TRENTO - Usi civici e IMIS: ASUC divise sul ddl Degasperi e il No del Cal. “Aperto” il ddl Biada in tema di promozione della legalità.
La
Prima Commissione permanente di Carlo Daldoss si è riunita stamane presso la sala Lenzi di Palazzo Trentini per esaminare un articolato ordine del giorno. Dopo l’espressione del parere favorevole, con l’astensione delle minoranze (Demagri, Zanella e Franzoia), in materia di nomine e designazioni di competenza della Provincia, sull'elenco delle candidature per la nomina di due componenti del cda del consorzio EGATO Trentino e sulle candidature per la nomina del presidente della Fondazione Hub Innovazione Trentino (HIT), l’organismo ha ospitato le audizioni al ddl 73 di Filippo Degasperi (Onda) di modificazione della legge provinciale 14/2014 che introduce l’esenzione dall'imposta immobiliare semplice per gli immobili soggetti a vincolo d'uso civico. Concluse le audizioni il proponente ha chiesto un supplemento di riflessione prima di decidere come procedere. A seguire è stato avviato, con l’illustrazione del proponente, l’esame del disegno di legge 60 del consigliere Daniele Biada sulla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.
ASUC divise tra urgenza d’intervento e riforma organica
Cuore della Commisisone sono state le consultazioni in merito al disegno di legge 73 del consigliere Filippo Degasperi (Onda) che modifica la legge provinciale 14/2014 in materia di esenzione dall'imposta immobiliare semplice per gli immobili soggetti a vincolo d'uso civico.
Per l’Associazione provinciale delle ASUC sono intervenuti il presidente Robert Brugger e i presidenti delle ASUC di Baselga di Bondone Silvano Baldessari, di Sopramonte Ivan Broll e di Vigolo Baselga Flavio Franceschini.
Brugger ha evidenziato un quadro critico e la necessità di una soluzione definitiva e strutturata a una norma ritenuta ingiusta e penalizzante per il ruolo svolto dalle ASUC nello sviluppo delle comunità locali. Ha richiamato il confronto costruttivo avviato con l’assessore, dal quale sono emersi elementi utili, ipotizzando anche una soluzione transitoria di sospensione dell’imposta, considerato il modesto impatto sul gettito. Il ddl che riscrive l’articolo 7 è giudicato positivo perché intercetta una criticità reale, ma viene ritenuto insufficiente senza un intervento complessivo e organico. Da qui la volontà di proseguire il percorso di confronto già avviato con la Giunta.
Baldessari (Baselga del Bondone) ha richiamato l’attenzione sulla criticità dell’IMIS sui beni gravati da uso civico, nota da almeno cinque anni e mai risolta nonostante ripetuti annunci di intervento normativo. L’attuale quadro presenta forti incertezze interpretative, ha detto, con applicazioni difformi tra Comuni e conseguenti disparità di trattamento a danno delle ASUC. Ha quindi citato casi concreti di immobili non produttivi comunque tassati, a fronte di altri beni esenti o con imposizione ridotta e ha evidenziato una disparità tra beni gestiti dalle ASUC e beni gestiti direttamente dai Comuni. Da qui la richiesta di dare attenzione a questo disegno di legge qualificandolo come un intervento urgente, senza attendere riforme organiche future, così da garantire un’applicazione equa dell’imposta, limitata ai soli casi di sospensione dell’uso civico. Ivan Broll (Sopramonte), ha riferito che il 31 dicembre scorso ha ricevuto la notifica di riscossione dell’Imis senza alcuna comunicazione o confronto preventivo con il Comune di Trento ed ha citato un episodio specifico passato per due gradi di giudizio dai quali è emerso con chiarezza che per la legge provinciale scritta così com’è scritta, gli usi civici non possono avvalersi dell’esenzione Imis. A questo punto sorge il dubbio che non ci sia consapevolezza di cosa siano i beni di uso civico, ha detto. Simili le considerazioni di Flavio Franceschini (Vigolo Baselga) che ha ripercorso una criticità sull’applicazione dell’IMIS alle ASUC che si trascina dal 2020, denunciando un rimpallo di responsabilità tra Comune di Trento e Provincia e una forte disparità di trattamento tra Comuni e persino all’interno dello stesso Comune. Ha evidenziato come l’imposizione riguardi anche beni gravati da uso civico non produttivi, come malghe e il centro sportivo di Vigolo Baselga, con effetti economici rilevanti sulle comunità locali. Ha quindi citato il mancato adeguamento della Provincia alla legge nazionale 168/2017 e i pareri giuridici che metterebbero in dubbio la legittimità dell’imposta.
L’assenza di risposte concrete, nonostante promesse reiterate, ha detto, viene vissuta come un abbandono delle ASUC, che chiedono un esame approfondito del disegno di legge in discussione e un intervento risolutivo.
Mariachiara Franzoia (PD) ha chiesto che tempistiche abbia dato l’assessore per la risoluzione della tematica.
