TRENTO - Sono oltre 460 gli alloggi inutilizzati individuati dai comuni trentini e pronti a essere reimmessi sul mercato della locazione a canone agevolato. Parte da qui Ri-Val, il progetto promosso dalla Provincia autonoma di Trento per contrastare lo spopolamento delle valli e sostenere la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Obiettivo: realizzare circa 300 alloggi riqualificati, accessibili e sostenibili. Le prime consegne sono previste a fine 2026.
Il punto sull’iniziativa è stato fatto nel corso del seminario ospitato all'Aula Magna della Fondazione Franco Demarchi, al quale hanno partecipato l’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori, il presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, Michele Cereghini, di Fondazione Demarchi, Paolo Decarli, numerosi sindaci e amministratori locali, rappresentanti del mondo del credito ed esperti del settore.
“Ri-Val rappresenta solo uno degli interventi messi in campo dalla Provincia autonoma di Trento per affrontare l’emergenza abitativa, uno dei più innovativi e di visione, in grado di dare risposte chiare e strutturali per quella fascia grigia che non riesce a stare sul libero mercato – ha evidenziato l’assessore
Simone Marchiori –. Accanto agli strumenti tradizionali è fondamentale infatti immaginare nuovi modelli dell’abitare, capaci di rispondere a bisogni diversi e in continua evoluzione. In tal senso i primi dati evidenziano un significativo potenziale immobiliare inutilizzato da cui partire per aumentare l’offerta di alloggi e rispondere al fabbisogno abitativo senza consumo di nuovo suolo. Riqualificare ciò che esiste già, soprattutto nelle aree più periferiche, significa creare opportunità concrete per le comunità locali e contribuire alla loro vitalità” ha aggiunto ancora Marchiori, che ha poi spiegato come il confronto odierno segni l'avvio di un percorso di condivisione e partecipazione sulle politiche della casa che si articolerà nel corso del 2026.
Con Ri-Val - ha detto
Paolo Decarli aprendo i lavori - la Fondazione Franco Demarchi conferma il proprio ruolo centrale nello studio e nel supporto alle terre alte. Integrandosi con le nostre attività storiche di ricerca, formazione e accompagnamento territoriale. I progetti portati avanti dalla Fondazione puntano a tradurre la conoscenza in azioni concrete, offrendo ai decisori e alla collettività visioni strategiche per contrastare lo spopolamento e promuovere lo sviluppo montano”.
La mappatura: 467 alloggi valorizzabili
La prima ricognizione effettuata da Provincia, Cassa del Trentino ed Euregio Plus SGR - incaricata di avviare le azioni necessarie e propedeutiche all’istituzione del Fondo immobiliare Ri-Val, che andrà a gestire l’iniziativa - ha permesso di individuare
467 alloggi potenzialmente valorizzabili, distribuiti sull'intero territorio provinciale. La mappatura tiene conto delle proprietà provinciali, di Patrimonio del Trentino e di Itea, oltre alle segnalazioni dei comuni che hanno indicato la disponibilità di 70 immobili per complessivi 313 alloggi.
I dati evidenziano una disponibilità significativa in alcune aree: la Val di Fiemme (86 alloggi), la Valsugana (75) e la Val di Non (64), seguite dalle Giudicarie (50) e dall'Alta Valsugana e Bersntol (45). Quote più contenute si registrano negli altri territori – 24 alloggi nella Valle dell'Adige e 2 nella Comunità Alto Garda, ambiti su cui insiste
Ri-Urb , l’altro intervento di housing sociale promosso dalla Provincia – a conferma però di una diffusione capillare delle opportunità di recupero del patrimonio edilizio esistente.
Il modello
Ri-Val prevede la costituzione di un fondo immobiliare in grado di attrarre risorse pubbliche e private - circa 60 milioni di euro complessivi - attraverso il quale gli immobili non più utilizzati vengono riqualificati e destinati prioritariamente a finalità abitative a canone moderato.