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"Dal campo alla tavola: i consumatori non vogliono cibo prodotto con lo sfruttamento"

"C'è una soglia oltre la quale lo sfruttamento, già inaccettabile di per sé, si trasforma in barbarie. Quella soglia è stata tragicamente varcata ad Amendolara, in Calabria, dove quattro braccianti agricoli — tre afghani e un pakistano — sono morti bruciati nella loro automobile dopo settimane di lavoro nei campi tra la Sibaritide e la Piana del Metapontino. Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, le vittime avevano lavorato prima completamente in nero e successivamente con rapporti formalmente regolarizzati, senza però ricevere quanto spettava loro. Avevano chiesto il pagamento del lavoro svolto, avevano chiesto diritti, avevano chiesto dignità. In risposta avrebbero trovato violenza, intimidazione e morte. Federconsumatori del Trentino esprime profondo dolore, orrore e sdegno per una vicenda che rappresenta una delle manifestazioni più brutali del caporalato e dello sfruttamento lavorativo nel nostro Paese. Non si tratta soltanto di una questione che riguarda il lavoro. Riguarda anche i consumatori. Ogni volta che acquistiamo fragole, pomodori, agrumi o altri prodotti agricoli abbiamo il diritto di sapere che ciò che arriva sulle nostre tavole non è il risultato di sfruttamento, violenza, ricatti e condizioni di semi-schiavitù. I cittadini non vogliono essere complici inconsapevoli di un sistema criminale.
Eppure, senza adeguati strumenti di trasparenza, rischiano di diventarlo.
Per questo Federconsumatori ritiene necessario e urgente:
  • introdurre una etichettatura sociale obbligatoria, capace di certificare il rispetto dei diritti dei lavoratori lungo l'intera filiera produttiva, la regolarità dei contratti, il rispetto delle norme sulla sicurezza e delle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti;
  • intensificare il contrasto alle organizzazioni criminali che gestiscono il reclutamento illegale dei lavoratori migranti e il loro impiego in condizioni disumane;
  • promuovere strumenti che consentano ai consumatori di effettuare scelte di acquisto realmente consapevoli e responsabili.
Di fronte a fatti come questi, il continuo richiamo all'eccellenza del Made in Italy rischia di assumere contorni paradossali. L'eccellenza non può essere misurata esclusivamente dalla qualità del prodotto finale o dai risultati economici delle esportazioni. Deve essere valutata anche in base alle condizioni di chi quel prodotto lo raccoglie, lo coltiva e lo rende possibile. Anche il Trentino, territorio spesso presentato come modello di benessere, qualità della vita ed eccellenza agroalimentare, non può considerarsi estraneo a queste riflessioni.
Nel corso degli anni non sono mancati episodi di sfruttamento lavorativo in agricoltura, situazioni di lavoro irregolare e criticità legate alle condizioni abitative e contrattuali di parte della manodopera stagionale. Non siamo di fronte alle stesse dinamiche criminali emerse in Calabria, ma sarebbe un grave errore pensare che il problema riguardi esclusivamente altre regioni del Paese. Lo sfruttamento nasce ogni volta che la ricerca del massimo profitto prevale sulla dignità della persona, indipendentemente dalla latitudine. Proprio per questo il Trentino non deve limitarsi a considerarsi estraneo al fenomeno. Al contrario, può e deve diventare un laboratorio di trasparenza, legalità e responsabilità sociale, promuovendo filiere agricole sostenibili non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sotto il profilo dei diritti dei lavoratori. Troppo spesso il dibattito pubblico celebra record turistici, crescita dell'export agroalimentare e buoni indicatori economici. Ma una società si misura soprattutto da come tratta i lavoratori più fragili e vulnerabili, non soltanto dai risultati che esibisce. Il benessere non può essere considerato tale se viene costruito, anche solo in parte, sulla vulnerabilità di chi raccoglie i prodotti che arrivano sulle nostre tavole. Se vogliamo che il Made in Italy e le produzioni trentine continuino a rappresentare un motivo di orgoglio, dobbiamo avere il coraggio di affermare un principio semplice ma fondamentale: nessuna eccellenza può poggiare sulla schiavitù, sullo sfruttamento o sul sangue di chi lavora":


Federconsumatori del Trentino
Ultimo aggiornamento: 03/06/2026 20:40

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