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Il Capo della Polizia a Moena: i messaggi e le celebrazioni

MOENA (Trento) - Giornata ricca di eventi quella odierna presso il Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani.

Si sono svolti oggi quattro eventi di significativo rilievo istituzionale: la celebrazione del 70° anniversario del ruolo del Centro nel coordinamento dei servizi di sicurezza e soccorso sulle piste da sci, l’inaugurazione del monumento dedicato ai Caduti della Polizia di Stato, la premiazione degli atleti olimpici e paralimpici delle Fiamme Oro medagliati ai Giochi di Milano-Cortina 2026 e la cerimonia di intitolazione di una sala riunioni all’Assistente Capo Coordinatore Werner Degiampietro, tragicamente scomparso lo scorso 8 aprile.

Alla manifestazione hanno preso parte il Vice Capo della Polizia – Vice Direttore Generale della pubblica sicurezza con funzioni vicarie Prefetto Carmine Belfiore, il Presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026 Giovanni Malagò, il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis, il Prefetto di Trento Isabella Fusiello, il Prefetto di Bolzano Maddalena Travaglino, il Sindaco di Moena Alberto Kostner, il Direttore dell’Ispettorato delle Scuole della Polizia di Stato Tiziana Terribile, il Direttore dell’Ispettorato assistenza, attività sociali e sportive Francesco Montini, il Questore di Trento Nicola Zupo, il Questore di Bolzano Giuseppe Ferrari, il Direttore del Centro Addestramento Alpino di Moena Stefano Valeri e numerose autorità civili, militari e religiose.

La cerimonia si è aperta con l’inaugurazione del monumento dedicato ai Caduti della Polizia di Stato, benedetto dal cappellano della Polizia di Stato di Trento, un momento di raccoglimento e omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita nell’adempimento del dovere.

Il 70° anniversario ha rappresentato l’occasione per ripercorrere la storia di una specialità che affonda le proprie radici nei VII Giochi Olimpici Invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956, quando gli operatori della Polizia di Stato furono impiegati per la prima volta nel pattugliamento delle piste e nell’assistenza alle competizioni sportive, meritando l’appellativo di “angeli della neve”. Da quella esperienza ha preso avvio un modello operativo che, nel corso dei decenni, si è progressivamente evoluto fino a costituire una delle più significative espressioni della presenza istituzionale della Polizia di Stato nelle aree montane del Paese. Il servizio, coordinato dal Centro Addestramento Alpino di Moena, assicura attività di vigilanza, prevenzione, controllo del territorio, soccorso e assistenza tecnica nei comprensori sciistici delle Alpi e degli Appennini, con operatori altamente specializzati nella gestione delle emergenze in ambiente impervio.

A conferma dell’alto valore civile e istituzionale di tale impegno, la Bandiera della Polizia di Stato è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Civile e della Medaglia d’Oro al Merito Civile per l’attività prestata nel settore del soccorso pubblico in ambiente montano.

Nel ricordare il ruolo del Centro Addestramento Alpino, occorre altresì sottolineare il contributo assicurato dal personale della Polizia di Stato in occasione di gravi emergenze nazionali, tra cui il terremoto del Friuli del 1976, la tragedia di Stava del 1985, il disastro del Cermis del 1998 e la tragedia della Marmolada del 2022, eventi nei quali gli operatori del Centro hanno prestato attività di soccorso e assistenza con elevata professionalità e straordinario spirito di servizio.

Nel corso della manifestazione è stato inoltre celebrato il contributo del Gruppo sportivo Fiamme Oro ai risultati conseguiti dall’Italia ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026. Il Centro Addestramento Alpino ospita, infatti, il settore sport invernali del Gruppo sportivo della Polizia di Stato, che rappresenta una consolidata eccellenza nazionale.
In tale ambito, sono stati premiati gli atleti olimpici e paralimpici cremisi che hanno contribuito in maniera significativa ai successi della delegazione italiana: le Fiamme Oro hanno partecipato ai Giochi con 33 atleti olimpici e 5 atleti paralimpici, concorrendo in 10 delle 16 discipline previste dal programma olimpico e contribuendo alla conquista di 7 delle 30 medaglie complessivamente ottenute dall’Italia, oltre a 3 medaglie in ambito paralimpico, confermando il valore del connubio tra sport, professionalità e appartenenza istituzionale.

