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Prevenzione, voto fuori sede e welfare al centro del dibattito

In Consiglio Provinciale via libera a tutte le mozioni

TRENTO - Via libera a tutte le mozioni: prevenzione, voto fuori sede e welfare al centro del dibattito. Seduta del Consiglio provinciale conclusa dopo l’esame completo dell’ordine del giorno: approvazioni trasversali, una mozione sospesa e confronto acceso sul diritto di voto

Si è conclusa con l’esame di tutti i punti all’ordine del giorno la seduta del Consiglio provinciale di Trento, caratterizzata da un ampio confronto su temi sociali, sanitari e istituzionali. Dalla promozione dei corretti stili di vita al diritto di voto per i cittadini fuori sede, fino al sostegno alle famiglie con persone con disabilità e alle criticità legate all’Alzheimer, l’aula ha registrato una larga condivisione su diversi provvedimenti, molti dei quali approvati all’unanimità. Non sono mancati momenti di dibattito acceso, in particolare sul tema della partecipazione elettorale, mentre su alcune questioni più complesse, come quella delle rette per i malati di Alzheimer, si è scelto di proseguire il confronto rinviando la decisione.

Le mozioni
Proposta di mozione n. 341 – emendato, approvato all’Unanimità Antonella Brunet (Lista Fugatti) Promozione corretti stili di vita attraverso l’informazione e il sostegno alle associazioni di terzo settore La proposta di mozione introduce due direttrici principali. La prima riguarda il sostegno economico: la Giunta provinciale viene impegnata a valutare l’inserimento, nei prossimi bandi pubblici legati al volontariato, di uno specifico ambito dedicato a finanziare progetti orientati alla promozione della salute e dei sani stili di vita. I beneficiari sarebbero gli enti iscritti al registro provinciale del terzo settore e altre organizzazioni senza scopo di lucro. La seconda linea d’azione punta invece sul coordinamento e sulla programmazione: l’emendamento, introdotto dal consigliere Michele Malfer (Campobase) prevede l’attivazione di momenti strutturati di confronto tra istituzioni, enti e associazioni di volontariato. L’obiettivo è costruire una strategia condivisa per la promozione della salute, capace di adattare linguaggi e contenuti ai diversi destinatari e coerente con gli indirizzi del futuro Piano nazionale della prevenzione. La consigliera Brunet ha parlato di un atto che dà seguito agli interventi fatti nel corso dei primi due anni di mandato, orientati a promuovere stili di vita corretti. Ha presentato anche l’emendamento che introduce, migliorando il testo originario, la possibilità di un bando. L’assessore Mario Tonina ha sostenuto la proposta di mozione, sottolineando l’importanza di questo approccio per la salute delle persone, ricordando l’emendamento presentato dalla stessa Brunet già nel Bilancio 2024: “Oggi, con questa mozione che cerca di intervenire e migliorare attraverso percorsi che le associazioni del ternzo settore possono contribuire a costruire, possiamo ribadire che percorsi di questo tipo devono essere garantiti a 360°”. Ha ricordato che queste associazioni di volontariato vanno sostenute su tutto il territorio: “L’obiettivo deve rimanere che tutti i cittadini trentini possano beneficiare di questi percorsi”. Michele Malfer ha parlato di un “tema centrale” sul quale “come gruppo Campobase lavoriamo da sempre. La prevenzione come investimento strutturale e non come trattamento episodico”. Ha ricordato il ruolo fondamentale delle associazioni che in molte realtà territoriali mantengono viva l’attenzione sulla prevenzione e ha sottolineato l’importanza di un maggior coordinamento tra gli attori coinvolti nelle politiche di prevenzione. Anche Maria Bosin (Patt) ha voluto testimoniare l’importanza del tema, evidenziando il ruolo della prevenzione non solo per la lunghezza ma soprattutto per la qualità della vita. Francesca Parolari (Pd del Trentino) ha voluto sottolineare che la prevenzione non può funzionare senza che vi sia una misurazione dei dati. “Raccogliere dati non è un semplice esercizio burocratico, ma significa mettere le basi per poter valutare quali siano le misure di prevenzione migliori”. In replica, la consigliera Brunet ha detto che questa mozione serve proprio a evitare che le parole rimangano parole, ma per far sì che diventino fatti. “E’ un appello forte affinché siano sostenute queste associazioni, perché vi è un forte bisogno”. Intervenuto in dichiarazione di voto, Malfer ha ribadito la strategicità del tema.

