BORMIO (Sondrio) - Utilità, impatto ambientale ed esigenze dei residenti: la Commissione Territorio, presieduta da
Jonathan Lobati (Forza Italia), ha fatto il punto sulla
tangenzialina di Bormio.

Su proposta della Consigliera regionale
Chiara Valcepina (Fratelli d’Italia) questa mattina a Palazzo Pirelli si è svolta un’
audizione con la partecipazione della Direzione generale Infrastrutture e opere pubbliche di Regione Lombardia, delle Concessioni Autostradali Lombarde (CAL), del comitato “Bormini per l’Alute” e dell’associazione “Italia Nostra APS”. Assenti i rappresentanti del Comune di Bormio e della Comunità montana Alta Valtellina.
Al centro del confronto la
salvaguardia della piana dell'Alute, un’area verde non edificabile alle porte di Bormio (SO) classificata come corridoio primario della rete ecologica, attraverso la quale dovrebbe passare il tracciato della tangenzialina. Il cantiere dell’opera, secondo l’ultimo decreto regionale (Decreto n. 10524 del 23 luglio 2025), dovrebbe aprire il prossimo 28 luglio. Nel novembre 2025, i Comitati avevano presentato un ricorso al TAR della Lombardia contro il progetto, contestando il decreto regionale che proroga i termini per la realizzazione dell'opera.
L’udienza al TAR è prevista per il 22 maggio.
L'audizione ha evidenziato criticità che superano l'ambito giudiziario, toccando la coerenza e l'opportunità in termini di costi-benefici del progetto.
Chiara Valcepina, membro della Commissione Territorio e Vice Presidente della Commissione Bilancio, ha sottolineato come sia necessario “
fare una riflessione su come vengano spese le risorse pubbliche per un progetto che risale al 2005, valutando se l'iter possa essere modificato per evitare di creare una ‘cattedrale nel deserto’ che rischia di comportare un’inutile ferita per la piana dell’Alute che rappresenta le radici culturali e rurali di Bormio: emerge, infatti, chiaramente che non si tratta di una vera tangenziale, ma di una bretella che si inserisce nel contesto urbano e che non risolve il problema dei flussi di traffico in entrata e in uscita da Bormio.
Le Olimpiadi hanno dimostrato che la gestione della viabilità può essere assorbita con modalità alternative e meno impattanti”.
“Auspico che si faccia subito una riflessione politica, a prescindere dall'esito del giudizio al TAR - ha concluso Chiara Valcepina - È necessario sentire l'Amministrazione di Bormio e la Provincia per completare l'approfondimento sul progetto. Serve un confronto che rispetti la volontà dei cittadini e la vocazione agricola dell’area, ricercando soluzioni alternative che non danneggino il paesaggio e rispondano davvero alle esigenze di crescita sostenibile della Valtellina".
Nel corso dell’audizione è intervenuto Michele Schiavi (Fratelli d’Italia), Vice Presidente della Commissione Territorio che ha sottolineato la “forte delusione per la mancanza in audizione del Comune di Bormio, che di fatto ha scelto di non partecipare al confronto con il Consiglio regionale e i Comitati, così come proposto dalla Commissione”.
Il Consigliere regionale Simone Negri (PD) ha contestato l’assenza di dati reali sui flussi di traffico: “non disponiamo di numeri certi che possano sostenere la necessità di un’opera che rischia seriamente di creare nuovi colli di bottiglia alla viabilità locale”.
I Comitati hanno sottolineato la loro contrarietà rispetto a un’infrastruttura che Antonio Muraca dell’associazione “Italia Nostra APS” Sondrio ha definito “un errore storico e un fantasma giuridico. Il tracciato della tangenzialina attraverserebbe l’Alute che è un’area di laminazione naturale per le piene del Frodolfo, aumentando così il rischio idrogeologico, e distruggerebbe un habitat funzionale per numerose specie protette. Chiediamo, quindi, un ripensamento del progetto valutando versioni progettuali alternative come, ad esempio, la realizzazione di un tunnel sotto il Monte Vallecetta che salvaguarderebbe l’area naturale dell’Alute”.
Stefano Clementi del comitato “Bormini per l’Alute” ha messo in evidenza che “il progetto non prevede alcuna integrazione con la rete viaria esistente: la tangenzialina è, in realtà, una strada che si innesta nel pieno della viabilità cittadina. Le Olimpiadi hanno dimostrato che il traffico nell’area intorno a Bormio può essere gestito senza la necessità di questa nuova infrastruttura”.
Il progetto della tangenzialina è inserito in una convenzione del 2022 tra Regione Lombardia, Concessioni Autostradali Lombarde (CAL) e Comune di Bormio che prevede una infrastruttura di circa un chilometro di lunghezza per collegare la Statale 38 dello Stelvio alla zona delle funivie, finanziata dal “Piano Lombardia” per 7 milioni di euro.