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Prevenire il disagio giovanile: Mariachiara Franzoia presenta il nuovo ddl

Proposta la modifica di tre leggi della Provincia di Trento: sport 2016, scuola 2006 e benessere familiare 2011

TRENTO - Modifiche a tre leggi, pensando soprattutto a prevenire il crescente disagio giovanile. Ecco i tratti salienti della proposta legislativa (ddl 90/XVII) che Mariachiara Franzoia ha depositato a palazzo Trentini già il 17 luglio scorso e che la consigliera dem ha presentato nel primo giorno dell'anno scolastico.

“Modifiche della legge provinciale sullo sport 2016, della legge provinciale sulla scuola 2006 e della legge provinciale sul benessere familiare 2011: supporto allo sport giovanile e sinergia tra il sistema educativo di istruzione e formazione e l'attività sportiva”

Proponente - Mariachiara Franzoia, con tutto il gruppo del Pd, ha presentato in IV commissione consiliare il ddl 90/XVII.
"Con questo 17° disegno di legge nella legislatura - ha spiegato Mariachiara Franzoia - il Pd mira dichiaratamente a unire le forze vive della scuola, della sanità e del tessuto associazionistico in un’unica, grande alleanza capace di rimettere al centro il benessere globale delle nuove generazioni. Si vuole investire nel capitale umano e sostenere i club sportivi, lavorare sull’alfabetizzazione motoria dei ragazzi, introdurre i tutor dello sport, far sì che attraverso l’esperienza sportiva si possa prevenire il disagio purtroppo crescente tra i giovani trentini (abbandono scolastico e sportivo precoce, disagio psichico, aumento del ricorso a psicofarmaci, ritiro sociale, isolamento digitale".
Il ddl propone la modifica in modo organico e coordinato della legge sullo sport 2016, quella sulla scuola 2006 e quella sul benessere familiare 2011.

Norme - La Pat favorisce l’attività sportiva e motoria per il contrasto all’abbandono sportivo (drop out) e al disagio emotivo e psicologico dei giovani.
La Pat riconosce la cultura sportiva come strumento pedagogico e garantisce la conciliazione del percorso di studi e dell’impegno agonistico e favorisce la formazione degli operatori dello sport con particolare riguardo alla loro funzione di educatori e allo sviluppo delle loro competenze relazionali.

Inoltre è prevista: la sigla di un patto di corresponsabilità che unisca società sportive, dirigenti, tecnici, operatori, famiglie e atleti minorenni per uno sviluppo sano dell’attività sportiva; inclusione dei referenti del sistema sanitario nella biennale conferenza provinciale per lo sport e il già esistente tavolo per lo sport attua gli indirizzi della conferenza per lo sport (ne faranno parte tra gli altri anche esperti sanitari, un esperto in medicina sportiva, un rappresentante designato dai 5 club più rappresentativi riconosciuti dal Coni); l'adozione di protocolli operativi e sanitari che prevedano tra l’altro programmi di screening sui giovani in coordinamento con le visite di idoneità agonistica; corsi per dirigenti, tecnici e operatori sportivi, di primo soccorso, di formazione sugli aspetti nutrizionali e idratazione, di sensibilizzazione sui rischi legati allo stress cronico legato all’attività sportiva; accesso per i medici certificatori al fascicolo sanitario dell’atleta; contrasto dell’abbandono sportivo, anche mediante percorsi flessibili e inclusivi che permettano la conciliazione con gli impegni scolastici e la vita sociale.

Un’attenzione anche ai soggetti in condizioni di fragilità psicofisica, con vissuto migratorio e a rischio di marginalità sociale, ai progetti di collaborazione con i club sportivi che entrano nella scuola primaria e presentano le loro discipline ai bambini, ai servizi di supporto psicopedagogico e nutrizionale per gli studenti-atleti; n) sostegno economico alle sezioni per atleti con disabilità e alle manifestazioni sportive inclusive, a nuovi criteri nell’erogazone dei contributi provinciali alle associazioni sportive, con premialità per chi opera per la prevenzione del disagio emotivo giovanile, per chi si avvale di psicologi o nutrizonisti, per chi forma i tecnici sulle competenze relazionali, per chi sensibilizza le famiglie, per i territori periferici o svantaggiati; riconoscimento di crediti formativi per i ragazzi che ottengono risultati o competenze da percorsi sportivi extrascolastici; progetti di tutoraggio per l’atleta-studente, non legati al risultato agonistico ma all’impegno dei percorsi; azioni di sensibilizzazione dei docenti sul valore formativo ed educativo dell’esperienza sportiva; l’Agenzia per la coesione sociale Pat monitora costantemente il fenomeno dell’abbandono sportivo e l’analisi del benessere psicofisico degli atleti minorenni.

Stanziamenti: 400.000 euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.
Ultimo aggiornamento: 10/09/2026 21:20

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