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Vaccinazione HPV e prospettive di eliminazione in Italia

Fare il punto sullo stato della vaccinazione contro l’HPV, condividere i risultati del progetto avviato in Trentino e discutere le strategie per raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione dei tumori HPV correlati attraverso la condivisione delle diverse esperienze regionali e di buone pratiche. Questi gli obiettivi del convegno «Vaccinazione HPV e prospettive di eliminazione in Italia», che si è tenuto oggi al Centro per i servizi sanitari di Trento e ha visto la partecipazione di diversi professionisti di Asuit e tanti esperti di livello nazionale.
Il convegno è stato un importante momento di confronto e aggiornamento per rafforzare le strategie di prevenzione e contribuire concretamente all’obiettivo di eliminare i tumori HPV correlati in Italia. L’evento ha visto riuniti esperti di sanità pubblica, clinici, epidemiologi e professionisti della prevenzione per confrontarsi sulle politiche vaccinali e sulle azioni necessarie a raggiungere i target fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalla Commissione europea per l’eliminazione del carcinoma cervicale e delle patologie HPV correlate. Al centro del dibattito: il rafforzamento delle strategie di prevenzione attraverso i tre pilastri indicati a livello internazionale: vaccinazione, screening e presa in carico delle pazienti con patologia cervicale.
La giornata si aperta con i saluti istituzionali dell’assessore alla salute e politiche sociali della Provincia di Trento Mario Tonina, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa come occasione di confronto e crescita condivisa. «La vaccinazione contro l’HPV è una scelta strategica che guarda al futuro della nostra sanità pubblica; per questo come Giunta abbiamo adottato con convinzione nel 2024 una delibera che ha esteso la gratuità della vaccinazione a nuove le fasce d’età». L’assessore ha ribadito come la politica debba dimostrare concretamente di credere nella prevenzione: «La vaccinazione è uno strumento potente, che dobbiamo sostenere garantendo accesso, equità, adesione e informazione. In questo senso abbiamo ampliato le fasce vaccinali, con l’obiettivo di rendere la prevenzione sempre più continua e inclusiva. Attraverso atti politici e finanziamenti abbiamo voluto impostare un lavoro che guarda al futuro, anche alla luce delle sfide legate alla denatalità e all’invecchiamento della popolazione, contesti nei quali la prevenzione può svolgere un ruolo decisivo. Il tema della prevenzione è strettamente legato anche alle attese nei pronto soccorso e alle liste d’attesa e deve necessariamente essere trasversale, con il coinvolgimento primario del mondo della scuola, dove la cultura della prevenzione può certamente mettere radici importanti».
A portare i saluti dell’Università di Trento è stato il prof. Vito Racanelli, che ha ricordato come la storia dell’HPV rappresenti «una storia bellissima di sanità pubblica» e ha ribadito come Scuola di Medicina e Chirurgia sia costantemente impegnata nella ricerca e nella promozione della cultura della prevenzione. Nei saluti istituzionali è intervenuto anche il presidente della Società italiana di igiene Enrico De Rosa: «Questo secondo appuntamento conferma il valore di un confronto dedicato all’HPV. L’obiettivo dell’eradicazione è ambizioso ma necessario. I dati sulle vaccinazioni tra i quindicenni sono incoraggianti, con una media nazionale intorno al 70% nelle ragazze e al 60% nei ragazzi, e alcune regioni che superano l’80%. In questo scenario, il Trentino rappresenta un esempio significativo di impegno complessivo, sia dal punto di vista organizzativo sia culturale, configurandosi come una buona pratica di riferimento a livello nazionale».
«Il progetto avviato in Trentino – ha evidenziato il direttore generale di Asuit Antonio Ferro – rappresenta un’iniziativa innovativa, che può diventare un modello anche per altri territori.
Alla base c’è un solido ragionamento scientifico, costruito insieme al Dipartimento di prevenzione, che ha guidato ogni scelta organizzativa e strategica. Si tratta di un progetto importante anche dal punto di vista dell’impegno organizzativo ed economico. La componente politica ha dimostrato grande sensibilità e visione, stanziando 10 milioni di euro in tre anni per creare una vera e propria barriera preventiva contro l’HPV e di fatto contro il cancro. È un segnale chiaro: la prevenzione è una priorità e va sostenuta con risorse adeguate. Un ringraziamento va a tutto il personale sanitario e amministrativo che ha reso possibile l’organizzazione degli open day e che ogni giorno lavora per facilitare l’accesso alla vaccinazione. Continuiamo a investire con convinzione sulla sensibilizzazione e sulla comunicazione, elementi fondamentali per raggiungere e mantenere elevate coperture vaccinali. Solo così possiamo proteggere in modo efficace la salute della nostra comunità, soprattutto delle nuove generazioni».
Momento clou della mattinata è stata la lectio magistralis dedicata all’HPV e alla salute pubblica con un focus sull’obiettivo di eliminazione, da parte di Silvio Brusaferro, già presidente dell’Istituto superiore di sanità: «Oggi – ha sottolineato ripercorrendo la storia dell’HPV – conosciamo il virus e le sue caratteristiche epidemiologiche, disponiamo di dati consolidati, mappe aggiornate e strumenti tecnologici sempre più efficaci, a partire dallo sviluppo degli screening fino alla diffusione dei vaccini. L’obiettivo dell’eliminazione è considerato concreto, anche grazie alla prospettiva della dose unica, che potrebbe rafforzare accesso ed equità». Nel suo excursus Brusaferro ha sottolineato anche l’importanza della comunicazione e della partecipazione come elementi fondamentali per raggiungere gli obiettivi di sanità pubblica.
A seguire, una panoramica sullo stato dell’arte della vaccinazione HPV in Italia e la presentazione dei risultati del progetto avviato in Trentino, che ha puntato sull’aumento delle coperture vaccinali attraverso il recupero dei non vaccinati e l’estensione dell’offerta a nuove fasce di età. Come ha spiegato la direttrice del Dipartimento di prevenzione di Asuit Mariagrazia Zuccali, «il progetto avviato in Provincia di Trento ha già registrato risultati incoraggianti, con un incremento significativo delle coperture vaccinali nelle coorti target e una buona adesione anche nelle fasce di età adulte. Dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate oltre 45mila dosi, permettendo ad alcune fasce giovanili di raggiungere già l'obiettivo prefissato dell'80% di adesione. Progressi che avvicinano il nostro territorio verso gli obiettivi fissati a livello internazionale e confermano l’efficacia di un approccio integrato basato su vaccinazione, screening e promozione della salute».
Ampio spazio è stato quindi dedicato alle lesioni HPV correlate e ai risultati della campagna vaccinale; a seguire, la tavola rotonda sulle strategie per raggiungere i target OMS ha visto le diverse esperienze regionali a confronto. La seconda parte della mattinata è stata dedicata all’epidemiologia del tumore della cervice uterina in Trentino e alle nuove prospettive legate ai tumori HPV correlati maschili, alla sorveglianza virologica e alla prevenzione dei tumori orofaringei. Nel corso della giornata si è parlato anche del ruolo della vaccinazione dopo il trattamento delle lesioni cervicali, dell’impatto della vaccinazione nella prevenzione dei condilomi e dell’evoluzione della prevenzione dei tumori HPV correlati.
La sessione pomeridiana è stata dedicata al tema della comunicazione, considerata uno strumento chiave per migliorare l’adesione alla vaccinazione. Sono state presentate le strategie di comunicazione più efficaci, con un focus sulla campagna informativa promossa in Provincia di Trento.
Ultimo aggiornamento: 17/04/2026 16:34:36

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