SALÒ (Brescia) - I carabinieri della Stazione di Salò hanno tratto in arresto tre cittadini pakistani, residenti in diversi comuni della Lombardia, ritenuti responsabili dei reati di sequestro di persona e violenza privata aggravata.
L’operazione è scattata ieri mattina, a seguito di una tempestiva segnalazione giunta al Numero Unico di Emergenza 112 da parte di un passante. L'interlocutore riferiva di aver notato, in piazza Carmine, tre individui bloccare con la forza un uomo che viaggiava a bordo di una bicicletta, costringendolo con forza a salire su un'autovettura station wagon di colore grigio allontanatosi a forte velocità.
Sul luogo dell'aggressione rimanevano la bicicletta e le calzature della vittima, perse durante le fasi concitate del sequestro.
Le immediate ricerche diramate dalla Centrale Operativa di Salò hanno consentito alle pattuglie dell'Arma di rintracciare e fermare il veicolo segnalato, intercettato mentre transitava nuovamente nell’area. A bordo del mezzo gli operanti hanno identificato i tre presunti aggressori e la vittima — un connazionale classe 1987, residente a Salò — conducendo tutti i soggetti presso gli uffici della caserma della Compagnia di Salò.
Dai successivi approfondimenti investigativi e dalle dichiarazioni rese dalla persona offesa è emerso che il grave episodio era scaturito da dissidi di natura familiare. A scopo ritorsivo e coercitivo, i tre uomini avevano bloccato il 39enne, percuotendolo e minacciandolo con un grosso coltello per circa un’ora e mezzo per costringerlo, mentre si trovava in ginocchio, a dichiarare di essere omosessuale, riprendendo l'intera scena con uno smartphone al fine di ricattarlo con la minaccia di diffondere il video in rete. Nel corso delle attività, i Carabinieri hanno sottoposto a sequestro lo smartphone in uso a uno degli arrestati, all'interno della cui memoria sono stati rinvenuti numerosi filmati dell'aggressione, nei quali si documentano le percosse e le minacce con l'arma da taglio ai danni della vittima.