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Crescita più lenta in Trentino, Azione: “Ripensare ricerca e sviluppo nelle imprese”

venerdì, 8 ottobre 2021

Trento – In Trentino si registra una crescita economica più lenta rispetto a buona parte del resto dell’Italia. Il gruppo politico di Azione si interroga sul futuro per l’economia in provincia.

IL DOCUMENTO DI AZIONE: “URGE RIPENSARE IL MODO DI INCENTIVARE LA RICERCA E LO SVILUPPO NELLE IMPRESE”

L’autunno 2021 porta in dote un PIL nazionale che cresce ad un ritmo inaspettato ed una fase economica – che almeno per scaramanzia sarebbe errato definire post pandemica – in fortissima espansione. Le risorse del PNRR sembrano essere in buone mani ed il governo nazionale ha avviato un processo di riforme strutturali di cui il Paese ha assolutamente bisogno. 

I dati di una ricerca che Confindustria Trento ha commissionato ad Ambrosetti, e che sono stati anticipati in questi giorni per presentare l’iniziativa DUEMILATRENTINO , sono impietosi: 

1. dal 2010 il PIL pro-capite del Trentino è cresciuto di 13 punti mentre in Alto Adige ed alcune regioni austriache la crescita è stata doppia, oscillando fra 23 e 30 punti 

2. dal 2009 l’incidenza della spesa totale per Ricerca & Sviluppo sul PIL Trentino è calata di 17 punti mentre in Alto Adige ed in tutto il Nord Italia è cresciuta anche di 25 punti

3. il 20% degli imprenditori trentini definisce la situazione attuale del Trentino “in declino” a causa, fra le altre cose, della ridotta propensione all’innovazione delle imprese trentine. La mancanza di innovazione dipenderebbe dalla scarsa apertura del territorio e dal ridotto dinamismo culturale

4. la carenza di forza lavoro e le qualifiche non adeguate sono viste come un rischio per lo sviluppo nei prossimi 5 anni dal 43% degli intervistati; gli imprenditori trentini denunciano da tempo che le imprese fanno fatica a trovare personale 

A proposito del mercato del lavoro va segnalato però che le proposte di lavoro, sui siti aziendali e tramite le agenzie professionali, sono davvero poche. Michele Chemolli, membro del Gruppo Economia di Azione, sottolinea infatti che: “Le modalità di ricerca o recruiting sono ancora legate al modello della conoscenza personale: si tratta di un approccio comune a tutte le aree geografiche (secondo The Barrett Group il 75% delle assunzioni negli USA si concretizza tramite il c.d. “unpublished job market”) ma il Trentino sembra essere ancor meno propenso ad utilizzare strumenti professionali di ricerca”.

L’idea di Trentino in Azione è che il lavoro offerto alle potenziali nuove risorse debba essere attrattivo: non basta spendere il fatto che il Trentino è bellissimo e che la qualità della vita è elevata, bisogna mettere sul piatto anche un ritorno economico ed una serie di servizi a sostegno dei lavoratori (dagli asili nido alla flessibilità) per far sì che una persona decida di venire a lavorare in Trentino o per assicurarsi che i migliori talenti trentini rimangano sul nostro territorio”.

“Questo è un momento che offre grandissime opportunità ed è necessario chiedersi: qual’è la situazione economica in Provincia di Trento e quali sono le prospettive di sviluppo del nostro territorio? Gli strumenti di cui, negli anni, la Provincia di Trento si è dotata per favorire la crescita della propria economia si sono dimostrati adeguati alle necessità delle aziende trentine, ed hanno ottenuto i risultati attesi?”

“Sul piano strettamente economico – sostiene Massimiliano Mazzarella, referente del Gruppo Economia di Azione – è evidente che la Legge Provinciale 6/99, ovvero lo strumento principe della pianificazione economica della PAT, deve essere rivista, aggiornata e rinnovata sotto molti aspetti. Purtroppo negli ultimi 10 anni gli investimenti in ricerca e sviluppo sono calati drasticamente e il PIL è cresciuto molto meno di altri territori. E’ fondamentale quindi che la politica prenda coscienza dello status quo avvicinandosi concretamente alle reali esigenze delle imprese. Per questo abbiamo deciso di avviare una profonda riflessione sulla Legge Provinciale 6/99 e attiveremo un percorso di confronto sul territorio con imprenditori, lavoratori, consulenti e uffici provinciali. Un percorso che siamo certi porterà alla creazione di idee migliorative concrete e attinenti ai fabbisogni delle imprese innovative trentine”.



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