Proposta di mozione n. 350 - emendata la premessa, approvata per punti separati Francesco Valduga (Campobase) Iniziative per introdurre modalità di voto per gli elettori fuori sede e valutazione di strumenti di voto da remoto nelle elezioni provinciali La mozione n. 350 del Consiglio provinciale di TrentoLa mozione impegna la Provincia a favorire l’estensione del diritto di voto per i cittadini temporaneamente fuori sede, in particolare per motivi di studio, lavoro o cura. In primo luogo, si propone di introdurre nell’ordinamento elettorale provinciale modalità che consentano a questi elettori di votare anche lontano dal proprio Comune di residenza. Parallelamente, si chiede di avviare un approfondimento tecnico e giuridico per definire le soluzioni più adeguate, garantendo i principi fondamentali del voto: personalità, libertà e segretezza. Un ulteriore passaggio riguarda il confronto istituzionale con altre realtà, in particolare con la Provincia autonoma di Bolzano, per analizzare modelli già adottati o in fase di sperimentazione. La mozione punta inoltre all’introduzione del voto da remoto nelle elezioni provinciali entro il 2028, facendo leva sulle esperienze già maturate a livello nazionale e internazionale. Infine, si prevede che la Giunta riferisca al Consiglio sugli sviluppi e che venga sollecitato il Governo a introdurre una normativa nazionale stabile sul voto fuori sede.. Il consigliere Valduga ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la Giunta con la quale sono state trovate delle convergenze. Ha spiegato che le premesse vengono emendate al quinto capoverso [tale percorso non risulta etc], che viene soppresso, mentre saranno approvati i punto 2, 3 e 5. “Gli altri punti per il momento, o comunque per la necessità di un approfondimento o di una gradualità, non trovano convergenza, ma rimane traccia di una direzione”. L’assessore Giulia Zanotelli ha confermato la disponibilità sulla premessa emendata e sui punti concordati. Lucia Coppola (Avs) ha parlato di un tema di estrema importanza: “E’ un dato di fatto che nel nostro paese le persone si muovono per diversi motivi, di studio, lavorativi o per necessità familiari, e non possono esercitare il proprio diritto di voto”. “L’Italia, ha ricordato, è l’unico paese europeo dove non è possibile votare fuori sede”. Il consigliere Luca Guglielmi (Fassa) ha replicato alle dichiarazioni della consigliera Coppola, che aveva rivendicato la mobilitazione di circa diecimila elettori da parte del suo partito. Guglielmi ha contestato le modalità utilizzate, sostenendo che la stessa Coppola avrebbe autenticato autorizzazioni per nominare questi elettori rappresentanti di lista, sottraendoli temporaneamente al lavoro. “Se si parla di diritti e obblighi, il partito avrebbe potuto garantire il rientro dei lavoratori”, ha affermato, leggendo anche messaggi di imprenditori critici. Per fatto personale, Coppola ha difeso l’operato rivendicandone la piena legalità e sottolineando la priorità del diritto di voto: “È un diritto inopinabile, che viene prima di quello dell’imprenditore di impedire a un lavoratore di assentarsi”. Guglielmi ha chiarito di non contestare la legittimità della procedura, ma l’uso politico dello strumento per facilitare la partecipazione al voto. Nel dibattito è intervenuto anche Filippo Degasperi, che ha ironizzato sulle lamentele degli imprenditori e ha evidenziato come alcuni studenti abbiano dovuto sostenere costi per votare, criticando l’assenza di interventi governativi a tutela del diritto di voto. Paolo Zanella (Pd del Trentino) ha ricordato che in precedenti consultazioni era stato consentito il voto ai fuori sede, a differenza dell’ultimo referendum, attribuendo quindi le criticità a scelte