TRENTO - "A metà Olimpiadi,credo sia utile tornare su un punto che avevo segnalato prima dell’inizio dei Giochi: la sfida non è solo organizzare, ma accogliere.
Lo dico anche con orgoglio: questi Giochi ci stanno dando emozioni vere e fa piacere vedere atleti e delegazioni di tutto il mondo raccontare sui social, con entusiasmo, luoghi come Predazzo e Tesero. È un patrimonio di immagine che vale molto oltre i giorni delle gare, e che va tutelato.
In questi giorni stanno emergendo riscontri sempre più chiari. La stampa racconta di famiglie e appassionati che restano fuori dagli impianti o rinunciano per il costo complessivo e per i vincoli di accesso. E lo stesso tema è stato richiamato anche dagli atleti: il trentino Pietro Sighel, medaglia d’oro, ha osservato che spendere cifre importanti per una sola giornata “fa riflettere”, mentre la campionessa Sofia Goggia ha parlato di un possibile “disincentivo” rispetto a quanto accade in Coppa del Mondo.
Non è polemica: è la fotografia di una percezione che, se non governata, rischia di trasformare un evento straordinario in un’esperienza vissuta come distante dai territori ospitanti e dai residenti.
Da consigliere provinciale, voglio riconoscere una scelta importante della nostra Giunta: garantire la gratuità del trasporto pubblico durante Olimpiadi e Paralimpiadi è un segnale concreto di attenzione verso residenti e visitatori e va nella direzione giusta, perché incentiva davvero una mobilità più ordinata e sostenibile.
Proprio per questo, però, si pone un tema molto concreto che riguarda le località trentine: i Park & Ride con parcheggi obbligatori a pagamento e relative regole. È una scelta operativa dell’organizzazione, non una decisione della politica provinciale. Le cronache di queste ore mostrano che, anche dove il Park & Ride è gratuito, senza una gestione efficace dei flussi e un trasporto pubblico davvero lineare si rischia comunque la congestione: il punto, quindi, non è fare “tifoserie” tra modelli, ma evitare che un costo percepito come fuori scala – 40 euro per lasciare l’auto in un prato tra Predazzo e Moena – diventi il simbolo di un evento “per pochi” o, peggio, un “caso” mediatico. Basta poco: un video o un post che rimbalza online, e ciò che resta non è la bellezza dei luoghi ma l’idea di un territorio che fa pagare caro ogni passaggio. Se la linea è puntare sui mezzi pubblici (e giustamente lo è), allora servono scelte e comunicazione coerenti: regole semplici, accesso chiaro e correttivi che non scoraggino soprattutto famiglie e residenti.
Per questo lo ribadisco con spirito costruttivo: non è un intervento “contro” le Olimpiadi. Al contrario, è un invito a fare ora ciò che è ancora possibile per tenere insieme sicurezza, organizzazione e buon senso. Rendere più lineare e sostenibile l’accesso, comunicare con chiarezza le regole e adottare correttivi tempestivi significa proteggere l’eredità più preziosa per le nostre valli: reputazione, passaparola e voglia di tornare", di Claudio Cia, consigliere porovinciale di Trento