva in un
allevamento della frazione
Favriano di
Vermiglio. L'ultimo attacco dell'
orso in
Alta Val di Sole è un recinto della proprietà di un allevatore -
Giacomo Bertolini - confinante con le case del nucleo urbano di Favriano.
L'orso sarebbe entrato nel recinto, sbranato una vitella e rincorso una manza fino a pochi metri dalle case facendole travolgere una staccionata in legno e cadere da un muro di quasi due metri per poi rotolare per una cinquantina di metri e quindi morire. L'episodio di Favriano è avvenuto alle 23:30 dell'altra sera.

Quest'ultimo episodio riporta l’attenzione sulla scia di sangue lasciata da un orso in
Val di Sole nell’estate che sta per concludersi.
Dopo essersi spostato verso la val di Rabbi, il plantigrado ha effettuato numerose predazioni, in particolare Val Saviana (26 giugno - Vermiglio) con tre manze dell’azienda di bovini da latte Stablum di Vermiglio predate sui pascoli della val Saviana; Malga Valpiana (1 luglio - Ossana) predazione su bovini; Malga Val Comasine (7 luglio - Peio) predazione di cinque bovini, a seguito di questo grave episodio la Forestale ha piazzato una trappola a tubo per radiocollarare l’orso; Malga Bolentina (24 luglio - Malè) attaccate quattro bovine; Malga Zoccol (27 luglio - Rabbi) due asini gravemente feriti nella notte hanno dovuto essere successivamente soppressi; Favriano (7 settembre - Vermiglio) l’orso è entrato nel recinto ha sbranato una vitella e rincorso una manza fino a pochi metri dalle case facendole travolgere una staccionata in legno e cadere da un muro di quasi due metri per poi rotolare per una cinquantina di metri e quindi morire.
L'Associazione Tutela Rurale ricorda che "se si trattasse sempre dello stesso soggetto sarebbe difficile non definirlo "problematico" e dovrebbe essere messo sotto stretto controllo al fine di procedere, in caso di reiterazione di comportamenti potenzialmente pericolosi, alla sua rimozione ai sensi dell'articolo 16 della Direttiva Habitat".
Oltre alla Val di Sole - sostengono dall'Associazione "anche le recenti vicende del Monte Bondone portano a una facile conclusione: il Pacobace (le regole di ingaggio per la gestione degli orsi problematici), redatto nel contesto di Life Ursus, è uno strumento fortemente garantista per gli orsi, poco garantista per gli allevatori, per chi risiede in ambito ruralee per chi frequenta i boschi".
La domanda: ci sono margini per riequilibrare la tutela dell’orso e quella degli interessi messi a repentaglio dall’orso?. "Certamente - concludono dall'Associazione - il Pacobace non è la Bibbia. È un semplice atto amministrativo che la Provincia può cambiare quando vuole, sentendo l’Ispra, al fine di avvicinare le “regole d’ingaggio” delle Alpi italiane a quelle di altri Paesi dove pure l’orso è oggetto di rigida protezione. Serve la volontà politica".