POZZA DI FASSA (Trento) - Il
Consiglio provinciale del
Trentino ha fatto tappa in
Val di Fassa per un confronto diretto con le comunità ladine sulle principali criticità e prospettive legate alla
tutela delle minoranze linguistiche. Presenti il presidente del Consiglio provinciale,
Claudio Soini e i consiglieri della VI Commissione: il presidente
Walter Kaswalder, la consigliera
Eleonora Angeli (Misto),
Francesca Parolari (Pd del Trentino),
Francesco Valduga (Campobase) Presenti anche
Luca Guglielmi, consigliere ladino e assessore regionale, il presidente del Consiglio regionale,
Roberto Paccher e la senatrice fassana,
Elena Testor. Ad aprire l’incontro la presidente dell’Autorità per le minoranze linguistiche,
Katia Vaselai, che ha chiarito l’obiettivo della giornata: raccogliere indicazioni concrete dai territori per orientare le politiche provinciali e regionali e alimentare la relazione annuale dell’Autorità.
Felicetti: “Casa e affitti turistici nodo centrale”

Il Procurador della
Val di Fassa, Edoardo Felicetti, ha ringraziato per la presenza istituzionale, definendola un valore aggiunto per il territorio. Entrando nel merito, ha posto con forza il tema della casa, evidenziando come gli strumenti attuali, come
Ri-Val, non garantiscano una priorità ai residenti. Ha denunciato inoltre uno squilibrio crescente nel mercato degli affitti:
“Oggi conviene più affittare al turista che al residente”, con il rischio concreto di svuotamento delle comunità locali. Tra le possibili soluzioni ha indicato la necessità di deroghe per favorire edilizia cooperativa o privata destinata ai residenti.
Chiocchetti: “Serve un salto di qualità”
L’assessore del Comun general de Fascia,
Bernardino Chiocchetti, ha rafforzato questo quadro parlando della casa come emergenza prioritaria, legata direttamente alla tenuta sociale e demografica della valle. Ha poi affrontato il tema del personale, denunciando uno squilibrio strutturale: negli anni sono aumentate le competenze del Comun general, senza un adeguato rafforzamento delle risorse umane. Il risultato è una forte presenza di contratti precari e progettuali.
“Serve una programmazione più ampia e stabile”, ha affermato.
Chiocchetti ha quindi richiamato la necessità di un “
salto di qualità” complessivo, toccando anche i dossier aperti su toponomastica e indennità di bilinguismo, per la quale ha chiesto criteri condivisi.
Ampio spazio anche alla scuola: ha evidenziato le difficoltà legate alla figura del Sorastant, soprattutto in vista dell’uscita di
Federico Corradini, molto apprezzato dalla comunità, e la complessità di gestire un istituto tra i più articolati del Trentino. Infine, ha criticato l’approccio iniziale dell’ufficio minoranze rispetto all’uniformazione dei gruppi linguistici, ritenuto potenzialmente divisivo in una prima fase e ha auspicato che vi sia maggiore dialogo nel rispetto delle diversità.
Corradini: “
La scuola ladina tra qualità e fragilità” Il Sorastant
Federico Corradini ha offerto un’analisi dettagliata del sistema scolastico ladino. Da un lato, ha evidenziato l’interesse crescente: negli ultimi due anni diverse scuole del Trentino hanno visitato l’istituto di Pozza. Dall’altro, ha sottolineato criticità rilevanti: calo degli studenti, difficoltà organizzative e rischio di docenti “perdenti cattedra”, fenomeno che potrebbe riguardare a breve anche l’insegnamento della lingua ladina. Ha ribadito come il modello ladino punti sulla qualità, con classi contenute, ma le attuali regole provinciali spingono verso accorpamenti e classi più numerose, mettendo in difficoltà il sistema.
“Serve una mediazione tra norme generali e specificità territoriali”, ha spiegato.