del governo. Infine, Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) ha criticato Guglielmi, parlando di un “gioco al ribasso” nel confronto politico. In replica il consigliere Francesco Valduga (Campobase) ha espresso il rammarico il tema che ha trovato una trasversale condivisione abbia invece suscitato questa polemica: “Credo che possiamo ovviare a tutte queste preoccupazioni se avviamo un percorso come quello che abbiamo deciso di portare avanti assieme”. In dichiarazione di voto, Lucia Maestri (Pd del Trentino) ha ringraziato i colleghi di Campobase per aver posto all’attenzione dell’aula il tema: “Ad ogni tornate elettorale ci troviamo a discutere su quanto sia grave la piaga dell’astensionismo”. Ha ricordato che la maggioranza in Parlamento, Camera e Senato, hanno votato contro il voto fuori sede. Luca Guglielmi, in dichiarazione, ha ribadito che se ci sono precisi obblighi di lavoro che non permettono spostamenti lunghi, andrebbero garantiti i rimborsi completi al lavoratore che vuole esercitare il diritto e al datore di lavoro. Premessa e punti 2,3,5 approvati all’unanimità. Voto contrario sui punti 1,4 e 6.

Mozione 322 Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) Tutela dei malati di Alzheimer e sostegno alle APSP: interventi urgenti della Provincia La mozione della consigliera impegna la Giunta provinciale a prevedere una copertura economica per il pagamento delle rette sanitarie per le casistiche di cui alle recenti sentenze di condanna subite dalle APSP trentine, mediante un meccanismo similare a quanto previsto per i posti letto NAMIR avvalendosi di una commissione specifica di supporto e – qualora non fosse immediatamente attuabile - prevedere delle coperture in forma di finanziamento infruttifero a favore delle APSP limitatamente alle somme per le quali siano state condannate a corrispondere un rimborso alle famiglie e solamente in caso di effettivo pagamento delle somme anche per effetto di una sentenza non definitiva. Accade infatti che le tempistiche dei ricorsi in Cassazione mediante Avvocatura dello Stato non consentano di riuscire materialmente ad ottenere una sospensione degli effetti della sentenza di secondo grado impugnata con obbligo di corresponsione delle somme. In subordine a quanto sopra si chiede di prevedere per le APSP la possibilità di ricorrere in caso di necessità ad indebitamento esterno per far fronte agli esborsi derivanti dalle condanne. Tale possibilità è infatti ad oggi preclusa dal richiamo normativo effettuato nelle direttive triennali “di efficientamento” 2025-2027 attualmente vigenti e approvate con delibera di Giunta n. 2251 dd. 23.12.2024. La norma prevede la possibilità di ricorrere all’indebitamento solamente nel caso di investimenti e a condizioni ben definite. La consigliera Demagri ha sollevato in particolare il problema dei costi per le famiglie e ha spiegato che la mozione serve a prendere atto che il problema esiste, che non riguarda solo i familiari, ma anche le strutture che si troverebbero poi a dover restituire le somme per tutti gli anni di degenza, “prima che la situazione sfugga di mano, prima che le strutture si trovino a dover presentare bilanci negativi perché costrette al rimborso di fronte a una sentenza della Corte d’appello”. L’assessore Mario Tonina ha detto che il tema è noto da tempo anche al dipartimento. “Soprattutto negli ultimi mesi ho cercato di approfondire ulteriormente anche per prospettare e trovare soluzioni, ma questo non è un tema che può ed essere affrontato solo a livello locale, ma deve essere portato su tavoli nazionali”. Ha parlato di un confronto avvenuto con l’assessore sudtirolese Messner e ha ricordato che alcune case di riposo hanno già dovuto rimborsare cifre