BOLZANO - Nei giorni scorsi i finanzieri del Comando Provinciale di Bolzano hanno portato a termine due importanti operazioni a tutela della legalità economica e del patrimonio pubblico. I controlli hanno condotto al sequestro di 450 litri di birra contrabbandata dalla Germania e di 5 imbarcazioni a motore posizionate abusivamente sul demanio idrico, con sanzioni superiori a 10.000 euro.

In particolare, nel corso di un servizio di controllo del territorio nei pressi del valico di confine di Resia, una pattuglia della Tenenza di Silandro ha fermato un furgone commerciale guidato da un cittadino tedesco, che ha dichiarato di viaggiare per motivi turistici e di trasportare un fusto di birra, destinato al consumo personale.
L'uso di un veicolo commerciale per una vacanza ha però insospettito i finanzieri e l'ispezione del mezzo ha rivelato la presenza di 15 fusti di birra, per totali 450 litri, quantità di gran lunga superiore alla soglia di franchigia prevista per il consumo privato.
Privo della documentazione fiscale obbligatoria per il pagamento di accisa e IVA, l'intero carico è stato sottoposto a sequestro penale e il conducente è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria per l'ipotesi di reato di contrabbando.
Le Fiamme Gialle venostane hanno poi orientato l'attenzione sullo specchio d'acqua del lago di Resia, individuando tre associazioni sportive di kitesurf che utilizzavano cinque imbarcazioni a motore ancorate al fondale tramite sistemi di stazionamento abusivi (boe, gavitelli, catenarie e "corpi morti"). Le strutture e i natanti erano privi delle necessarie autorizzazioni della Provincia Autonoma di Bolzano per il demanio idrico, requisiti fondamentali per garantire la sicurezza della navigazione in un bacino artificiale soggetto a forti restrizioni.
L'operazione ha portato al sequestro amministrativo dei cinque natanti e di tutti i sistemi di ancoraggio abusivi e all’irrogazione di sanzioni pecuniarie per un ammontare complessivo superiore a 10mila euro nei confronti dei trasgressori.
Le due operazioni si inseriscono nel più ampio dispositivo attuato dalla Guardia di finanza volto a contrastare l’illecito approvvigionamento e la commercializzazione di prodotti alcolici, fenomeno che sottrae ingenti risorse all’Erario e altera le regole della concorrenza a danno degli operatori economici onesti.