CLES (Trento) - A ottant'anni dall'Accordo De Gasperi-Gruber, la storia, i valori e le prospettive dell'Autonomia speciale del Trentino sono stati al centro dell'incontro che si è tenuto a Palazzo assessorile di Cles, inserito nel ciclo "Dialoghi sull'Autonomia: dalla storia alle sfide del presente". Sono intervenuti l'assessore provinciale alla promozione della conoscenza dell'Autonomia Simone Marchiori, il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, il direttore della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi Marco Odorizzi, lo storico e giornalista Alberto Mosca e il vicepresidente della Comunità della Val di Non Andrea Biasi. All'incontro, moderato da Lorenzo Ferrari dell'Associazione culturale G.B. Lampi, era presente in sala un folto pubblico, con numerosi amministratori locali, sindaci e assessori di vari Comuni della Val di Non, il presidente della Comunità di Valle Martin Slaifer Ziller, il senatore Pietro Patton, rappresentanti delle associazioni ed esponenti politici locali. In apertura ha portato il saluto della comunità clesiana il sindaco Stella Menapace.

Marchiori ha tracciato il bilancio di un percorso, guardando al futuro: "L’obiettivo, ha spiegato, non è guardare alla storia come qualcosa di concluso, ma utilizzarla per comprendere il presente e affrontare le sfide future. Dobbiamo superare le semplificazioni storiche e politiche per trasformare la memoria in consapevolezza e partecipazione. Il Trentino è da sempre terra di confine, incrocio di lingue, culture, incontro tra persone diverse e in questa complessità l'Euregio rappresenta il luogo politico dove affrontare le problematiche che accomunano i territori vicini: agricoltura, turismo, vie di comunicazione, ambiente, cambiamenti climatici, territorio alpino, prodotti tipici, università, sanità, servizi nelle valli hanno bisogno di una struttuta di coordinamento e della capacità di comunicare realmente ed efficacemente". Il Trentino, da solo, non dispone della massa critica necessaria per affrontare le grandi sfide contemporanee, perciò "Dobbiamo unirci a chi condivide la nostra storia, il nostro background culturale, le nostre problematiche e le nostre opportunità di crescita", ha ribadito Marchiori. E ancora, sul tema della partecipazione: "Io sono convinto che non è vero che i giovani non sono interessati a partecipare alla vita politica e civile, delle associazioni e dei Comuni, bisogna lasciargli spazio e aiutare il passaggio dei ruoli tra generazioni".
Anche i simboli, secondo Marchiori, possono contribuire a rafforzare il senso di appartenenza e favorire l'impegno individuale verso la propria comunità, senza che diventino strumenti di contrapposizione, per questo a fine incontro è stato possibile per il pubblico portare a casa la bandiera dell'Autonomia.
Giuseppe Ferrandi ha ripercorso le origini dell’Autonomia trentina, sottolineando come la sua origine nasce dalla volontà di autogoverno delle comunità, e non solo dall’Accordo De Gasperi-Gruber. Ha evidenziato il rischio di una crescente disaffezione e di una riduzione dell’Autonomia a una questione economica, ricordando invece che le risorse sono strumenti per realizzare politiche sul territorio. Vivere l’autonomia significa infatti assumersi responsabilità, rafforzare la comunità e partecipare attivamente, attraverso conoscenza, condivisione e capacità di autogoverno.
Richiamando De Gasperi, Marco Odorizzi ha sottolineato che la migliore amministrazione è quella fatta per il popolo e soprattutto per mezzo del popolo. Ha quindi evidenziato il contesto socio-economico unico dal quale è nata l'Autonomia, sviluppata in una società di "pari", fatta di piccoli contadini proprietari terrieri e fondata sui principi della cooperazione, dell'associazionismo e della partecipazione e che ancora oggi, per funzionare bene, richiede il coinvolgimento di tutti nella costruzione del bene comune e nella responsabilità verso la comunità.
Biasi ha evidenziato il ruolo delle Comunità di Valle come realtà di raccordo, capaci di sostenere le comunità locali e rafforzare la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Ha indicato nella condivisione dei servizi un’opportunità concreta per supportare soprattutto i Comuni più piccoli e rispondere alle fragilità dei territori. La sfida è mantenere vivo il tessuto associazionistico e coinvolgere le nuove generazioni, anche quelle provenienti da fuori, nel valore della partecipazione e dell’autonomia.
Attraverso testimonianze di archivio, Mosca ha mostrato come la tradizione dell’autogoverno trentino affondi le radici nel Medioevo, ben prima dell’Accordo De Gasperi-Gruber. Ha ricordato le Carte di Regola, con cui le comunità disciplinavano autonomamente beni comuni e convivenza, e alcuni esempi storici di difesa delle proprie prerogative. Dal suo racconto è emersa una lunga cultura fondata sulla responsabilità delle comunità e sulla capacità di darsi regole condivise e sempre rinnovate nel corso del tempo.
L'appuntamento di ieri si inserisce nel percorso di iniziative dedicate alla conoscenza dell'Autonomia promosso sul territorio provinciale e si collega idealmente alla mostra itinerante "Autonomia: la volontà del popolo è legge", inaugurata proprio a Cles lo scorso 21 agosto dopo aver fatto tappa in oltre trenta Comuni del nostro territorio e che resterà visitabile in piazza Navarrino fino al 4 settembre. A chiusura del suo intervento l'assessore Marchiori ha ricordato anche molti altri appuntamenti sul territorio, inseriti nel
calendario delle attività promosse dall’assessorato provinciale alla promozione della conoscenza dell’Autonomia per l'ottantesimo anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber, tra i quali, proprio a Cles il 21 ottobre prossimo, quello intitolato "L’Autonomia come principio costituzionale", con Daria de Pretis, giurista e già vicepresidente della Corte Costituzionale.