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Sicurezza negli ospedali, farmaci e viabilità in Consiglio provinciale

Discusse le mozioni presentate dai diversi consiglieri e gruppi

TRENTO - In Consiglio provinciale di Trento discusse le mozioni presentate dai diversi consiglieri e gruppi su sicurezza negli ospedali, farmaci sul territorio e ciclopedonale Ravina–Romagnano al centro del confronto Via libera unanime alle mozioni su vigilanza nelle strutture sanitarie, distribuzione diretta dei farmaci e collegamento ciclopedonale, quest’ultimo dopo una mediazione sul testo. Approvata anche la proposta sulla viabilità di Vigolo Baselga. Rinviato a domani il confronto sulla povertà energetica.

Pomeriggio dedicato alle proposte di mozione per il Consiglio provinciale, con quattro provvedimenti approvati all’unanimità. Via libera alla richiesta di avviare uno studio per una variante alla statale 45 bis a Vigolo Baselga, al potenziamento della vigilanza nelle strutture sanitarie e all’ampliamento sul territorio dei punti per la distribuzione diretta dei farmaci. Intesa unanime anche sulla ciclopedonale tra Ravina e Romagnano, dopo una mediazione tra maggioranza e minoranze che ha portato alla riscrittura del dispositivo. Avviato infine il confronto sulla povertà energetica, rinviato a domani per consentire un approfondimento tra Giunta e proponente, mentre la seduta si è chiusa con la presentazione della mozione sul divario digitale.

Mozione 413 Walter Kaswalder (PATT)
Una variante alla statale 45 bis per alleggerire il traffico a Vigolo Baselga Dopo l’apertura della mozione, nel corso della mattina, i lavori sono ripresi nel pomeriggio con l’emendamento presentato dall’assessore Mario Tonina e sottoscritto dal proponente, Walter Kaswalder, che sostituisce il punto 1 del dispositivo. Il testo impegna la Giunta ad avviare un’attività di studio e valutazione delle possibili soluzioni atte a realizzare una variante della SS45 bis che vada ad escludere dal traffico Vigolo Baselga e le zone limitrofe, finalizzata all’inserimento dell’opera negli ordinari strumenti di programmazione settoriale, compatibilmente con le altre priorità infrastrutturali del territorio provinciale e con le risorse finanziarie disponibili nelle prossime manovre di bilancio, senza che ciò comporti, sin d’ora, l’assunzione di impegni realizzativi. Un secondo emendamento è stato presentato dal consigliere Roberto Stanchina (Campobase), che chiede, in accordo con il Comune di Trento, di inserire un punto 2 che, a fronte della nuova curva del Palloncino, preveda un prolungamento della linea 1 urbana fino a Vigolo Baselga. L’assessore Mattia Gottardi, preso atto degli emendamenti, ha dato parere favorevole.
Filippo Degasperi (Onda) ha parlato di tre piani. Il primo è quello che vede il Consiglio, attraverso questa proposta, esprimere vicinanza e solidarietà a chi abita nella frazione e subisce il traffico. Il secondo è quello delle “promesse”. Il terzo quello della concretezza: “Ci avete messo sette anni per raddrizzare duecento metri di curva. Per costruire tutta la Gardesana occidentale hanno impiegato sette”. “Si potrebbe fare qualcosa in quel tratto subito”, ha detto parlando della sicurezza, “magari attivando un autovelox”. Ha quindi parlato della possibilità di un ulteriore semaforo per l’accesso. “Provate in tempi brevi a trovare qualche soluzione che migliori la vivibilità di Vigolo Baselga, mentre aspettiamo venticinque anni affinché sia realizzata la tangenziale”. Walter Kaswalder ha ringraziato la Giunta e il collega Stanchina per l’apporto dato: “Mi auguro che questo sia un inizio. Queste persone sono esasperate. Non abbiamo la bacchetta magica, ma se ci fosse una ricognizione in Trentino su tutte queste situazioni, se ne troverebbero centinaia. Fare queste piccole opere sarebbe più sentito dalla popolazione che non le grandi opere”. La mozione è stata approvata all’unanimità.

