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Ddl carenze formative, protagonista l'ostruzionismo in Consiglio provinciale trentino

È ripresa questa mattina in Consiglio provinciale la discussione sul ddl 75 dell’assessora Francesca Gerosa, dedicato al recupero delle carenze formative e delle capacità relazionali degli studenti del secondo ciclo. Dopo una riunione dei Capigruppo è stata definita la procedura per affrontare le 574 proposte di ordine del giorno rimaste delle 632 originariamente depositate dalle minoranze: i documenti sono stati ricondotti a sette filoni tematici, con discussione abbinata ma dichiarazioni di voto e votazioni separate. La mattinata, partita dal merito delle prime proposte di Lucia Coppola (Avs), si è presto concentrata sul confronto tra maggioranza e minoranze attorno alla legittimità e alle ragioni dell’ostruzionismo. L’esame del ddl era iniziato a giugno e si era interrotto di fronte a circa un migliaio di emendamenti e 632 proposte di ordine del giorno, oltre 1.600 documenti complessivi. Questa mattina sono state esaminate solo le podg 16 e 19, entrambe respinte, mentre a fine seduta era ancora in discussione la 28. I lavori riprendono alle ore 14.30.

Registro elettronico e carico burocratico
Il primo raggruppamento comprende 25 proposte di Coppola, dedicate al rischio che gli adempimenti connessi al registro elettronico appesantiscano ulteriormente il lavoro dei docenti, sottraendo tempo alla didattica e alla relazione con gli studenti.
Un tema sul quale Maestri (PD), Demagri (Casa Autonomia), Degasperi (Onda) e Malfer (Campobase) hanno innestato le più generali critiche al ddl e alla crescente burocratizzazione della scuola.
Gerosa ha condiviso l’esigenza di ridurre gli adempimenti, sostenendo però che il problema non risieda nell’inserimento nel registro delle carenze e dei piani individuali di recupero, e ha ricordato di avere già accolto alcuni emendamenti delle minoranze in direzione della semplificazione.

Il confronto sull’ostruzionismo
La discussione si è quindi spostata sul ricorso all’ostruzionismo. Paccher (Lega) lo ha contestato sostenendo che le minoranze abbiano diritto di proporre modifiche, ma non di bloccare attraverso centinaia di atti l’attività legislativa. Biada (Fratelli d’Italia) ha osservato che in questo modo si impedisce alla maggioranza di attuare il proprio programma e agli elettori di giudicarne poi i risultati.
Di segno opposto gli interventi delle minoranze. Valduga (Campobase) ha rivendicato l’ostruzionismo come legittimo strumento politico quando siano esauriti gli spazi di mediazione; Degasperi, Maestri, Demagri e Zanella hanno ricordato che vi hanno fatto ricorso in passato anche le attuali forze di maggioranza, sostenendo che il nodo del ddl resta il mancato raggiungimento di una sintesi con una parte significativa del mondo scolastico. Malfer ha rilanciato la proposta di coinvolgere direttamente scuole e docenti in un percorso di approfondimento sul recupero delle carenze e sui sistemi di valutazione.
Gerosa ha precisato di non contestare la legittimità dell’ostruzionismo in sé, ma la scelta di avviarlo mentre erano ancora aperti spazi di confronto. Ha inoltre ricordato che dal mondo della scuola arrivano posizioni diverse sul ddl e rivendicato la scelta della via legislativa proprio per consentire il confronto in Aula. Cia (Forza Italia) ha infine riconosciuto la legittimità dell’ostruzionismo finché previsto dal regolamento, ricordando che anche l’attuale maggioranza lo utilizzò quando era all’opposizione.
Nel corso dell’esame della podg 28, Coppola ha inoltre richiamato il valore dell’inclusione degli alunni con disabilità come elemento fondante della scuola, considerazione condivisa da Cia.

La podg 16 è stata respinta con 19 voti contrari e la 19 con 20. I lavori riprendono alle 14.30 con il completamente dell’esame dlela podg 28.
Ultimo aggiornamento: 09/09/2026 21:05

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