TRENTO - Una sala operatoria che "vede" in tempo reale, guida il chirurgo con immagini ad altissima precisione e consente di personalizzare ogni intervento sulle caratteristiche del paziente. All’ospedale Santa Chiara di Trento è stata inaugurata la nuova sala operatoria neurochirurgica ad alta tecnologia, un ambiente multimodale che ridefinisce gli standard di sicurezza, precisione e innovazione nella chirurgia cranica e vertebrale. Si tratta di uno dei più importanti investimenti degli ultimi anni per l’innovazione clinica dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino. La nuova sala è stata presentata oggi con una conferenza stampa; presenti il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Andrea Ziglio, il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian, il direttore generale di Asuit Antonio Ferro, il direttore dell’ospedale Santa Chiara di Trento Damiano Berti, la direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani e il direttore dell’Unità operativa di neurochirurgia Silvio Sarubbo. Ha portato i saluti il sindaco di Trento Franco Ianeselli.

La nuova sala è già pienamente operativa e ha consentito di eseguire con successo
oltre venti interventi di elevata complessità, dalla neuro-oncologia cranica alla chirurgia della colonna vertebrale, fino all’impianto di elettrostimolatori cerebrali profondi (
Deep Brain Stimulation) per il trattamento della malattia di Parkinson e di altre patologie neurologiche croniche. L’obiettivo è portare la
medicina di precisione direttamente in sala operatoria: grazie all’integrazione di sistemi diagnostici e di navigazione avanzati, ogni intervento può essere pianificato e adattato alle caratteristiche anatomiche e funzionali del paziente, aumentando la sicurezza, riducendo l’invasività e migliorando gli esiti clinici.
La sala operatoria integra una
TAC intraoperatoria a 64 strati, tra le prime installazioni di questo livello in Europa, che permette di acquisire immagini diagnostiche direttamente durante l’intervento senza spostare il paziente. A questa si affiancano sistemi di
neuronavigazione, una piattaforma predisposta per la chirurgia robotica, un letto radiotrasparente dinamico che consente di affrontare con la stessa efficacia interventi cranici e vertebrali, oltre a un microscopio chirurgico di ultima generazione con sistema di visualizzazione condivisa a 360 gradi per tutta l'équipe. Queste tecnologie consentono ai neurochirurghi di operare con un controllo estremamente accurato delle strutture anatomiche, preservando le aree funzionali del cervello e del midollo spinale anche negli interventi più delicati. Per i pazienti questo significa procedure più precise, minore invasività, maggiore sicurezza e tempi di recupero potenzialmente più rapidi.
La nuova sala rappresenta anche un importante ambiente di
formazione e ricerca. Il sistema di visualizzazione integrata permette infatti a tutta l'équipe – medici, anestesisti, infermieri e tecnici – di seguire ogni fase dell'intervento, favorendo la crescita professionale e la formazione degli specializzandi. Allo stesso tempo, la disponibilità di dati e immagini intraoperatorie di altissima qualità apre nuove opportunità di collaborazione con il mondo universitario e della ricerca.
Ad introdurre la giornata è stato il
direttore dell’ospedale Santa Chiara di Trento Damiano Berti, che ha sottolineato come la nuova sala operatoria ad alta tecnologia rappresenti un valore per tutto il sistema ospedaliero, ringraziando tutti i tecnici e i professionisti che hanno resto possibile l’inaugurazione di una sala che rappresenta un unicum anche a livello nazionale.
Anche il
sindaco di Trento Franco Ianeselli ha voluto portare il saluto della città: «Ci tenevo ad essere qui oggi per testimoniare la vicinanza della città di Trento al suo ospedale, una struttura che rappresenta un punto di riferimento non solo per il capoluogo ma per l’intero territorio provinciale. Questa nuova sala operatoria è l’espressione di una sanità che guarda al futuro, capace di coniugare l’innovazione tecnologica con la centralità della persona. Investimenti come questo contribuiscono inoltre a rendere il nostro ospedale attrattivo per medici e ricercatori, rafforzando la capacità del Trentino di richiamare competenze e talenti».