Sul piano linguistico, ha lodato la motivazione del personale docente, ma ha evidenziato un problema di equità nelle risorse: nelle scuole dell’infanzia, fondamentali per l’imprinting linguistico, i riconoscimenti economici sono significativamente inferiori rispetto agli altri gradi scolastici. Dezulian: “Più personale e coordinamento” La presidente dell’Istitut Cultural Ladin, Tea Dezulian, ha evidenziato il percorso di collaborazione tra le comunità linguistiche, inizialmente complesso ma oggi approdato a una sintesi positiva. Ha posto però l’accento sulle criticità organizzative, in particolare sulla carenza di personale, citando il caso del funzionario della biblioteca, problema aperto dal 2022. L’ampliamento dell’organico è stato comunicato, ma resta da definire il finanziamento. Sul fronte scolastico, ha ribadito la disponibilità dell’Istituto a collaborare con il Comun general per la realizzazione di dizionari e materiali didattici, sottolineando la necessità di ottimizzare le risorse. In questa direzione è stato avviato un coordinamento di valle, che si intende consolidare. Ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare il personale per la tutela del patrimonio culturale e valorizzare il Museo della Guerra di Moena.
Brunel e Verra: “Casa, lingua e informazione”
Fernando Brunel, presidente dell’Union di Ladins di Fassa, ha rilanciato il tema casa proponendo di destinare fondi ai Comuni per acquistare immobili da mettere a disposizione dei residenti. Ha inoltre chiesto un rafforzamento dell’indennità di bilinguismo e una maggiore valorizzazione della bandiera ladina, anche a livello euroregionale.
Tra le proposte, anche una collaborazione sanitaria con Bolzano e la creazione di una radio ladina per rafforzare la diffusione linguistica. Roland Verra, presidente dell’Union Generela di Ladins dla Dolomites, ha ampliato il ragionamento a livello interladino, sottolineando la necessità di rafforzare la scuola, incentivare la formazione degli insegnanti e sviluppare materiali didattici condivisi con Bolzano. Ha evidenziato il ruolo strategico dell’editoria e dell’informazione, citando l’esempio svizzero di Radio Rumantsch, e ha aperto anche al tema dell’intelligenza artificiale per la lingua ladina, su cui sono in corso lavori all’Eurac di Bolzano. Centrale, per Verra, anche la questione dello standard ladino unitario.
Politica e istituzioni: autonomia e servizi: la senatrice Elena Testor ha richiamato l’imminente riforma dell’Autonomia, sottolineando il ruolo delle minoranze nella specialità regionale.
Francesco Valduga ha parlato della “fatica di risalire la corrente” delle comunità di valle, chiedendo un bilancio concreto delle azioni intraprese. Eleonora Angeli ha posto l’accento sulla sanità, indicando nella collaborazione con Bolzano un ambito strategico, e ha richiamato il valore dell’identità come elemento sostanziale e non folkloristico.
Altri nodi: giovani, traduzioni e competenze Sabrina Rasom, direttrice dell’Istituto Culturale Ladino, ha evidenziato le difficoltà di raccordo con Bolzano e la necessità di attrarre giovani insegnanti, rafforzando il legame con l’università.
Giulio Florian, sindaco di San Giovanni/Sén Jan, ha difeso il ruolo del Comun general nella gestione delle competenze, segnalando criticità sullo Ski College, in particolare l’assenza di un convitto. La dirigente del Servizio minoranze, Elisabetta Sovilla, ha illustrato il lavoro svolto sul piano normativo e sulla certificazione linguistica, ribadendo l’importanza della traduzione degli atti.
Conclusioni: temi noti e nuove sfide In chiusura, Luca Guglielmi ha richiamato i tempi lunghi per lo sviluppo dello Ski College e annunciato iniziative su radio ladine e bandiera. Il presidente Claudio Soini ha sintetizzato i lavori: molti temi – casa, demografia, servizi – restano aperti, accanto a nuove sfide. Centrale il tema della collaborazione tra territori, istituzioni e sistema euroregionale.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 14 maggio in Consiglio provinciale, con una seduta congiunta dedicata alle minoranze linguistiche.