ALTOPIANO DELLA VIGOLANA (Trento) -
Nuova gestione per il Rifugio SAT Paludei, sull’Altopiano della Vigolana. A prendere in carico la struttura sarà Franco Gabriel Devoto, nato a Santa Rosa in Argentina nel 1994, insieme alla compagna Nora Navarini.
Il rifugio aprirà il 16 maggio.
Così si racconta Franco Gabriel Devoto: “Sono originario dell’Argentina, della Pampa, e il mio rapporto con la montagna è nato dopo l’università, durante un viaggio in bicicletta che mi ha portato fino alla Patagonia. È lì che ho scoperto davvero la montagna e ho iniziato a lavorare in un rifugio: un’esperienza che ha segnato il mio percorso. Successivamente sono arrivato in Europa: prima in Spagna e poi in Italia, anche grazie ai miei nonni di origine italiana. In Trentino ho trovato un ambiente in cui poter continuare questo percorso, lavorando al Rifugio Cima d’Asta e iniziando parallelamente la scuola alberghiera a Levico”.
L’entusiasmo non manca, come non manca la voglia di mescolare culture diverse. “Questa per me è la prima esperienza di gestione, e l’obiettivo è quello di rispettare la tradizione trentina e il legame con il territorio, che sto imparando a conoscere sempre di più, soprattutto attraverso la cucina. Allo stesso tempo mi piacerebbe portare anche qualcosa della mia esperienza, in particolare nel lavoro sulla carne, che fa parte della mia cultura. Il Paludei è un rifugio che ha una forte vocazione di ristorante, e per questo vogliamo puntare su un servizio curato, legato alla tradizione, con qualche elemento di innovazione nella proposta dei piatti. L’apertura è prevista per il 16 maggio: inizieremo in modo semplice, per poi organizzare un’inaugurazione più strutturata nel mese di giugno”.
La scelta è stata il risultato di un percorso di selezione che ha tenuto conto non solo degli aspetti gestionali, ma della capacità di interpretare il ruolo del rifugista secondo i valori della SAT: presidio del territorio, accoglienza e costruzione di una frequentazione consapevole della montagna. “La gestione di un rifugio è una responsabilità che va oltre l’aspetto operativo – sottolinea
il presidente della SAT Cristian Ferrari –. Significa essere parte attiva di un sistema che tiene insieme montagna, comunità e ambiente.