«La nuova sala operatoria – ha spiegato poi il
direttore dell’U.o di neurochirurgia Silvio Sarubbo – rappresenta un cambio di paradigma nel modo di fare neurochirurgia. Non si tratta semplicemente di avere a disposizione nuove tecnologie, ma di poter integrare in un unico ambiente strumenti che ci consentono di pianificare e guidare ogni intervento con un livello di precisione e sicurezza senza precedenti. Questo significa offrire ai pazienti cure sempre più personalizzate, ridurre i margini di rischio e affrontare anche i casi più complessi con maggiori possibilità di preservare le funzioni neurologiche. I primi risultati confermano il valore di questo investimento: abbiamo già eseguito oltre venti interventi ad alta complessità. Grazie a questa infrastruttura ci collochiamo tra i centri neurochirurgici più avanzati del Paese, con ricadute positive non solo sull’assistenza ai pazienti, ma anche sulla ricerca e sulla formazione delle nuove generazioni di specialisti».
A dare i dettagli tecnici dei lavori di riqualificazione e degli investimenti fatti, è stata la
direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani: «Con la riqualificazione della sala 9 del Santa Chiara facciamo un passo avanti importante per la neurochirurgia trentina. Grazie a un investimento complessivo di 2.720.000 euro, finanziato dalla Giunta provinciale e diviso tra lavori strutturali e tecnologie mediche di ultima generazione, abbiamo realizzato una sala operatoria che rappresenta il massimo dell’avanguardia oggi disponibile.
Per ospitare la nuova TC intraoperatoria è stato necessario un delicato lavoro di rinforzo del solaio, oltre all'installazione di un sistema di purificazione e ricambio costante dell’aria dedicato esclusivamente a questa sala per garantire i massimi standard di sicurezza e igiene. Sul fronte della tecnologia medica, il cuore della sala è il nuovo sistema di visualizzazione in 3D ad alta risoluzione per i delicati interventi al cervello e alla colonna vertebrale, un’apparecchiatura del valore di 984.000 euro. Riuscire a completare un’opera ingegneristica e clinica così complessa in soli 210 giorni di cantiere è stato possibile solo grazie alla sinergia tra i nostri tecnici, i progettisti e le imprese che hanno eseguito i lavori. Consegniamo alla comunità una struttura che permetterà ai nostri chirurghi di operare con una precisione senza precedenti, a tutto vantaggio della sicurezza dei pazienti.»
«Con questa nuova sala operatoria – ha dichiarato il direttore generale di Asuit Antonio Ferro – mettiamo a disposizione dei cittadini e dei nostri professionisti una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili in ambito neurochirurgico. Investire in innovazione significa offrire cure sempre più efficaci e sicure, ma anche creare le condizioni perché il Trentino continui ad attrarre competenze, sviluppare ricerca e formare i professionisti del futuro. È un investimento che guarda ai pazienti di oggi e alla sanità di domani».
«L’attivazione di questa nuova sala operatoria di Neurochirurgia al Santa Chiara – ha dichiarato il Rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian – è il risultato concreto di una sinergia che unisce l’avanzamento tecnologico alla condivisione di una visione comune tra istituzioni. Dietro la complessità delle dotazioni d’avanguardia presenti in questo spazio ci sono le competenze e il lavoro quotidiano di professionisti e professioniste, medici, ricercatori e ricercatrici, capaci di collaborare per migliorare gli standard di cura a beneficio diretto del nostro territorio. Questo investimento potenzia l’attività clinica e, allo stesso tempo, consolida l’indissolubile legame tra l’esperienza sul campo e i percorsi di formazione e ricerca, offrendo nuove opportunità di crescita a chi opera nella sanità e nel nostro Ateneo».