importanti. Ha detto che il presidente Fugatti si è preso l’impegno di avviare un momento di confronto con i rappresentanti a Roma per poter affrontare il problema. “Confermo che la questione relativa alla gratuità della retta per i pazienti in RSA affetti da forme gravi di Alzheimer è attenzionata dal dipartimento, ma dovrà essere attenzionata ancora di più a livello nazionale perché coinvolge tutte le strutture regionali. Qualora fosse riconosciuta la gratuità della permanenza nelle RSA, ne deriverebbe una tale spesa per il sistema della sanità pubblica, avrebbe una ricaduta su tutto l’insieme”. Ha ricordato che a livello provinciale vi sono già agevolazioni per patologie per le quali il Fondo Sanitario provinciale assicura la gratuità per quanto riguarda la parte non coperta dall’accompagnamento. Altra questione importante, ancora in trattazione a livello nazionale, riguarda l’affermazione contenuta in varie sentenze che dice che per alcune patologie è prevista la copertura intera da parte del sistema sanitario. Ha ricordato che è stato approvato recentemente in Parlamento un Ordine del giorno che prevede l’istituzione di un Tavolo tecnico per affrontare il problema. Ha chiesto alla consigliera Demagri se può valutare una sospensione della mozione per vedere se si riesce a trovare una soluzione al problema. La consigliera Paola Demagri ha ringraziato l’assessore per aver spiegato anche oltre quello che era stato presentato nella mozione e ha manifestato la disponibilità a sospendere la mozione per ripresentarla entro la fine dell’estate, lasciando però la possibilità di discussione ai colleghi. Francesca Parolari (Pd del Trentino) ha detto di augurarsi che “il Trentino possa avere una posizione proattiva in questo dibattito. Potrebbe essere l’occasione per proporre e anticipare con proposte innovative delle soluzioni che possano andare incontro alle esigenze delle famiglie che si trovano ad affrontare queste situazioni”. “In Trentino per fortuna le strutture sono prevalentemente pubbliche, ma non possiamo far ricadere su di loro i riconoscimenti che la giurisprudenza in modo sempre più largo attribuisce”. “Siamo molto consapevoli dei cambiamenti anche sociali della nostra comunità e altrettanto consapevoli che non possiamo subirli, ma dobbiamo accompagnarli”. Mirko Bisesti (Lega) ha ringraziato la consigliera Demagri per aver accettato la proposta di sospendere la mozione per cercare un dialogo trasversale: “La tempistica che ci siamo dati, da qui a pochi mesi, per vedere cosa possiamo fare come Provincia Autonoma di Trento ci permette di lavorare per dare risposte importanti su questo tema”. “Alcune risposte concrete, tramite l’Asuit e il mondo delle RSA, che potremo dare saranno un bel segnale”. Eleonora Angeli (Misto) ha parlato di una problematica concreta che tocca moltissime famiglie. Ha parlato però dei rischi di una estensione generalizzata della gratuità: “Occorre un approccio responsabile che garantisca tutela delle persone più fragili, ma che tenga conto anche della sostenibilità del sistema”. Ha parlato di un equilibrio necessario. Lucia Coppola (AVS) ha detto che il tema non può essere affrontato solo sul piano assistenziale. “Questa cronicità degenerativa che colpisce la persona nella sua parte più importante del suo essere umano, la mente, la memoria, separandola da chi le sta intorno. E’ interessante che si possa approfondire a livello locale, ma il tema deve essere ampliato a livello regionale e in parlamento”. Walter Kaswalder (Patt) ha ringraziato la consigliera Demagri e l’assessore Tonina per la sensibilità sul tema: “Patologie come l’Alzheimer e la demenza senile stanno portando tutta una serie di patologie che aggravano la situazione delle case di riposo.
