TRENTO - Intrattenimenti danzanti, confronto tra Associazione Pubblici Esercizi del Trentino e Polizia Amministrativa. Presente anche l’assessore Roberto Failoni
Al centro dell’incontro sicurezza, permessi, formazione e necessità di regole chiare per gli operatori. Botto: «Serve un quadro applicativo più semplice e condiviso, nel rispetto pieno della sicurezza pubblica»
L’Associazione Pubblici Esercizi del Trentino, aderente a Confcommercio Trentino, ha incontrato polizia amministrativa per un confronto tecnico sugli intrattenimenti danzanti nei pubblici esercizi. Al centro dell’incontro, la necessità di regole chiare, procedure proporzionate e strumenti autorizzativi più snelli, anche attraverso una soluzione intermedia tra SCIA 200 e SCIA 2000, nel pieno rispetto delle competenze dello Stato in materia di sicurezza pubblica. L’Associazione ha chiesto un incontro con Consorzio dei Comuni e polizia amministrativa e categorie, oltre alla predisposizione di un vademecum condiviso per gli esercenti. Attenzione anche al tema sanzionatorio, con richiesta di maggior chiarezza della prassi operativa adottata dalla polizia amministrativa nell’interpretazione di alcune regole. «Serve un quadro applicativo più semplice e condiviso – afferma il presidente Walter Botto – per tutelare sicurezza, lavoratori, clienti e imprese corrette».
L’Associazione Pubblici Esercizi del Trentino, aderente a Confcommercio Trentino, ha incontrato l’Assessore Roberto Failoni e i Dirigenti dott.ri Silvio Dalmaso e Romano Stanchina, nonché i funzionari Giovanni Renna, Salvatore Rizzo e Luigi Cofler della polizia amministrativa provinciale per un confronto tecnico dedicato alla disciplina degli intrattenimenti danzanti nei pubblici esercizi, con particolare attenzione agli adempimenti autorizzativi, ai profili di sicurezza, all’attività di controllo e alla necessità di garantire condizioni chiare e omogenee per gli operatori.
Nel corso dell’incontro è stata evidenziata anzitutto l’esigenza di individuare uno strumento autorizzativo più snello e intermedio rispetto agli attuali istituti, in particolare tra la cosiddetta SCIA 200 e la SCIA 2000, quest’ultima comunque non riferita all’attività di ballo. Una richiesta avanzata nella piena consapevolezza che la sicurezza pubblica appartiene alle competenze primarie dello Stato e che ogni semplificazione deve necessariamente muoversi dentro un quadro di responsabilità, legalità e tutela dell’incolumità delle persone.
«Il nostro obiettivo – sottolinea Walter Botto, presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi del Trentino – non è chiedere scorciatoie, ma regole comprensibili, applicabili e proporzionate. Gli esercenti che vogliono lavorare correttamente devono poter sapere con chiarezza quali permessi richiedere, a chi rivolgersi e quali adempimenti rispettare. La sicurezza resta il punto fermo: proprio per questo servono procedure chiare, non percorsi opachi o interpretazioni diverse da territorio a territorio».
Tra le proposte emerse vi è anche la calendarizzazione di un incontro condiviso tra Consorzio dei Comuni, assessorato competente, polizia amministrativa e associazioni di categoria. L’obiettivo è formare e informare tutte le parti coinvolte sulle normative da seguire, sui permessi da richiedere e sugli organi competenti per l’organizzazione di intrattenimenti danzanti, così da ridurre incertezza, errori formali e situazioni di disallineamento operativo.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema sanzionatorio. L’Associazione ha richiesto un approccio equilibrato nei confronti delle violazioni lievi, soprattutto quando riguardano pubblici esercizi che si sono dotati dei permessi necessari e hanno dimostrato volontà di conformarsi alle regole. Diverso, invece, il caso di chi aggira consapevolmente la normativa: su questo punto è stata ribadita la necessità di controlli efficaci e puntuali, per tutelare gli operatori corretti e contrastare forme di concorrenza sleale. Nel confronto è stato affrontato anche il rapporto tra pubblici esercizi, associazioni e pro loco nell’ambito di manifestazioni pubbliche, feste vigilate ed eventi di particolare richiamo ribadendo il principio: “stesso mercato, stesse regole”.
«È un punto per noi molto importante – prosegue Botto – perché le regole devono valere per tutti.