Un problema che si protrae da tre legislature, non una, ha premesso il proponente del ddl Filippo Degasperi. Peccato che il presidente Brugger pensi che ci si possa rapportare esclusivamente con la Giunta, prova ne è che in questa sede ad ascoltare la vostra posizione la Giunta è assente, ha sbottato. Qui c’è un problema che va risolto nell’immediato, ha argomentato, chiedendo al Presidente delle Asuc se a suo avviso sia legittimo che gli usi civici continuino ad essere trattati in questo modo.
Mirko Bisesti (Lega) e Maria Bosin (Patt) e Paola Demagri (Casa Autonomia) hanno chiesto delle delucidazioni, per meglio chiarire le criticità e per comprendere se la norma del collega potrebbe quanto meno tamponarle.
In replica, Robert Brugger ha riferito che l’assessore ha assicurato la volontà di avviare un approfondimento già dalla prossima primavera, pur riconoscendo la complessità del percorso e le numerose criticità da affrontare. Ha escluso qualsiasi intenzione di sottovalutare gli interventi dei consiglieri, scusandosi per l’eventuale impressione data. È già stata avviata un’analisi preliminare, utile a presentarsi agli Stati generali con un quadro completo ed esaustivo. Flavio Franceschini ha riferito un dato significativo, ovvero che le 119 Asuc hanno un costo totale nei confronti dei Comuni di 300.000 euro: una cifra, ha osservato, che per la Provincia non parrebbe insuperabile. Ha poi replicato in modo affermativo a Bisesti che aveva chiesto se fosse a conoscenza se a livello nazionale le Asuc fossero esentate sulle imposte sui beni di uso civico.
CAL boccia il ddl: rischio incoerenze e disparità
Il Consiglio delle autonomie locali ha espresso tramite il suo vicepresidente Luca Paolazzi parere negativo sul disegno di legge, ritenendolo incoerente sia con l’ordinamento degli usi civici sia con il sistema tributario provinciale. La proposta, infatti, collegherebbe l’esenzione a finalità estranee alla disciplina di settore, che riconosce ai beni di uso civico una funzione collettiva, ambientale e territoriale. Inoltre, la sostituzione dell’attuale norma rischierebbe di assoggettare a IMIS immobili oggi esenti perché destinati a fini istituzionali. Paolazzi ha segnalato anche disparità di trattamento rispetto ad altre fattispecie di esenzione già previste e il rischio di svuotare agevolazioni introdotte di recente e ribadendo che la sede appropriata per definire le agevolazioni IMIS resta il Protocollo d’intesa sulla finanza locale. Il Cal resta comunque disponibile ad approfondire il confronto, ha concluso.
Il consigliere Degasperi ha rappresentato le proprie perplessità e si è detto deluso dalla risposta, nonostante avesse letto il parere del Cal anticipato stamattina al giornale. Più che pareri tecnici e burocratici mi sarei atteso qualche proposta per fare fronte alle criticità evidenti, ha osservato. Tanto più che poco fa dalle audizioni delle Asuc è emersa la volontà dell’assessore di risolverle e che lo stesso assessore aveva dichiarato in forma scritta che, non appena si fosse insediato il Cal si sarebbe affrontato l’argomento.
Al termine delle audizioni, il proponente ha annunciato l’intenzione di valutare le modalità di prosecuzione dell’iter legislativo, alla luce delle posizioni emerse nel corso del confronto.
Promozione della cultura della legalità: “aperto” il ddl Biada
Il consigliere Daniele Biada (FdI) ha quindi presentato il suo ddl, approvato dalla Commissione con tre favorevoli, due non partecipanti al voto (Franzoia e Zanella del Pd) e l’astensione di Paola Demagri (Casa autonomia). Un disegno di legge (interviene sulla legge 15 sulla promozione della cultura della legalità) che è stato modificato dallo stesso proponente dopo un confronto con gli uffici. Il nuovo testo afferma che “in considerazione della particolare gravità degli eventi, dell’importanza dei beni giuridici offesi e degli interessi coinvolti, la Pat valuta la costituzione di parte civile e promuove la costituzione da parte dei propri enti strumentali nei procedimenti penali, con particolare riguardo alle aggressioni fisiche ai danni del personale commesse in territorio provinciale”.
Alla richiesta di dati sulle aggressioni a personale pubblico, ha affermato l’esponente di Fratelli d’Italia, ha risposto Trentino trasporti. Gli episodi che riguardano personale dei mezzi pubblici e che hanno conseguenze fisiche, accadono in media una volta al mese, ma il ritmo delle aggressioni verbali si contano a scadenza settimanale. Il consigliere del Pd, Paolo Zanella ha definito pleonastico il testo del ddl: una semplice bandierina messa da FdI. Biada ha ribattuto che con questo articolo la Pat può valutare di costituirsi parte civile, cosa che oggi non è tenuto a fare.