Credo che sia un tema che vada eviscerato e affrontato anche a livello nazionale”. “Se da una parte è giusto che le famiglie possano essere rimborsate, ma occorre tenere conto della crisi che questo genera per le case di riposo”. “Occorre aprire una discussione per capire come fare ad affrontare queste situazioni”. Di una infinità di famiglie coinvolte ha parlato il consigliere Claudio Cia (Misto): “Attualmente ci troviamo ad affrontare sia nelle RSA, sia sul territorio, situazioni molto pesanti perché la gestione di un paziente affetto da Alzheimer conclamato mette a dura prova le famiglie che, per necessità, si devono rivolgere alle strutture. “C’è in corso una valutazione a livello nazionale su da farsi, perché è ovvio che se ci troviamo a classificare questa patologia a carico totale della Provincia, allora diventa un problema economico non indifferente”. “Il rischio è che mentre non c’è chiarezza su questo, è ovvio che rischiamo di avere le strutture che per evitare di trovarsi tra qualche anno a dover rimborsare centinania di migliaia di euro, a un certo momento non si rendano più disponibili ad accogliere pazienti affetti da Alzheimer”. Il consigliere Carlo Daldoss (La Civica), parlando anche nel ruolo di Assessore regionale, ha parlato delle interlocuzioni in corso anche a livello regionale per poter provare a istituire anche nuovi percorsi di assistenza: “Si aprono due strade: il pubblico farà quello che può fare, ma non potrà fare tutto”, ha detto. “Si rischia anche un conflitto generazionale perché quella parte giovane che ha bisogno di casa, dovrà produrre ricchezza per sostenere l’assistenza alla fascia più anziana. Ha quindi parlato di una soluzione di livello regionale, anche per la questione della sostenibilità economica: “Come regione stiamo aspettando uno studio attuariale che ci dica quale potrebbe essere la quantità di contributo richiesta”. “Credo che se la contribuzione rimane nei limiti e nella sostenibilità accettabile, credo che sia utile e anche necessaria”. “L’obiettivo non è fornire risorse finanziare, ma elargire servizi. Occorre costituire la base affinché possano sorgere attività di prestazione d’opera che possono anche creare occupazione”. La mozione è stata quindi sospesa come d’accordo tra la proponente Paola Demagri e l’assessore Mario Tonina.

Mozione 328 – Emendato e approvato all’unanimità Christian Girardi, Vanessa Masè, Carlo Daldoss (Civica) Azioni per rispondere alle esigenze delle famiglie che si trovano nella situazione del c.d. "Durante Noi" La mozione della Civica impegna la Giunta provinciale a rafforzare il sostegno alle persone con disabilità, aumentando le risorse e collaborando con enti locali e terzo settore. L’obiettivo è favorire percorsi di autonomia, attraverso esperienze di abitare indipendente anche temporanee e attività quotidiane, anche innovative, che sviluppino competenze. Si propone inoltre di sperimentare forme più flessibili di residenzialità distribuite durante la settimana e di introdurre un monitoraggio sull’esito dei percorsi messi in campo. Come ha evidenziato il consigliere Girardi, si tratta in parte di interventi già in corso, ma che si vogliono potenziare per rispondere meglio ai bisogni delle famiglie. “Con questa mozione abbiamo voluto provare a stimolare un tema non semplice, ribadendo quello che già si sta facendo e anche di innovativo che si prova a fare”. L’assessore Mario Tonina ha detto che il tema merita l’attenzione dell’aula e del dipartimento e ha conferma che la Provincia autonoma di Trento pone un forte accento sulle persone affette da disabilità per garantire una vita autonoma e autosufficiente. “In questi anni gli uffici preposti a questo hanno cercato di creare la giusta sinergia tra soggetti pubblici e privati che a vario titolo si occupano di disabilità. E’ necessario creare la giusta cultura tra servizi ma soprattutto tra cittadini, cercando di diffondere i principi contenuti nella convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”. Ha ricordato il lavoro che in Trentino viene portato avanti con i diversi tavoli cercando di contribuire ai servizi e nella definizione delle varie linee programmatiche che la Provincia intende seguire. Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) ha parlato di una sorta di prova che viene fatta per chi ha queste necessità e questo desiderio di un progetto di vita, che fa parte di una dignità umana per le persone che hanno bisogno di maggior tempo per prepararsi per ad una maggiore autonomia. Ha ricordato che sono stati messi due milioni di euro per la progettualità del “dopo di noi” e ha detto che sarebbe più semplice partire con il “durante noi”. Ha chiesto che questi contributi possano eventualmente essere distribuiti in modo equo su tutto il territorio, perché vi sono aree coperte da servizi e altre dove vi è una effettiva carenza. Anche Antonella Brunet (Lista Fugatti) è intervenuta a favore della mozione: “Negli anni scorsi mi sono imbattuta spesso in persone che avevano problematiche perché volevano che i figli, con una propria disabilità, potessero trovare una certa autonomia. Non si parla solo di persone giovani con disabilità, ma anche di persone anziane che possono trovare risposte alternative alla casa di riposo. Penso che il co-housing e il co-living possano essere risposte”. Ha ricordato l’esperienza del Comune di Primiero che ha potuto acquisire una casa e mettere a disposizione tre alloggi in un piano per ragazzi con disabilità e tre in un altro per tre anziani che possono ancora essere autosufficienti. Tutte le persone saranno seguite. Mariachiara Franzoia (Pd del Trentino) ha annunciato il sostegno alla proposta, ricordando quando il Trentino è entrato nei territori in cui è avviata la sperimentazione sulla riforma Disabilità (D.Lgs. 62/2024) e ha parlato del fatto che in molti territori vi è assenza di strutture. “Le Comunità andranno prese per mano per poter accompagnare l’avvio di queste risorse, perché laddove non vi è stata una storia, il rischio è che si vada verso un percorso assistenziale, mentre qui la logica va ribaltata e la persona con disabilità deve essere protagonista”. “Staremo attenti che all’assestamento di bilancio, la prima manovra utile che arriverà in quest’aula, le risorse saranno sufficienti”. Ha ricordato anche un bando nazionale appena avviato, al quale partecipano alcuni soggetti del territorio attraverso diverse cordate. Ha concluso dicendo che non ci si possono permettere soluzioni a macchia di leopardo su queste tematiche. Eleonora Angeli (Misto) ha sottolineato come su questo tema non si possa parlare solo del “dopo di noi”, ma anche del “durante”. Ha ricordato l’impegno che c’è sempre stato su questo tema. Ha auspicato che le mozioni votate nell’aula siano messe a terra. “In Trentino abbiamo una tradizione importante di welfare territoriale e di prossimità, ma è a macchia di leopardo. Vi sono territori dove vi sono strutture e associazioni e territori dove le famiglie sono sole”. Ha parlato della necessità di mettere in campo soluzioni che permettano di trasformare il “dopo di noi” in un passaggio preparato”. Ha parlato infine dell’importanza del monitoraggio. Maria Bosin (Patt) ha aggiunto una riflessione su percorsi già intrapresi a livello di progettualità e “purtroppo non ancora di realizzazione che ci hanno visto nel tempo cercare diverse soluzioni”. “Vorrei sottolineare l’importanza che queste azioni siano capillari sul territorio perché a volte si corre il rischio che queste persone rimangano sganciate dalla rete di assistenza”. Il consigliere Girardi ha ringraziato per la condivisione e l’assessore per aver accolto il testo emendato. Ha ricordato quanto detto dalla consigliera Demagri: “Se non ci ricordiamo che prima del “dopo di noi” ci deve essere un “durante”, si rischia di vanificare quanto fatto” e ha sottolineato l’importanza della sperimentazione. Chiara Maule (Campobase) in dichiarazione di voto, ha evidenziato l’importanza di una trasversalità su questi temi. Ha detto che occorre fare tutto il possibile affinché questi progetti siano attuati. La mozione, emendata, è stata approvata all’unanimità.