Un riconoscimento è stato altresì conferito agli operatori della Polizia di Stato impiegati nei servizi di sicurezza e soccorso sui campi di gara ufficiali delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026, ai quali sono state consegnate una pergamena e una medaglia ricordo, in segno di gratitudine per il servizio svolto.

La giornata si è conclusa con la cerimonia di dedica di una sala riunioni all’Assistente Capo Coordinatore Werner Degiampietro, in servizio presso il Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena, travolto da una valanga nel comprensorio sciistico dell’Alpe Cermis nel periodo in cui era impegnato nelle attività di sicurezza e soccorso in montagna. Arruolato nella Polizia di Stato nel 1998, alpinista, scialpinista, aiuto istruttore di alpinismo e operatore altamente specializzato nel soccorso in montagna, Werner Degiampietro rappresentava un esempio di dedizione, competenza professionale e profondo senso del dovere. La targa commemorativa è stata scoperta dal Capo della Polizia Pisani alla presenza dei familiari.

Durante il suo intervento il Capo della Polizia Pisani ha ripercorso la storia del Centro Addestramento Alpino che rappresenta un centro di eccellenza per la formazione e l’addestramento delle squadre di soccorso in ambiente montano.

Il Capo della Polizia Pisani ha ricordato come proprio in occasione delle Olimpiadi invernali di Cortina del 1956 il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza fece il proprio esordio nel soccorso sulle piste da sci, dando avvio a una tradizione ultradecennale di servizio alla collettività, caratterizzata da professionalità, coraggio e spirito di sacrificio.

Il Prefetto Pisani ha poi richiamato il profondo legame tra questa storia di servizio e quella delle Fiamme Oro, nate nel 1954 da una visione illuminata dei governanti dell’epoca che ebbero la lungimiranza di capire che la pratica sportiva, quale percorso di valori umani e morali, doveva essere praticata all’interno delle istituzioni che questi valori devono difendere, preservare e diffondere.

Ribadendo che il valore del Gruppo sportivo delle Fiamme Oro non si misura esclusivamente nei successi sportivi, ma soprattutto nella capacità di trasmettere valori attraverso lo sport, il Prefetto Pisani ha ricordato l’impegno delle Fiamme Oro attraverso i centri giovanili presenti sul territorio nazionale che coinvolgono migliaia di giovani nelle attività sportive e i progetti dedicati ai contesti più fragili, come le palestre della legalità.

Un passaggio particolare del suo intervento è stato dedicato agli atleti paralimpici delle Fiamme Oro, indicati come esempio di determinazione e resilienza e capacità di superare i limiti.

Concludendo il proprio intervento, il Capo della Polizia ha espresso un sentito ringraziamento agli atleti cremisi e agli operatori delle squadre di soccorso sulle piste e in montagna che, con il loro quotidiano impegno hanno rafforzato la credibilità e l’autorevolezza della Polizia di Stato.

“Lo spirito di sacrificio e la dedizione al servizio – ha evidenziato il Prefetto Pisani – meritano non solo riconoscimenti formali, ma qualcosa di più significativo forse qualcosa di più semplice ma certamente più grande, cioè l’umana gratitudine. Perché se noi smarrissimo la coscienza di attribuire valore al quotidiano impegno di tutti quanti voi, saremo allora responsabili di aver reso la nostra amministrazione più povera nello spirito e meno efficiente nel suo essere al servizio dei cittadini, perché è l'ingratitudine a far smarrire il valore delle cose, il valore delle azioni e a determinare un senso di vuoto interiore in chi quella gratitudine si aspetta.”
Ultimo aggiornamento: 21/05/2026 19:41

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