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Scuola dell’infanzia trentina, il personale vuole risposte

"Da troppi mesi sentono promesse a cui non seguono decisioni. Il personale delle scuole dell’infanzia è stanco e non è più disposto a fare da “parafulmine” di fronte all’indecisione dell’assessorato e all’immobilismo del dipartimento Istruzione. Di parole ne hanno sentite troppe. Pretendono fatti". Per questa ragione oggi, con Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Satos, hanno organizzato un sit in di protesta in via Gilli. Una mobilitazione che è espressione del malessere di tutto il personale.

Per insegnanti, personale d’appoggio e cuochi, il tempo dell’attesa è arrivato al limite.

"Le richieste sono semplici e concrete, già più volte espresse. Adesso pretendono risposte nel Programma Annuale e nel prossimo assestamento di bilancio.

PERSONALE SUPPLENTE: servono contratti a tempo determinato per 12 mesi (non 11 pagando parte delle ferie) e dignitosi (non 5, 7.30, 10 ore a settimana). Nessun taglio al personale, ma il mantenimento del tasso di occupazione attuale. “La scuola dell’infanzia soffre per un precariato eccessivo e ventennale. E’ urgente pensare ad assunzioni a tempo indeterminato sia in Provincia che nelle equiparate”.

INSEGNANTI DI RUOLO: per il sindacato è necessario aggiornare il contratto del personale a tempo indeterminato per riconoscere la disponibilità/reperibilità ad aprire la scuola alle 7,30 in assenza della collega, l’indennità di aiuto al coordinamento, l’indennità per chi propone le lingue. “Chiediamo all’assessora Gerosa un mandato pieno al tavolo Apran per aprire il negoziato”.

FERIE: attualmente è l’amministrazione che decide tutti i giorni delle ferie del personale e, a scuole aperte, possono essere cambiate in permesso non retribuito.
Servono ferie realmente esigibili e anche fruibili su scelta del personale; i 5 giorni di ferie con sostituzione proposte ma non accettate sono un insulto: lasciano fuori quasi tutte/i: è ora di porre fine all’attuale sistema che tiene lavoratrici e lavoratori “ingabbiati”. I sindacati chiedono, finché si lavora per 11 mesi, 15 giorni di ferie da fruire nel corso dell’anno.

CARENZA DI PERSONALE: non si trovano insegnanti per sostituire chi è assente, così si ricorre a personale con titoli diversi dai criteri utili per l’insegnamento e spesso senza laurea. Una scelta non coerente se si crede nella qualità dell’insegnamento. Persino gli uffici ed il coordinamento paga in termini di tempo dedicato inutilmente alla ricerca e di responsabilità sulla tenuta del sistema. Servono misure importanti per rendere la professione attrattiva, per non gravare sul restante personale

LE NON SOSTITUZIONI: la riduzione da 5 a 2 dei giorni per cui non è necessaria la sostituzione non è abbastanza. I sindacati chiedono stabilità organizzativa, orari stabili, continuità delle relazioni educative, sostituzioni in prima giornata, rispetto delle ore di compresenza stabilite dalla L.P.13/77 all’art.5.

UNA SCUOLA DI QUALITA’: se l’obiettivo è una scuola dell’infanzia di qualità, allora è necessario ridurre il rapporto bambini/insegnante, modificare l’attuale calendario scolastico e dare adeguata attenzione e risorse ai bambini con bisogni educativi speciali".


Infine le sigle sindacali chiedono il rispetto del contratto perché troppo spesso si trovano “soluzioni” che con il contratto non hanno nulla a che fare

Di tutti questi temi Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Satos auspicano che si apra finalmente un confronto con le assessore competenti, Francesca Gerosa e Giulia Zanotelli. “Non si può continuare a scaricare i problemi sulle spalle di chi lavora. Siamo pronti a discutere con la Giunta e chiediamo subito un incontro. Ci aspettiamo, però, la disponibilità ad un confronto serio e non pregiudiziale. Non si può parlare di centralità dell’infanzia senza garantire dignità professionale a chi ogni giorno costruisce relazioni, apprendimenti e futuro a bambine e bambini”, concludono i sindacati.
Ultimo aggiornamento: 29/05/2026 13:25

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