Mozione 421 Daniele Biada (FdI) Più vigilanza negli ospedali contro le aggressioni al personale La proposta di mozione chiede alla Giunta di valutare, d’intesa con ASUIT, il progressivo potenziamento dei servizi di vigilanza nelle strutture ospedaliere provinciali, con particolare attenzione ai Pronto soccorso e ai reparti maggiormente esposti al rischio di aggressioni. L’obiettivo è verificare se l’attuale dotazione di Guardie Particolari Giurate sia adeguata alle effettive esigenze operative e rafforzare la sicurezza di personale sanitario, sociosanitario e utenti. Il documento richiama l’aumento degli episodi di violenza verbale e fisica negli ospedali e sottolinea come le tecnologie di videosorveglianza, compreso il progetto sperimentale avviato al Pronto soccorso del Santa Chiara con sistemi di intelligenza artificiale, possano supportare la prevenzione ma non sostituire la presenza fisica di personale qualificato in grado di intervenire tempestivamente nelle situazioni di rischio. L’assessore Mario Tonina ha espresso parere positivo sulla mozione. “Credo che sia un tema che interessa tutti i cittadini. Rafforzare le misure di sicurezza e garantire tranquillità alle persone che lavorano nelle strutture sanitarie e ai pazienti è fondamentale”. Tonina ha sottolineato che “rafforzare ulteriormente il sistema di sicurezza attraverso la formazione, le dotazioni e gli strumenti tecnologici va nella giusta direzione”, ricordando anche i recenti episodi di violenza verificatisi nelle strutture sanitarie. L’assessore ha quindi richiamato il percorso già avviato dalla Provincia e da ASUIT, con le linee di indirizzo per la prevenzione e la gestione degli atti di violenza e il protocollo siglato nel giugno 2025 tra Commissariato del Governo e Provincia, oltre a un successivo provvedimento del settembre 2025.
“La prevenzione delle aggressioni e la sicurezza nei luoghi di cura devono rappresentare una componente fondamentale del benessere”, ha affermato. Quanto alle nuove tecnologie, Tonina ha precisato che “tecnologia e intelligenza artificiale devono rappresentare un supporto alla presenza fisica e alla professionalità degli addetti alla vigilanza, perché la differenza la fanno le persone”.
Filippo Degasperi (Onda) ha ricordato di aver presentato già un anno e mezzo fa una proposta sullo stesso tema, che chiedeva anche il potenziamento del posto di polizia al Santa Chiara, una maggiore collaborazione con le Forze dell’ordine e una verifica delle condizioni del personale impiegato nei servizi di vigilanza. Ha osservato che allora alcune di quelle richieste non furono accolte, mentre oggi il tema torna all’attenzione dell’Aula: “Va bene, come ha detto l’assessore, votare questa mozione perché significa essere responsabili”. Degasperi ha però invitato a non limitare il concetto di potenziamento al numero degli addetti o alle dotazioni. Ha richiamato in particolare le condizioni economiche degli operatori della vigilanza e del portierato, ricordando che in precedenza aveva chiesto anche di dare attuazione al protocollo del 2022 sulla possibile reinternalizzazione di alcuni servizi. “Quando parliamo di potenziamento – ha detto – dobbiamo parlare anche dei soldi che mettiamo in tasca a queste persone”, citando retribuzioni orarie di 6,87 euro. Per il consigliere, alla maggiore responsabilità richiesta a chi opera nei Pronto soccorso deve quindi corrispondere anche un adeguato riconoscimento economico e professionale.
Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) ha sottolineato che il tema della sicurezza riguarda l’intero sistema sanitario, anche se alcuni servizi risultano maggiormente esposti. Ha ricordato che le misure adottate finora hanno interessato soprattutto gli ospedali di Trento e Rovereto, ma ha invitato a non trascurare gli ospedali territoriali e gli altri servizi: “Non ci possono essere unità operative o servizi di serie A e di serie B”.

Demagri ha citato, tra le situazioni più delicate, i Pronto soccorso, i SERD, i centri di salute mentale, le guardie mediche e il personale sanitario che opera in carcere, dove gli stessi operatori hanno manifestato un forte senso di insicurezza. “Tutte le strutture e tutti i servizi meritano attenzione”, ha ribadito, auspicando che il potenziamento annunciato possa tradursi rapidamente in interventi concreti. Ha infine annunciato il voto favorevole alla mozione. Francesco Valduga (Campobase) ha osservato che sul tema della sicurezza nelle strutture sanitarie esiste una condivisione trasversale: “Il modo migliore per ringraziare chi lavora nel sistema sanitario è metterlo nelle condizioni di lavorare bene, e l’incolumità fisica è certamente una di queste condizioni”. Ha ricordato che le situazioni di aggressività possono coinvolgere non solo gli operatori, ma anche gli altri pazienti presenti.
Il consigliere ha però criticato la formulazione della mozione, giudicandola poco incisiva rispetto a un tema sul quale, a suo avviso, l’Aula si è già espressa più volte e sul quale la maggioranza ha bocciato una mozione analoga proposta dalla minoranza. Ha parlato di “mozioni a specchio”, nelle quali “un consigliere dice una cosa e la Giunta gli rimanda la stessa immagine”, chiedendosi quale sia l’utilità di impegnare la Giunta semplicemente a “valutare” un ulteriore rafforzamento della sicurezza. Valduga ha quindi ironizzato sul rischio di trasformare il dibattito in un esercizio formale: “Potremmo fare una mozione per valutare se rendere ancora più pulito un ospedale”. Ha concluso annunciando comunque il voto favorevole, ribadendo che sul principio della maggiore tutela di operatori e utenti “siamo tutti d’accordo”.

