MILANO - Un no fermo e categorico alla gestione accentrata delle risorse europee. Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, è volato a Bruxelles per ribadire la propria netta contrarietà alla centralizzazione dei fondi di coesione durante un incontro bilaterale con Kata Tüttő, presidente del Comitato europeo delle Regioni. Al vertice ha preso parte anche il sottosegretario lombardo con delega alle Relazioni internazionali, Raffaele Cattaneo.
«La centralizzazione dei fondi di coesione è una scelta che fin dal primo momento ho definito assolutamente inaccettabile, contraria a ogni logica e contraria alle Regioni», ha esordito il governatore lombardo a margine dell'incontro.
Secondo Fontana, il nuovo approccio rischia di frenare lo sviluppo dei territori più virtuosi: «Si tratta di una decisione che non permette di portare avanti tutte quelle politiche così apprezzate dalle nostre attività produttive e dai nostri centri di formazione, che consentono alla nostra regione di essere la locomotiva d'Italia e una delle locomotive d'Europa».
La preoccupazione principale riguarda l'assetto stesso della manovra, che si configurerebbe come una "doppia centralizzazione": da un lato le risorse assegnate agli Stati nazionali, dall'altro i fondi trattenuti e gestiti direttamente dalla Commissione Europea. «Senza dubitare che le risorse saranno gestite bene - ha sottolineato Fontana -, mi chiedo come si potrà procedere nel modo migliore senza un progetto complessivo, come quello previsto dalle politiche di coesione, che ha una sua logica precisa ed è rispettoso di tutti i Paesi. Per un autonomista e federalista come me, una situazione di questo genere rischierebbe veramente di portare a una regressione inaccettabile, anche da un punto di vista politico».
Il pressing istituzionale lombardo ha coinvolto anche Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea per la Coesione e le riforme, in un successivo faccia a faccia. Le prospettive di una retromarcia totale, tuttavia, appaiono al momento remote. «Fitto non ha prospettato grandi possibilità di cambiamento - ha ammesso in chiusura il presidente Fontana -. Abbiamo parlato di qualche modifica più limitata, questioni che potrebbero essere utili ad alcune regioni. Ciò non toglie che noi continueremo a combattere e difenderemo ancora con più forza le nostre idee».