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Nuove lauree magistrali infermieristiche a indirizzo clinico

Le nuove lauree magistrali infermieristiche a indirizzo clinico segnano uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni per la professione. I primi dati indicano almeno 3.300 candidati per 759 posti messi a disposizione dai primi 13 Atenei, oltre quattro aspiranti per posto, con particolare interesse per Cure intensive ed emergenza, Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità e Cure neonatali e pediatriche.
La riforma trova il proprio riferimento nel Decreto ministeriale n. 159 del 6 febbraio 2026 del Ministero dell'Università e della Ricerca, che ha modificato la classe delle lauree magistrali delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, aprendo la strada allo sviluppo di competenze cliniche avanzate e specialistiche.
«Gli infermieri stanno dimostrando di voler investire nella propria crescita professionale. Adesso il Servizio sanitario nazionale deve essere pronto a utilizzare e riconoscere queste nuove competenze. Alla riforma universitaria deve corrispondere un'evoluzione altrettanto concreta dell'organizzazione del lavoro», afferma Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale del COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie.


DALLE NUOVE COMPETENZE AL PERCORSO PROFESSIONALE
I nuovi percorsi formativi delineano professionisti chiamati a esercitare competenze clinico-assistenziali avanzate nella gestione di processi complessi. Come emerge dagli obiettivi formativi pubblicati dagli Atenei che li hanno attivati, tra cui Sapienza Università di Roma, vengono sviluppate competenze nell'assessment clinico avanzato, nella pianificazione dell'assistenza complessa, nella gestione del rischio, nell'utilizzo di tecnologie specialistiche, nella leadership clinica e nella ricerca.
«Non avrebbe senso formare professionisti con competenze cliniche avanzate e poi utilizzarli esattamente come prima, senza responsabilità definite, un percorso professionale riconoscibile e un'adeguata valorizzazione economica», sottolinea Ceccarelli.
Il CCNL Comparto Sanità 2022-2024 offre già una base: gli incarichi professionali di media ed elevata complessità riguardano attività con rilevanti contenuti professionali e specialistici, anche clinico-assistenziali, e possono comprendere responsabilità di risultato. Nelle selezioni vengono inoltre valutati esperienza, titoli, formazione e qualificazione, valorizzando anche la laurea magistrale o specialistica.


INCARICHI ALMENO DI MEDIA COMPLESSITÀ
La proposta del COINA è ricondurre le funzioni cliniche specialistiche a incarichi professionali almeno di media complessità, con possibilità di accesso all'elevata complessità in presenza di responsabilità trasversali, gestione di processi clinico-assistenziali complessi, consulenza specialistica, formazione, ricerca o responsabilità di risultato su più strutture o percorsi aziendali.
I valori previsti sono da 4.000 a 9.500 euro annui lordi per la media complessità e da 9.501 a 13.500 euro per l'elevata, su tredici mensilità.
«È su questi livelli che bisogna costruire la valorizzazione di chi viene realmente impiegato nell'esercizio di competenze cliniche specialistiche.
Maggiore formazione, funzioni e responsabilità devono trovare un riconoscimento professionale ed economico coerente», evidenzia Ceccarelli.


NESSUN AUTOMATISMO, SERVONO REGOLE NAZIONALI
Il conseguimento della laurea magistrale non deve comportare automaticamente l'attribuzione dell'incarico. Per il COINA occorrono criteri nazionali trasparenti e omogenei, che tengano conto della formazione specialistica, dell'esperienza maturata nell'area clinica, degli ulteriori titoli, della valutazione professionale e soprattutto delle responsabilità concretamente attribuite.
«Il titolo non deve produrre automatismi, ma neppure rimanere senza una reale prospettiva di crescita professionale», chiarisce Ceccarelli.


TUTELARE LE COMPETENZE GIÀ ACQUISITE
Sarà indispensabile anche una disciplina transitoria per gli infermieri che già svolgono attività specialistiche e hanno costruito le proprie competenze attraverso master, formazione post-base ed esperienza professionale.
«La nuova carriera clinica deve guardare al futuro senza cancellare quanto è stato costruito negli anni. Le competenze specialistiche già maturate nel SSN devono essere riconosciute attraverso criteri transitori equilibrati», prosegue il Segretario Nazionale.
Funzioni, obiettivi e responsabilità dell'infermiere specialista dovranno inoltre essere formalmente individuati nell'ambito dell'ordinamento professionale e dei percorsi clinico-assistenziali aziendali.
«Se una funzione specialistica viene attribuita ed esercitata, deve essere formalizzata, graduata e riconosciuta anche economicamente», rimarca Ceccarelli.


IL PARADOSSO: L'ASSISTENTE INFERMIERE HA GIÀ UNA COLLOCAZIONE, GLI SPECIALISTI CLINICI ANCORA NO
C'è poi un paradosso che, secondo il COINA, non può essere ignorato. Il CCNL 2022-2024 ha già previsto il profilo dell'Assistente infermiere, collocandolo nell'Area degli Assistenti, ruolo sociosanitario, dopo l'istituzione della figura attraverso gli Accordi Stato-Regioni del 2024 e il successivo recepimento con DPCM.
Al contrario, mentre sono partiti i percorsi universitari delle nuove lauree magistrali cliniche, non esiste ancora uno specifico inquadramento per queste competenze avanzate.
«Per l'Assistente infermiere è stata costruita una collocazione precisa, mentre per gli infermieri che stanno entrando nei nuovi percorsi magistrali clinici non è stata ancora disegnata una vera carriera», afferma Ceccarelli.
«Queste nuove competenze non devono finire indistintamente nel grande calderone del Comparto. Gli incarichi di media ed elevata complessità possono rappresentare una risposta immediata, ma occorre costruire una prospettiva di carriera clinica che, in presenza di competenze avanzate e responsabilità coerenti, trovi il proprio naturale sviluppo nell'Area della dirigenza delle professioni sanitarie», aggiunge il Segretario Nazionale.


«ORA SERVE UNA VERA CARRIERA CLINICA»
Per il COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie, la riforma universitaria deve quindi diventare l'occasione per costruire una carriera clinica infermieristica parallela a quella organizzativa.
«La professione infermieristica sta cambiando. Il prossimo rinnovo deve definire requisiti, incarichi, responsabilità e trattamento economico, costruendo finalmente un percorso coerente con le competenze avanzate che il sistema universitario sta formando», conclude Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale del COINA.

Ultimo aggiornamento: 02/10/2026 12:01

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