Per Antonella Brunet (Lista Fugatti) “È un argomento che sta a cuore a tutti ed è giusto che anche i consiglieri di maggioranza se ne occupino”. Daniele Biada (FdI), in replica, ha respinto le critiche di Valduga, ribadendo il carattere concreto della proposta. Ha ricordato che il personale di vigilanza non svolge soltanto un presidio fisso, ma effettua anche percorsi e controlli nei reparti: “Se c’è una sola guardia, quando si allontana resta scoperto il presidio e può essere messa a rischio anche la sua stessa sicurezza”. Biada ha richiamato inoltre le scoperture ancora presenti, in particolare in alcune fasce festive, sostenendo la necessità di aumentare la presenza degli addetti. Ha ribattuto alla questione delle “mozioni a specchio”, ricordando il caso del ponte di Mostizzolo, sul quale una sua proposta era stata respinta, mentre una proposta analoga della consigliera Demagri era stata successivamente approvata. “Per me non è un problema chi vota a favore o contro: porto una proposta perché credo sia utile”, ha concluso, rivendicando il carattere pratico dell’intervento. Francesco Valduga (Campobase), in dichiarazione di voto, ha ribadito con tono ironico che la critica non era rivolta al diritto dei consiglieri di maggioranza di presentare mozioni, ma al fatto che spesso proposte analoghe avanzate dalle minoranze vengano respinte per poi riemergere successivamente sotto altra forma. “In questo senso parlavo di mozioni a specchio”, ha precisato. Valduga ha quindi stemperato i toni, assicurando che sul merito della sicurezza sanitaria non vi sono contrapposizioni. Con una battuta rivolta a Biada ha concluso: “Siamo consapevoli anche della solitudine che a volte si può creare dentro la maggioranza: noi siamo con lei”, confermando il voto favorevole di Campobase. “Fa un po’ sorridere che, dopo otto anni, un consigliere di maggioranza sia costretto a dire all’assessore: ‘Potenziami la sicurezza al Pronto soccorso’. Un po’ un messaggio di distrazione alla Giunta c’è”, ha detto Alessio Manica (PD). “Chi governa da otto anni dovrebbe già essersi posto il problema”, ha affermato, aggiungendo che le minoranze hanno presentato nel tempo numerose proposte sulla sanità che sono state respinte per poi, in alcuni casi, essere riprese successivamente. Manica ha quindi annunciato il voto favorevole, spiegando che “se questa mozione rappresenta una spinta in più all’assessore per occuparsi della sanità, siamo contenti che arrivi anche dalla maggioranza”. Con una battuta finale ha osservato che, attraverso la mozione, “alla fine state dicendo all’assessore: ti spieghiamo noi come gestire la sanità”.
Stefania Segnana (Lega) ha ricordato che il tema della sicurezza negli ospedali è stato affrontato più volte negli ultimi anni, citando l’attivazione nel 2023, da assessora, del presidio della Polizia di Stato all’ospedale di Rovereto e il protocollo sottoscritto nel giugno 2025 tra Provincia e Commissariato del Governo per rafforzare la prevenzione delle aggressioni nelle strutture sanitarie. La consigliera ha richiamato anche alcuni interventi organizzativi adottati nei Pronto soccorso, come la regolamentazione degli accessi dei familiari in quello pediatrico, e ha riferito di aver assistito personalmente a un grave episodio di aggressività all’interno dell’ospedale Santa Chiara. “Il problema non è soltanto come gestire queste situazioni quando si verificano, ma garantire la sicurezza degli operatori e degli altri utenti”, ha osservato, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione anche negli ospedali territoriali e nei servizi maggiormente esposti.