I pubblici esercizi non possono trovarsi in una posizione di svantaggio rispetto ad altri soggetti che organizzano eventi, somministrazione o intrattenimento. La concorrenza è corretta solo quando il terreno di gioco è lo stesso: stessi obblighi, stessi controlli, stessa responsabilità verso cittadini, clienti e lavoratori».
Durante l’incontro è stata inoltre condivisa l’opportunità di predisporre un vademecum operativo, elaborato congiuntamente tra associazione di categoria e polizia amministrativa, contenente le principali disposizioni e gli adempimenti necessari per organizzare intrattenimenti danzanti all’interno o in collegamento con i pubblici esercizi. Uno strumento pratico, pensato per accompagnare gli operatori e ridurre il rischio di interpretazioni errate.
L’Associazione Pubblici Esercizi del Trentino ha espresso apprezzamento per la disponibilità al confronto manifestata dalle autorità competenti e ha ribadito la volontà di mantenere aperto un canale di collaborazione continuativa con la polizia amministrativa, anche a supporto dei singoli esercenti che necessitino di informazioni o chiarimenti preventivi.
Il quadro emerso dai dati conferma, peraltro, una situazione complessivamente ordinata: lo scorso anno sono stati rilasciati circa 4.000 permessi, a fronte di una percentuale di sanzioni pari a circa il 2%, corrispondente a circa 80 provvedimenti. Un dato che, secondo l’Associazione, dimostra come la grande maggioranza degli operatori agisca nel rispetto delle norme e come sia quindi fondamentale distinguere tra chi opera correttamente e chi, invece, tenta di eludere gli obblighi previsti.
«I numeri raccontano una realtà chiara – conclude Botto –: la stragrande maggioranza degli esercenti lavora con serietà. Proprio per questo chiediamo che la parte sana del settore sia accompagnata, informata e messa nelle condizioni di rispettare le regole senza perdersi in un labirinto amministrativo. Allo stesso tempo, chi non rispetta le norme deve essere controllato, perché mette a rischio le persone e danneggia l’intera categoria».
«I nostri locali – commenta Ciro di Vito, vicepresidente dell’Associazione - non sono solo luoghi di svago, né tantomeno realtà da associare esclusivamente al rischio o al pericolo. Sono presìdi culturali e sociali, punti di riferimento fondamentali per l’aggregazione giovanile, la socialità e la vivibilità urbana delle nostre città. Ogni sera contribuiamo a creare spazi di incontro, inclusione, musica, cultura e lavoro, offrendo ai giovani ambienti in cui stare insieme in modo responsabile e sicuro. Vogliamo promuovere un’immagine delle nostre attività come luoghi accoglienti, controllati e attenti al benessere delle persone. Per raggiungere questo obiettivo, però, abbiamo bisogno di collaborazione concreta da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle amministrazioni e della comunità: sicurezza, prevenzione e vivibilità sono responsabilità condivise. Solo lavorando insieme possiamo continuare a garantire locali vivi, sicuri e capaci di generare valore sociale per il territorio».
«Serve un sistema-Paese – spiega Martina Marosi presidente SILB Trentino - che riconosca pienamente il valore economico, sociale e culturale dei locali notturni e sappia rispondere alle esigenze degli imprenditori del settore, garantendo allo stesso tempo sicurezza e legalità. Per costruire un comparto sempre più sicuro, responsabile e qualificato è necessario sviluppare un sistema di cooperazione operosa tra pubblico e privato, nel quale le associazioni di categoria possano rappresentare un punto di riferimento stabile nell’individuazione dei bisogni, delle criticità e delle aspettative delle imprese. Occorrono strumenti concreti e una collaborazione continua tra istituzioni, operatori del settore e forze dell’ordine: tavoli permanenti di confronto, canali diretti di comunicazione, linee guida condivise e iniziative coordinate di prevenzione e sensibilizzazione. Solo attraverso un dialogo costante e una responsabilità condivisa sarà possibile valorizzare una movida sana, capace di creare occupazione, socialità e sviluppo, nel pieno rispetto delle regole e della sicurezza dei cittadini».
In conclusione, l’Associazione ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sul rispetto delle regole e delle disposizioni in materia di sicurezza pubblica, anche alla luce di quanto accaduto a Crans Montana. La tutela dell’incolumità degli avventori, dei lavoratori e dei collaboratori resta infatti il principio guida di ogni possibile intervento normativo, amministrativo o organizzativo.