LOVERE - Hanno ripercorso i luoghi della 53ª Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere”, dove i partigiani combatterono, furono feriti, catturati e fucilati per conquistare la libertà: oltre 300 persone hanno partecipato oggi alle “Passeggiate resistenti verso la Malga Lunga”, iniziativa giunta alla quarta edizione e organizzata dal Comitato Provinciale ANPI di Bergamo con la collaborazione delle Sezioni territoriali.
Camminatori e camminatrici si sono messi in marcia da diversi punti del territorio (Monte Farno, Peia, rifugio San Lucio, San Lorenzo di Rovetta, Cerete Basso, Sovere, Endine Gaiano, la Forcella di Ranzanico e Scanzorosciate) dando forma a un percorso diffuso che ha attraversato valli, territori e comunità per convergere verso la Malga Lunga.
Diciotto gli itinerari proposti, differenziati per durata, distanza e dislivello, pensati per rendere l’esperienza accessibile a livelli di preparazione diversi. Tra questi, lo storico sentiero “Caslini” da Scanzorosciate, tra i più impegnativi dell’intero tracciato, affrontato alle prime ore del mattino con un cammino di oltre sette ore. Accanto a questo, il “Tormenta”, percorso che da Endine Gaiano risale verso la Malga Lunga attraversando boschi e tratti carichi di memoria.
«In un anno particolarmente significativo come il 2026, in cui si registra un numero record di iscritti su tutto il territorio provinciale e l’apertura di una nuova sezione, animata dall’energia e dall’impegno di tanti giovani, la giornata di oggi, la grande adesione riscontrata rappresenta un segnale concreto di rinnovata partecipazione. Le Passeggiate resistenti si confermano un’esperienza collettiva capace di parlare anche alle nuove generazioni, creando occasioni di incontro in cui le relazioni tra persone, comunità e territorio diventano motore di consapevolezza e responsabilità». afferma il presidente dell’ANPI bergamasca, Mauro Magistrati.
«Arrivare alla Malga Lunga da strade e paesi differenti - aggiunge - restituisce l’immagine di una memoria plurale e diffusa, che si rinnova nel tempo proprio grazie alle nuove generazioni: la Resistenza come cammino comune, fatto di impegno, partecipazione e responsabilità civile».
Il programma ha proposto percorsi differenti, creano un sistema articolato di itinerari che si snodano tra i luoghi raccontati nel volume curato da Roberto Cremaschi, coordinatore dell’iniziativa. Un progetto che, anno dopo anno, costruisce una vera e propria mappa della memoria.
«È un segnale particolarmente significativo vedere una partecipazione così ampia, che nasce dal desiderio di camminare lungo gli stessi sentieri percorsi dai partigiani, di compiere idealmente i loro passi nei luoghi in cui hanno combattuto e perso la vita per la conquista della libertà. Non si tratta di escursioni, ma di esperienze che permettono di entrare in contatto diretto con una storia che continua a interrogare il presente», osserva Cremaschi.
«Il programma si rinnova ogni anno, arricchendosi di nuovi tracciati e nuove proposte grazie al coinvolgimento attivo delle numerose sezioni locali, che contribuiscono a mantenere vivo il legame tra memoria e territorio. Alla base resta il primo sentiero, il “Caslini”, nato oltre vent’anni fa e diventato nel tempo un punto di riferimento per chi desidera avvicinarsi ai luoghi e ai valori della Resistenza bergamasca. Negli ultimi anni il progetto ha conosciuto un’evoluzione significativa, ampliando la propria capacità di accoglienza e partecipazione. I tracciati partono da località diverse, permettendo a ciascuno di scegliere il percorso più adatto e rendendo l’esperienza accessibile a un pubblico ampio, anche a chi si avvicina per la prima volta. È un modo concreto per rendere la memoria condivisa, aperta e praticabile», conclude Cremaschi.
All’arrivo, ad attendere i camminatori e le camminatrici, oltre al ristoro della Sezione ANPI “G. Brasi” di Scanzorosciate, l’installazione commemorativa sotto il porticato, con la frase di Italo Calvino: “La Resistenza rappresentò la fusione tra paesaggio e persone” e i numeri, posti sulle otto colonne, a ricordo del combattimento del 17 novembre 1944.
Aperto anche il Museo multimediale della Resistenza, oggetto del progetto di riallestimento ancora in corso ed entrato a far parte della rete «Paesaggi della Memoria», che riunisce musei e luoghi impegnati nella trasmissione della storia dell’antifascismo, della deportazione, della Resistenza e della Liberazione.