Filippo Degasperi (Onda) è tornato sul tema ricordando che, con una sua precedente mozione, il Consiglio aveva già impegnato la Giunta a rafforzare la prevenzione delle aggressioni e a garantire l’adeguatezza dei servizi di sorveglianza nei contesti più esposti, come Pronto soccorso, SPDC e centri di salute mentale. “Dopo un anno e mezzo torniamo a chiedere di valutare quello che avevamo già chiesto di garantire”, ha osservato, sostenendo che la nuova mozione rischia quindi di rappresentare un passo indietro rispetto agli impegni già assunti. Degasperi ha inoltre ricordato che allora non erano state accolte né la richiesta di potenziare la presenza della Polizia al Santa Chiara né quella di intervenire sulle condizioni economiche del personale esternalizzato impiegato nei servizi di vigilanza. Ha quindi ribadito che, accanto al potenziamento della sicurezza, va affrontato anche il tema del riconoscimento economico degli addetti: “Se oggi diciamo che il sistema va ulteriormente potenziato, significa che quanto deciso un anno e mezzo fa non è stato sufficiente”. Ha comunque confermato il voto favorevole alla mozione.

Claudio Cia (Misto) ha sottolineato che la sicurezza nei Pronto soccorso non può essere affrontata soltanto aumentando la vigilanza, ma anche intervenendo sulle cause che alimentano tensioni e aggressività. Ha richiamato il forte aumento degli accessi rispetto al 2019, osservando che “più aumentano gli accessi, più si allungano le attese e più cresce il rischio di incomprensioni e situazioni di tensione”. Per Cia è quindi necessario garantire organici sanitari adeguati e ridurre gli accessi impropri, ricordando che una quota consistente riguarda codici a bassa priorità che potrebbero trovare risposta sul territorio. Tra le cause dell’aumento degli accessi ha indicato le difficoltà della medicina generale, l’invecchiamento della popolazione e anche la maggiore pressione legata ai flussi turistici. “Se vogliamo affrontare alla radice il problema della sicurezza – ha concluso – dobbiamo capire perché continuano ad aumentare gli accessi al Pronto soccorso”. Daniele Biada (FdI) ha ricordato di aver presentato numerose mozioni nel corso della legislatura, molte delle quali non approvate e non tutte dedicate al tema della sicurezza. Ha ribadito che, nel caso specifico, l’obiettivo è semplicemente rafforzare un percorso che Provincia e ASUIT hanno già avviato insieme. “Se il potenziamento è già stato fatto, bene: significa che siamo sulla strada giusta”, ha osservato, invitando a non trasformare il confronto in una polemica politica. Biada ha quindi ribadito il carattere pragmatico della proposta, chiedendo che il tema venga affrontato con spirito costruttivo. Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) ha precisato che le osservazioni avanzate non sono rivolte personalmente a Biada, ma riguardano una dinamica che si presenta talvolta anche con altre mozioni della maggioranza, i cui contenuti richiamano temi già affrontati o proposte già avanzate in precedenza. Ha comunque ribadito che, quando le proposte contengono elementi ritenuti importanti e condivisibili, vengono valutate nel merito. “Non è una posizione nei suoi confronti”, ha sottolineato, confermando l’orientamento favorevole alla mozione. Unanimità sulla mozione.

Mozione 437 Antonella Brunet (Noi Trentino per Fugatti Presidente) Più punti sul territorio per la distribuzione diretta dei farmaci La proposta di mozione chiede alla Giunta di dare seguito, in raccordo con ASUIT e nell’ambito delle risorse disponibili, all’attivazione di ulteriori punti di distribuzione diretta dei farmaci presso gli ospedali territoriali, così da avvicinare il servizio ai cittadini residenti nelle diverse aree della provincia. Attualmente la distribuzione è concentrata negli ospedali di Trento e Rovereto, con conseguenti disagi soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti cronici residenti nelle valli. La mozione chiede inoltre di valutare, per i territori più periferici e distanti anche dagli ospedali territoriali, modalità alternative per facilitare il ritiro dei farmaci, attraverso collaborazioni con enti del Terzo settore o soggetti convenzionati per il trasporto oppure mediante giornate di distribuzione programmata nelle Case della Comunità. Nel 2025 il servizio ha seguito 6.641 pazienti, con oltre 33 mila accessi e più di 100 mila confezioni di farmaci distribuite. La consigliera Brunet ha ricordato che è un tema al quale tiene particolarmente, sul quale aveva presentato anche una question time.
Ultimo aggiornamento: 04/11/2026 19:04

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