L'Agenda delle Valli

Lavori Consiglio provinciale Trento

Inizio: 10/09/2026 dalle ore 10:00 - Fine: 10/09/2026 alle ore 12:00 IT

Scuola, prosegue il confronto in aula: respinti quattro ordini del giorno. Nel pomeriggio dibattito sul ruolo del Consiglio, sulla burocrazia scolastica e sull’ostruzionismo. Acceso confronto tra maggioranza e minoranze. I lavori riprenderanno domani alle 10.
È proseguito nel pomeriggio l’esame degli ordini del giorno collegati al disegno di legge in materia scolastica. Dopo la decisione assunta in mattinata di raggruppare le proposte per aree tematiche, l’aula ha ripreso le votazioni sul primo tema, relativo all’approfondimento con specifici istituti scolastici provinciali delle questioni connesse al maggiore controllo burocratico. Sono state respinte le proposte di ordine del giorno n. 28, 29, 30 e 41.
I lavori sono ripresi con le dichiarazioni di voto sulla proposta n. 28. Filippo Degasperi (Onda) ha contestato l’approccio della maggioranza, sottolineando che la presentazione di un disegno di legge da parte della Giunta non ne rende scontata l’approvazione. Ha quindi rivendicato il ruolo e l’autonomia dei consiglieri provinciali: «Governare non è comandare». La proposta è stata respinta con 13 voti favorevoli e 17 contrari.
Sulla proposta n. 29, Lucia Maestri (Pd del Trentino) ha sostenuto che la maggioranza, per approvare il disegno di legge, deve garantire la propria presenza in aula e affrontare l’ostruzionismo, sfidandola a dimostrare la propria tenuta. Lucia Coppola (AVS) ha richiamato il valore della diversità attraverso la lettura di un testo.  Annunciando il voto contrario, Roberto Paccher (Lega) ha accusato le opposizioni di esprimere un rifiuto a priori e ha criticato la scelta di leggere brani di libri durante il dibattito. Ha inoltre richiamato il precedente confronto sul disegno di legge relativo al sistema educativo 0-6 anni, sostenendo che le minoranze avessero successivamente espresso valutazioni positive sul provvedimento.
Francesco Valduga (Campobase) ha difeso la necessità di dare spazio al pensiero nella discussione politica: se è indispensabile tradurre le idee in provvedimenti concreti, ha osservato, ridurre la politica alla sola produzione di atti rischia di impoverirla. Ha aggiunto che le parole di Paccher non favorivano un eventuale ammorbidimento delle posizioni delle minoranze.
Anche Filippo Degasperi ha replicato al consigliere della Lega, respingendo l’accusa di un’opposizione pregiudiziale e ricordando i numerosi temi affrontati in un anno di discussione. Ha rigettato l’etichetta di «partito del no», richiamando, a sua volta, la bocciatura di un proprio disegno di legge, avvenuta, a suo giudizio, senza spiegazioni. Intervenendo per fatto personale, Paccher ha confermato la propria posizione e ribadito di considerare fuori tema gli interventi di Coppola e Demagri.
Paolo Zanella (Pd del Trentino) ha sottolineato che le posizioni contrarie delle minoranze sono motivate. Rivolgendosi all’assessora, ha precisato che l’ostruzionismo non punta ad aprire una trattativa, ma a fermare un disegno di legge del quale non condivide i contenuti. La proposta n. 29 è stata respinta con 12 voti favorevoli, 17 contrari e un’astensione.
Il confronto è proseguito sulla proposta n. 30. Lucia Coppola ha difeso la scelta di portare in aula letture di valore, sottolineando che ogni intervento sulla scuola dovrebbe contribuire a migliorare il rapporto tra studenti e docenti. Dopo un nuovo intervento di Filippo Degasperi, Michele Malfer (Campobase) ha ribadito la necessità di restituire centralità a chi lavora nella scuola e di ridurre il carico burocratico. Richiamando don Milani, ha affermato che, a distanza di 59 anni, sarebbe stato al fianco degli insegnanti.
Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) ha evocato l’immagine di un «muro di protezione». Replicando a Paccher, ha osservato che non sarebbe stato corretto invitare un amministratore a non utilizzare una legge, mentre rientra nei compiti dei consiglieri fornire indicazioni e informazioni. Paccher ha contestato il suo intervento, parlando di inesattezze e leggerezze.
