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La pista Stelvio non concede appelli

Commento al Super-G olimpico maschile

BORMIO - "La pista Stelvio non concede appelli. Ti mette davanti alla tua sciata nuda, essenziale, senza sconti. E nel Super-G olimpico degli uomini l’Italia ha dovuto guardare il podio da sotto, mentre sopra sventolava ancora la bandiera svizzera. Franjo von Allmen ha fatto quello che ormai non è più una sorpresa ma una conferma: ha dominato. Terzo oro in cinque giorni, una sciata che non sembra nemmeno forzata, un modo di interpretare la pista che pare naturale come respirare. Dietro di lui Ryan Cochran-Siegle e Marco Odermatt, a comporre un podio che racconta con chiarezza dove oggi si trova l’eccellenza della velocità mondiale. E l’Italia? È rimasta a inseguire, e sulla Stelvio inseguire significa quasi sempre arrivare tardi. Giovanni Franzoni ha acceso una speranza vera nel primo tratto. Un intermedio da applausi, il segnale che la gara poteva prendere una piega diversa. Poi, nel cuore della pista, qualcosa si è sfilacciato. Le traiettorie si sono fatte meno pulite, meno aggressive. Sul muro di San Pietro è arrivata un’incertezza che a questi livelli pesa come un macigno. Ha chiuso sesto, a 35 centesimi dal bronzo: un niente cronometrico, un abisso olimpico.
Christof Innerhofer ha portato a casa un undicesimo posto di esperienza e mestiere, Mattia Casse è rimasto lontano, mentre

Dominik Paris ha vissuto la beffa più crudele. Partenza senza errori, poi lo sci destro che si sgancia, l’equilibrio che salta e la gara che finisce ancora prima di cominciare davvero. Un ritiro che toglie all’Italia uno degli uomini che poteva stare dentro la lotta vera. La differenza oggi non è stata il coraggio. È stata la precisione. La Svizzera ha sciato con una pulizia tecnica impressionante: linee essenziali, appoggi solidissimi, gestione delle pressioni perfetta proprio nelle curve a sinistra dove gli azzurri hanno perso velocità. Von Allmen e Odermatt non hanno combattuto la Stelvio, l’hanno lasciata correre. L’hanno interpretata. Gli italiani, invece, in quel tratto decisivo hanno sciato in difesa. E in Super-G, se difendi, perdi. Non è una bocciatura, ma una fotografia. A Bormio si è vista con chiarezza la distanza tra chi oggi detta il ritmo della velocità mondiale e chi deve ancora trovare continuità tecnica per restare agganciato dall’inizio alla fine. La Stelvio non perdona le esitazioni. E il verdetto, questa volta, è stato severo", di Lara Magoni, campionessa di sci.
Ultimo aggiornamento: 12/02/2026 00:15:46

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