«L'inaugurazione di questa nuova sala operatoria – ha sottolineato il dirigente del Dipartimento salute Andrea Ziglio – rappresenta un investimento che va ben oltre il singolo intervento infrastrutturale: è un tassello della programmazione sanitaria provinciale e del percorso di integrazione tra assistenza, didattica e ricerca che stiamo costruendo. L’ospedale Santa Chiara può esprimere al meglio il proprio valore solo se inserito in una rete ospedaliera efficiente e capace di garantire un’assistenza di prossimità qualificata su tutto il territorio. Questa nuova sala, dotata delle più avanzate tecnologie, sarà un punto di riferimento per l’attività chirurgica di tutto il Dipartimento di Neuroscienze, uno spazio in cui si svilupperanno formazione universitaria, ricerca e innovazione. Attorno a questa nuova sala ruotano competenze e professionalità di discipline diverse: è la dimostrazione che oggi la qualità delle cure si costruisce attraverso percorsi trasversali e un’organizzazione integrata, non per compartimenti separati. Investire in tecnologie è fondamentale, ma lo è altrettanto investire nelle persone. I professionisti rappresentano il patrimonio più prezioso del nostro sistema sanitario e creare le migliori condizioni perché possano lavorare, crescere e collaborare significa garantire ai cittadini cure sempre più sicure, efficaci e innovative».
«Come Giunta provinciale vogliamo continuare a investire in una sanità pubblica di qualità, capace di coniugare innovazione tecnologica, competenze professionali e vicinanza ai cittadini – ha affermato l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina –. L'inaugurazione della nuova sala operatoria del Santa Chiara rappresenta un risultato importante che rafforza il ruolo del nostro ospedale come centro di riferimento per le patologie neurologiche complesse. La nostra speciale autonomia ci consente di programmare investimenti strategici con una visione di lungo periodo, costruendo un sistema sanitario che non solo cura, ma produce innovazione, ricerca e conoscenza. La nuova sala operatoria è un tassello di questo percorso: oltre a garantire ai pazienti le migliori tecnologie disponibili, rappresenta un ambiente di notevole valore per la formazione dei futuri medici e degli specialisti, grazie alla stretta integrazione tra attività clinica, didattica e ricerca. È questa la direzione in cui vogliamo andare, insieme alla Scuola di Medicina, al consolidamento dell’Azienda sanitaria universitaria integrata e alla realizzazione del Nuovo polo ospedaliero e universitario del Trentino: creare un ecosistema capace di attrarre talenti, sviluppare competenze e affermare il Trentino come un polo di eccellenza nella cura, nella formazione e nella ricerca, capace di attrarre professionisti, sviluppare innovazione e offrire ai cittadini prestazioni sempre più avanzate senza dover lasciare il territorio».
«Questa nuova sala operatoria è la dimostrazione concreta della capacità del Trentino di programmare gli investimenti e di utilizzare al meglio le risorse disponibili, mettendo a valore sia i finanziamenti del PNRR sia, come in questo caso, quelli provinciali per rafforzare il nostro sistema sanitario – ha affermato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti –. Il nostro impegno è mantenere l’ospedale Santa Chiara, così come tutti gli altri ospedali del territorio, ai più alti livelli di qualità, innovazione e capacità di risposta ai bisogni dei cittadini. Crediamo con convinzione nel progetto del Nuovo Polo ospedaliero e universitario del Trentino, che rappresenta una scelta strategica per il futuro, ma questo non significa attendere la sua realizzazione per investire: al contrario, continuiamo a destinare risorse e progettualità agli ospedali esistenti affinché possano garantire prestazioni di eccellenza già oggi. Siamo convinti che il nuovo ospedale, in stretta integrazione con la Scuola di Medicina, consentirà un ulteriore salto di qualità, aumentando l’attrattività del nostro sistema sanitario, la sua capacità di richiamare professionisti e sviluppare ricerca e innovazione. È una prospettiva alla quale guardiamo con fiducia, perché nasce dalla solidità del percorso che stiamo costruendo giorno dopo giorno».