Lucia Maestri ha difeso l’autorevolezza di una minoranza che legge e approfondisce, dando quindi lettura di un testo sulla burocrazia. Roberto Stanchina (Campobase), intervenendo in dissenso dal proprio gruppo, ha annunciato l’astensione per una questione di metodo. Ha ricordato episodi di ostruzionismo delle passate legislature, richiamando le letture in aula dell’allora consigliere Maurizio Fugatti e il ricorso a un numero record di emendamenti. Francesco Valduga ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto, difendendo la scelta di proporre testi attinenti alla materia in discussione come occasione di riflessione.
Replicando a Stanchina per fatto personale, Roberto Paccher ha difeso l’operato di Fugatti quando, nel 2015, sedeva all’opposizione. Ha quindi criticato le attuali minoranze, attribuendo loro una visione vicina a una parte della società «che vi somiglia e che è quella che non produce». Le parole hanno suscitato le proteste accorate dei banchi di opposizione.
Alessio Manica (Pd del Trentino) ha accusato la maggioranza di utilizzare gli interventi per una comunicazione rivolta al proprio interno. Affermare che le minoranze rappresentano la parte improduttiva della società, ha sostenuto, significa offendere non i singoli consiglieri, ma i cittadini che li hanno votati, pari a quasi metà del Trentino.
Intervenendo per fatto personale, Filippo Degasperi ha richiamato il rispetto dovuto alle persone che lavorano, criticato l’uscita dall’aula di Paccher e chiesto al presidente di stigmatizzarne le parole. Anche Paolo Zanella ha replicato, sostenendo che i consiglieri rappresentano l’intero Trentino e dichiarando di sentirsi particolarmente vicino a chi, pur lavorando molto, non riesce ad arrivare alla fine del mese.
Il presidente Claudio Soini, rispondendo a Degasperi, ha ricordato che ciascuno si assume la responsabilità delle proprie dichiarazioni e ha ribadito che per quanto lo riguarda ogni consigliere rappresenta l’intera comunità trentina. La proposta di ordine del giorno n. 30 è stata quindi respinta.
Sulla proposta n. 41, Lucia Coppola ha contestato l’uso del termine «parassiti» riferito ai professori universitari. Ha poi citato il libro Insegnare al principe di Danimarca, richiamando l’esperienza educativa condotta da alcuni insegnanti con i ragazzi di strada di Napoli.
Michele Malfer è tornato sull’importanza del confronto e della discussione nella ricerca come strumenti per migliorare la scuola. Francesca Parolari (Pd del Trentino) lo ha ringraziato per gli approfondimenti e ha ribadito le proprie critiche alla scelta di intervenire sulla materia con il disegno di legge in esame, definendolo un «nonsenso giuridico» e un provvedimento dannoso.
Annunciando l’astensione, Lucia Maestri ha criticato il presidente Soini per essere intervenuto soltanto successivamente all’intervento di Manica sulle dichiarazioni di Paccher. Rivolgendosi al consigliere della Lega, ha inoltre contestato l’aggettivo «leziosa», osservando ironicamente di non riconoscersi nella descrizione.
Filippo Degasperi ha sollevato la questione delle risorse per i docenti, sostenendo che, a distanza di due anni, non fossero stati stanziati i fondi previsti dall’accordo del dicembre 2024 e richiamati dallo stanziamento del luglio 2025. L’assessora Francesca Gerosa ha replicato ricordando che gli uffici hanno esaminato le singole posizioni e che procederanno con quanto convenuto. Ha quindi chiesto una sospensione di un’ora per un incontro con i rappresentanti della maggioranza e delle minoranze per stabilire il prosieguo dei lavori.
Prima della sospensione, l’aula ha respinto la proposta di ordine del giorno n. 41 con 12 voti favorevoli, 17 contrari e 2 astensioni. I lavori  riprenderanno domani alle ore 10.

Ultimo aggiornamento: 09/09/2026 21:09:14