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La nutrizione come parte della cura: nuovo modello per le pazienti con tumore al seno

Borsa di studio sostenuta dall'associazione Lotus per un dietista dedicato alla nutrizione oncologica

TRENTO - Nutrire adeguatamente il corpo per sostenere la cura e migliorare la qualità della vita delle pazienti con tumore al seno. È questo l’obiettivo del nuovo modello assistenziale promosso dall’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, grazie alla presenza di una figura dedicata alla nutrizione, inserita all’interno della Breast Unit, il centro multidisciplinare di Asuit per la diagnosi e cura del tumore al seno. Tutto ciò è stato possibile grazie alla borsa di studio annuale finanziata dall’Associazione Lotus – Oltre il tumore al seno.

Il progetto ha una durata iniziale di 12 mesi e nasce con l’obiettivo di integrare in modo strutturato la valutazione e il supporto nutrizionale nel percorso di cura, in parallelo ai principali snodi diagnostici e terapeutici. Il modello prevede infatti una presa in carico nutrizionale precoce e personalizzata, lungo le diverse fasi della malattia, dalla diagnosi ai trattamenti fino al follow-up.

La malnutrizione in ambito oncologico è una condizione spesso sottovalutata, ma con un impatto significativo sull’andamento della malattia: può condizionare la capacità di affrontare le terapie, aumentare le complicanze e ridurre la qualità di vita dei pazienti. Anche malnutrizione per eccesso e sarcopenia possono avere un impatto rilevante e rimanere sottodiagnosticate. Durante il percorso di cura del tumore della mammella, soprattutto in relazione alle modificazioni ormonali e metaboliche associate alla malattia e alle terapie, il peso e la composizione corporea possono cambiare significativamente, con un aumento della massa grassa e una perdita di massa muscolare che non sempre sono immediatamente riconoscibili. Integrare precocemente il supporto nutrizionale significa intervenire su un tassello essenziale della cura, migliorando la presa in carico complessiva, la tolleranza ai trattamenti, l’aderenza terapeutica e la qualità di vita.

La Breast Unit opera come centro multidisciplinare in cui diversi specialisti uniscono le proprie competenze per prendere in carico la donna in modo completo. In questo contesto si inserisce il progetto – che vede come responsabili scientifici Antonella Ferro, coordinatrice della Struttura semplice dipartimentale Breast Unit, e Carlo Pedrolli, responsabile della Ssd di dietetica e nutrizione clinica – , nato per integrare il supporto nutrizionale nel percorso oncologico attraverso un modello strutturato e interprofessionale.

Il dietista svolgerà un ruolo centrale e trasversale: eseguirà valutazioni nutrizionali dedicate nelle varie fasi della malattia, offrirà counseling nutrizionale e gestirà in modo mirato gli effetti collaterali legati alle terapie. Lavorerà insieme agli altri specialisti della Breast Unit, mantenendo il collegamento con i medici di famiglia e i servizi del territorio. Infatti, durante il periodo della borsa di studio, saranno raccolti e analizzati dati clinici, organizzativi e relativi all’esperienza delle pazienti, per valutare la fattibilità, l’efficacia e la sostenibilità del modello. L’obiettivo finale è definire un percorso nutrizionale strutturato, con indicatori standardizzati, e porre le basi per un modello organizzativo replicabile nella rete oncologica aziendale. La borsa di studio ha una durata iniziale di 12 mesi. L’obiettivo di Asuit è quello di validare i risultati sul campo per trasformare questo progetto pilota in un modello organizzativo stabile e replicabile a livello aziendale e provinciale.


Da diversi anni l’Associazione Lotus – Oltre il tumore al seno sostiene l’Azienda sanitaria attraverso borse di studio frutto di donazioni, in particolare con progetti di sostegno psicologico alle pazienti con tumore al seno. Lotus affianca le pazienti e le loro famiglie durante il percorso di cura, promuove la prevenzione e sostiene le attività della Breast Unit. Si impegna nella tutela dei diritti delle donne in ambito sanitario, lavorativo e sociale attraverso serate informative, iniziative sportive e momenti culturali come spettacoli teatrali e concerti.

«Integrare fin dall’inizio il supporto nutrizionale nel percorso di cura delle nostre pazienti non è un semplice complemento – ha dichiarato la coordinatrice della Breast Unit Antonella Ferro – ma una parte essenziale della terapia oncologica. La malnutrizione e i disturbi legati alle cure rischiano di incidere pesantemente sulla qualità della vita, sull’aderenza ai trattamenti e sulla continuità assistenziale. Grazie al lavoro di questa figura dedicata, rafforziamo la presa in carico globale della donna all’interno della Breast Unit e creiamo un collegamento costante anche con la rete sanitaria del territorio. Con questo progetto vogliamo fare un passo ulteriore – aggiunge Antonella Ferro –: portare la competenza nutrizionale dentro il percorso oncologico fin dalle fasi iniziali, rispondendo anche a una richiesta sempre più forte delle pazienti, che desiderano indicazioni affidabili sull’alimentazione già dal momento della diagnosi. Non si tratta soltanto di offrire un consiglio alimentare, ma di costruire una presa in carico personalizzata e continuativa, capace di intercettare precocemente i problemi nutrizionali e di accompagnare la paziente durante le diverse fasi della cura. E il ruolo della nutrizione non si esaurisce con la fine delle terapie: durante il follow-up può diventare uno strumento importante di prevenzione e di promozione della salute, anche oltre il tumore della mammella. Al tempo stesso, vogliamo misurare concretamente il valore di questo intervento, per capire se e come possa diventare parte stabile dell’organizzazione».

«Nell’ultimo decennio – ha aggiunto Carlo Pedrolli responsabile della Ssd di dietetica e nutrizione clinica – è apparso ormai chiaro come la lotta contro le malattie, e in particolare contro quelle oncologiche, non passi solo attraverso il progresso scientifico e tecnologico, ma anche e soprattutto attraverso il coinvolgimento attivo del paziente e dei suoi caregiver. Questo è ancora più evidente in campo nutrizionale, dove l’interazione tra tumore, paziente e famiglia gioca un ruolo decisivo. Accogliamo quindi con grande entusiasmo e profonda riconoscenza nei confronti di Lotus l’arrivo di questa risorsa dietologica, che consente di connettere in modo virtuoso la terapia oncologica con la nutrizione clinica, sostenendo l’associazione e i familiari nel percorso di cura».

«Siamo molto soddisfatte – ha sottolineato la presidente dell’Associazione Lotus Chiara De Pol – della sinergia che si è creata tra Asuit, pazienti e associazione Lotus; un modello di collaborazione che dimostra quanto il lavoro condiviso possa migliorare concretamente la qualità della cura. Questa borsa di studio nasce dall’ascolto delle pazienti, che per Lotus è un asset fondativo e irrinunciabile. Ogni giorno raccogliamo bisogni, dubbi, difficoltà e desideri di chi sta attraversando la malattia e ci impegniamo a trasformarli in progetti di vicinanza e supporto concreto. È così che intendiamo il nostro ruolo: essere un interlocutore attivo e competente tra medici e pazienti, capace di portare all’interno dei percorsi clinici la voce di chi li vive in prima persona. Sostenere questo progetto significa rafforzare una presa in carico più completa, dove anche la nutrizione diventa parte essenziale della cura».
Ultimo aggiornamento: 22/09/2026 05:56

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