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Valanghe, il primo corso teorico-pratico in ambiente glaciale sul Presena

giovedì, 21 novembre 2019

Passo Tonale - Il maltempo di questi giorni e le abbondantissime nevicate ripropongono il tema delle valanghe. Un rischio sempre presente per chi opera in montagna e fa turismo sulle vette innevate ma che, in condizioni particolari come quelle attuali, si acuisce. Eppure, in Italia ancora nessuno aveva mai pensato a un corso di formazione rivolto a tutte le figure professionali che si trovano ad interagire durante le attività di salvataggio, affinché ciascuna di loro sappia fare le scelte migliori per la vita di chi è rimasto intrappolato sotto al manto nevoso.

A colmare questa lacuna ci ha pensato il consorzio Pontedilegno-Tonale, organizzando il “Primo corso teorico-pratico in ambiente glaciale sulla gestione del paziente ipotermico e del travolto in valanga” rivolto a medici, infermieri, fisioterapisti e istruttori titolati del CAI Lombardia. Il corso nasce da un’idea della commissione medica regionale del CAI Lombardia sostenuta dal Presidente del CAI Lombardia, Renato Aggio, insieme a StudioGest, provider specializzato da anni nella “formazione in riabilitazione” rivolta ad operatori del settore, e con il fondamentale contributo del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, nonché  della Scuola di scialpinismo del CAI di Brescia e della Commissione lombarda Scuole alpinismo scialpinismo e arrampicata.

L’appuntamento è per giovedì 28 e venerdì 29 novembre presso il Rifugio Capanna Presena, sull’omonimo ghiacciaio. “Questo corso per la gestione del paziente ipotermico e del travolto in valanga – spiega il dottor Flavio Azzola, Medico Chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia e Presidente della Commissione Medica Regionale del CAI Lombardia – punta a ridurre le distanze tra chi soccorre e chi deve ricevere il soccorso. E’ il primo corso teorico-pratico a svolgersi interamente in ambiente glaciale in Italia ed è accreditato per 24 crediti per l’Educazione Continua in Medicina (ECM), unico nel suo genere perché mette al lavoro su un’emergenza varie tipologie di soccorritori con un obiettivo comune: vivere la montagna in sicurezza e pronti all’emergenza”. L’attività di team building infatti è essenziale per aumentare le possibilità di successo e di permanenza in vita di chi è travolto da una valanga.

Il corso permetterà di approfondire le conoscenze circa le capacità di adattamento del corpo umano alle condizioni di ipotermia e i rischi di scompenso, a identificare i primi sintomi del paziente ipotermico e a gestirlo dall’elicottero all’ospedalizzazione. Aiuterà inoltre a organizzare nel migliore dei modi la localizzazione del travolto e le attività di scavo volte a conoscere la corretta gestione dei traumi in loco. “Sincronizzare la macchina dei soccorsi e spiegare a ognuno come si può essere più d’aiuto nel momento del soccorso in alta quota è essenziale per regalare più chance a sciatori e alpinisti travolti dalle valanghe”, conclude Flavio Azzola.

Oltre alle attività teoriche è prevista, nella seconda giornata di corso, una serie di attività pratiche: i corsisti, divisi in gruppi di lavoro, prenderanno parte a simulazioni di soccorso e affineranno le tecniche di estrazione del travolto dalla valanga e della sua corretta gestione e movimentazione.



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