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Quarta Commissione, Una casa sicura per le donne vittime di violenza

​​​​Si è riunita oggi la Quarta Commissione permanente del Consiglio provinciale, presieduta dalla consigliera Maria Bosin. All’ordine del giorno l’esame del disegno di legge n. 57, proposto dalla consigliera Vanessa Masè, che introduce modifiche legislative a sostegno delle donne vittime di violenza. In audizione sono intervenuti: il Centro antiviolenza, la Commissione provinciale per le pari opportunità tra donna e uomo, e l’Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa (ITEA). Il Consiglio delle autonomie locali invierà una nota nei prossimi giorni. Sia il Centro antiviolenza che la Commissione provinciale per le pari opportunità hanno evidenziato come il testo rappresenti, in larga parte, un riordino della normativa esistente. Più critico il consigliere Paolo Zanella (PD), che ha commentato: “Molta estetica e poca sostanza. Tante soluzioni sono già in essere”. Tutti i soggetti intervenuti, tuttavia, hanno riconosciuto la positività del disegno di legge e l’importanza delle azioni previste. Vanessa Masè (La Civica): “Terremo conto delle osservazioni proposte. Il DDL avrebbe potuto fare di più? Sì, certamente. Ma stiamo uscendo dalla logica della deroga, intervenendo sulla casistica per migliorare la situazione'.​​Il Centro antiviolenza ha fornito alcune indicazioni per modificare il testo normativo (vedi allegato), accolte positivamente dall’assessore provinciale Simone Marchiori, presente in Commissione insieme al dirigente Walter Viola.​ “Ci sarà un confronto per inserire le precisazioni emerse, che sicuramente contribuiranno a migliorare la proposta” ha dichiarato Marchiori, annunciando che uno dei due emendamenti pervenuti in Commissione verrà ritirato per recepire le osservazioni presentate dagli auditi. Anche la Commissione provinciale per le pari opportunità ha espresso parere favorevole. ITEA è poi entrata nel merito delle soluzioni abitative già attivate per le donne vittime di violenza: è infatti possibile usufruire di alloggi a canone sostenibile (durata triennale, prorogabile di due anni) e di alloggi a canone concordato, concessi per 18 mesi a soggetti in particolare necessità. Una delibera della Provincia ha già ampliato la casistica di riferimento.​
Cosa prevede il DDL 57
Il disegno di legge n. 57, a prima firma della consigliera Vanessa Masè, interviene in via d’urgenza sulla legge provinciale 7 novembre 2005, n. 15, in materia di edilizia abitativa. Il provvedimento introduce tre strumenti di sostegno per le donne vittime di violenza: accesso al canone sostenibile in situazioni straordinarie di urgente necessità; accesso al canone concordato in caso di particolare bisogno; contributo per l’affitto sul libero mercato. Il DDL prevede inoltre: l’eliminazione del requisito della residenza triennale per l’accesso agli strumenti indicati; il divieto di coabitazione tra la vittima e l’autore della violenza.​ Le audizioni odierne
Commissione provinciale per le pari opportunità tra donna e uomo - “Il parere è favorevole. Si tratta di un riordino della normativa.
Ci saremmo aspettati qualcosa di più"
È intervenuta Paola Paolazzi del Centro antiviolenza, in sostituzione di Manuela Faggioni Sella. “Il DDL è positivo e il parere è favorevole – ha dichiarato Paolazzi –. Tuttavia, non introduce elementi sostanzialmente nuovi rispetto alla normativa già in vigore. Ci saremmo aspettati un intervento più incisivo, ad esempio attraverso lo stanziamento di risorse aggiuntive per nuovi alloggi in tutte le Comunità di Valle.” La Commissione ha accolto quanto espresso, riservandosi di integrare le osservazioni con un successivo contributo da parte di Faggioni.
Centro antiviolenza di Trento e Rovereto - “Attenzione a non introdurre limiti e soglie che penalizzano le vittime"
Il Centro ha depositato osservazioni puntuali (vedi allegato), chiedendo in particolare di: mantenere una definizione ampia e generale del concetto di “violenza”, facendo riferimento alla Convenzione di Istanbul; evitare l’introduzione di soglie o limiti che potrebbero ostacolare l’accesso ai contributi; considerare la deroga al requisito dei tre anni di residenza come positiva; valutare la perdita del contributo solo nel caso in cui l’autore della violenza prenda la residenza nell’alloggio dopo l’erogazione del beneficio. “È difficile intervenire in queste situazioni – ha osservato Paolazzi – L’allontanamento del violento non è sempre immediato e lo stato di famiglia non può essere utilizzato come unico parametro”.​
Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa (ITEA) - “La disponibilità degli alloggi può essere estesa per assegnazioni straordinarie”
Il direttore generale Roberto Ceccato e la dirigente Monica Valentini hanno illustrato quanto già previsto: “Sono già attivi due istituti che rispondono a esigenze di temporaneità e urgenza. Gli alloggi a canone sostenibile, della durata di tre anni prorogabili di altri due, e quelli a canone concordato, spesso rimasti liberi (perché sotto i 35 mq, privi di stanza da letto o di pregio storico), vengono allocati per 18 mesi a chi presenta bisogni particolari”.​
Le dichiarazioni
Paolo Zanella (PD): “Molta estetica e poca sostanza. Tante soluzioni sono già in essere e vengono semplicemente riordinate.”
Vanessa Masè (La Civica): “Terremo conto delle osservazioni proposte. Il DDL avrebbe potuto fare di più? Sì, certamente. Ma stiamo uscendo dalla logica della deroga, intervenendo sulla casistica per migliorare la situazione. Comprendo le critiche, e anch’io avrei voluto fare di più. Tuttavia, con gli strumenti a disposizione riusciremo comunque a progredire. Il cammino è ancora lungo.”
Eleonora Angeli (Noi Trentino): “Il tema è rilevante. Purtroppo, c’è ancora molto sommerso. Grazie alla consigliera Masè e a chi ha contribuito con competenza a questo lavoro.”
Maria Bosin (PATT): “È importante mantenere alta l’attenzione su questi temi.”​​
Ultimo aggiornamento: 27/08/2025 19:28:27
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