Mozione 330 Luca Guglielmi (Fassa) Walter Kaswalder (Pat) Emendato – approvato all’unanimità Interventi per la riqualificazione ambientale del versante nord della Marmolada: risanamento della "Strada dei russi". La mozione impegna la Giunta provinciale a verificare la fattibilità di inserire, tra gli interventi per la riqualificazione ambientale del versante nord della Marmolada di cui all’articolo 58 della l.p. 8 agosto 2023, n.9, la manutenzione dei muri a secco lungo il sentiero E619, conosciuto anche come Via dei Rusci", nei limiti di quanto consentito per gli interventi di tutela e conservazione delle vestigia della Prima Guerra Mondiale." L’assessore Roberto Failoni ha espresso parere favorevole, ringraziando il consigliere per aver accolto l’emendamento. L’aula ha espresso voto favorevole all’unanimità

Mozione 332 Paolo Zanella (Pd) Efficienza, efficacia, qualità e personalizzazione delle cure in Asuit: proiettarsi verso la sanità 5.0 La mozione del consigliere Pd – emendata – è stata approvata all’unanimità. Impegna la Giunta provinciale “1. a proseguire e rafforzare le attività di monitoraggio dei processi di reingegnerizzazione dei sistemi informativi dei processi automatizzati attuati dall'Azienda sanitaria, anche con riferimento agli interventi finanziati dal PNRR, al fine di garantire la piena funzionalità dei servizi e favorire l'adozione, da parte dell'Azienda, di eventuali misure correttive; 2. a promuovere e sostenere l'adozione di strumenti digitali di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, laddove appropriato, finalizzati al miglioramento dell'efficienza organizzativa e della qualità dei servizi, nel rispetto dei principi di equità e universalità di accesso”. Dopo una sospensione dei lavori e un confronto in maggioranza, l’assessore alla sanità ha spiegato che si è trovata condivisione sul testo così come sopra. Mario Tonina ha voluto riconoscere i disagi che ci sono stati tra gli utenti del sistema sanitario trentino, rivendicando però che si è lavorato molto anche sul fronte informatico e si sono già ottenuti visibili miglioramenti. Molto di quanto la mozione Zanella chiede è di fatto già in corso di attuazione. I dirigenti Asuit in questi giorni sono in Cina – ha detto Tonina – per cercare soluzioni tecnologiche d’avanguardia, anche sul fronte dell’intelligenza artificiale e anche pensando al futuro, nuovo ospedale del Trentino. Paola Demagri ha ricordato che già con la legge finanziaria del 2024 si impegnò l’Azienda sanitaria a uno specifico progetto sul fronte chemioterapico, poi per nulla attuato, a significare che il dettame della politica non viene poi preso in carico dalla dirigenza Asuit. Eleonora Angeli ha ragionato ad ampio raggio sulla necessità di guardare cosa succede nel mondo, additando ad esempio la realtà cinese degli ospedali digitali basati interamente sull’intelligenza artificiale, così come le diagnosi precoci che oggi si comincia ad affidare alla I.A. con risultati sbalorditivi. Anche sulle nuove case di comunità che si stanno aprendo in Trentino, Angeli ha invitato a stare sulle frontiere della tecnologia, telemedicina inclusa, non facendosi prendere in contropiede dall’avanzamento tecnologico e scientifico. Altro tema: che il nuovo ospedale sia impostato su soluzioni energetiche green e sostenibili. Anche Francesco Valduga ha parlato di innovazione, dicendo che gli studenti universitari devono scegliere Trento perché qui si pratica una medicina aggiornata alle metodiche e alle tecnologie più avanzate. Il consigliere ha anche ricordato che sul fronte della medicina territoriale c’è un tema forte legato ai contratti e alle scelte sull’impiego delle tecnologie e della digitalizzazione, che possono – se bene affrontati - incidere sul necessario risultato di una migliore e più vera ed efficace relazione diretta tra il medico e il paziente.

Mozione 333 Eleonora Angeli (Gruppo Misto) Funivia Trento–Sardagna–Vason (Monte Bondone): ipotesi di fermata a Candriai e sviluppo sostenibile e partecipato del Bondone La mozione della consigliera – condivisa dalla Giunta e poi approvata - analizza approfonditamente il potenziale di sviluppo turistico, culturale, sportivo e naturalistico del Bondone in tutte le stagioni dell’anno, come sfondo e motivazione dell’impegno finanziario per la ventilata opera funiviaria Trento-Vason. Impegna la Giunta provinciale a valutare in modo approfondito e trasparente l’ipotesi di fermata funiviaria a Candriài, anche come stazione motrice dell'intero tratto e compatibilmente con la sostenibilità degli aspetti economici, temporali e gestionali, gli impatti geologici e paesaggistici, il ruolo di Candriai come nodo urbano e di interscambio, gli effetti di alleggerimento su Sardagna. Chiede inoltre di assicurare che la scelta del tracciato sia il risultato di una valutazione politica consapevole, esplicitando pubblicamente motivazioni, benefici e criticità delle diverse opzioni e di garantire l’unitarietà complessiva dell’opera, evitando soluzioni parziali che compromettano l’efficacia del collegamento città–montagna e la sostenibilità dell’investimento pubblico. Chiede infine di valutare con Comune di Trento l'opportunità di costituire un tavolo parallelo all'Osservatorio sul Monte Bondone coinvolgendo tutti gli attori che conoscono il Bondone per una progettazione complessiva dello sviluppo del Bondone. Filippo Degasperi (Onda) ha anzitutto lamentato che sul lago della Serraia ieri in aula si è visto il disinteresse della maggioranza, mentre ora con doppiopesismo si ragiona diversamente sul futuro del Bondone. La fermata a Candriai è già presa in esame dalla Giunta provinciale, non occorre ribadirlo con mozione. A partire dalle caserme delle Viote – ha detto il consigliere – questo governo provinciale per valorizzare il Bondone non sta facendo nulla. L’auditorium di Vaneze? Dimenticato. Le palazzine ex fasciste di Candriai? Il nulla. Lucia Coppola (Avs) a sua volta ha sollevato molte obiezioni all’opera funiviaria prevista. Ha ricordato che non si sta minimamente pensando a concludere l’analisi di impatto ambientale (e anche su una chiesetta storica con affreschi di gran pregio) della funivia nel tratto da Sardagna a Vason, opera molto costosa e di dubbia strategicità per il rilancio del monte di Trento). Su Sardagna: rimane la questione irrisolta dell’hotel Panorama. Roberto Stanchina (Campobase) è invece assolutamente favorevole, da ex assessore comunale a Trento, all’opera funiviaria di cui si discute da 120 anni. Ha ricordato che c’è anche un interessante sviluppo di opportunità edilizie, di ritorno abitativo in quota. La proposta operativa: ritirare la mozione Angeli (che non è l’unica sul tema) e portare il tema nella competente Commissione consiliare, per opportuni e attenti approfondimenti in attesa dei progetti in elaborazione. Angeli ha respinto la proposta di Stanchina. Andrea de Bertolini (Pd) si è detto parimenti favorevole alla funivia, a fronte di quanto sia sconfortante la situazione attuale delle strutture sul Bondone, molte chiuse e fatiscenti da anni. Il voto: 17 sì, 2 no (Coppola/Degasperi), 12 astenuti (Pd e Campobase).
Ultimo aggiornamento: 26/03/2026 21:45:58

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