DARZO (Trento) - Una giornata capace di unire l’emozione del ricordo e la concretezza di nuovi progetti turistici e culturali. Le comunità di Storo e di Darzo si sono strette oggi attorno al proprio sito minerario in località Marìgole (1100 metri di quota) per la tradizionale Festa in Montagna, quest’anno coincisa con l’inaugurazione ufficiale degli importanti lavori di ristrutturazione che hanno ridato vita ad alcuni storici edifici e alla galleria Santa Barbara. L’evento, ideato e promosso dall’Associazione Miniere Darzo APS, ha visto la partecipazione corale di cittadini, ex lavoratori, istituzioni, imprese e partner culturali, tutti uniti nel celebrare lo sviluppo di un patrimonio unico che ha segnato la storia socio-economica del Trentino sud-occidentale.

“Il recupero del sito delle Miniere di Darzo dimostra come la memoria storica possa trasformarsi in un motore di sviluppo culturale e turistico per le nostre valli. La Provincia crede fortemente in questi progetti, che sanno mettere in valore, anche per le future generazioni, le specificità dei territori, inserendoli in una rete museale d’eccellenza. Qui si concretizza un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, che innova le pratiche e diffonde il senso di responsabilità di custodire in modo attivo il patrimonio comune. Tutto questo, però, non sarebbe stato possibile senza l’instancabile passione delle volontarie e dei volontari dell’Associazione Miniere Darzo. A loro, che da anni difendono con una tenacia straordinaria la memoria del duro lavoro che si svolgeva in questi luoghi, va il grazie più sincero - ha sottolineato l’assessore provinciale all’istruzione e cultura, Francesca Gerosa -. Un valore aggiunto fondamentale è poi la collaborazione con il Polo Veronesi di Rovereto: l’installazione permanente svelata oggi non è solo uno splendido manufatto di design, ma il simbolo tangibile di un vero passaggio di testimone tra generazioni”.
Un traguardo raggiunto grazie a una virtuosa sinergia pubblico-privata che ha coinvolto la Provincia autonoma di Trento, il Comune di Storo, la Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella – determinante con il Bando Crowdfunding –, l’ApT Campiglio e l’Asuc Darzo. L’intervento di ristrutturazione, del valore complessivo di 752 mila euro, è stato finanziato con 457 mila euro (60%) dalla Provincia autonoma di Trento attraverso l’assessorato alla cultura, 245 mila euro (33%) dal Comune di Storo, 20 mila euro (3%) dalla Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella e i restanti 30 mila euro (4%) dall’Associazione Miniere Darzo APS attraverso autofinanziamento, raccolta fondi e donazioni.
“Siamo molto soddisfatti perché questa inaugurazione segna la riapertura di un sito che ha dato tanto alla comunità di Darzo e di Storo, creando sviluppo economico e opportunità di lavoro in un territorio allora prevalentemente contadino - le parole del sindaco di Storo
Nicola Zontini -. È anche l’occasione per ricordare le generazioni di lavoratori e le famiglie che hanno contribuito alla crescita della nostra comunità, assieme alle attività artigianali che all’epoca nacquero attorno al sito minerario. Con l’apertura del polo museale si aggiunge inoltre una nuova proposta culturale e turistica per la Valle del Chiese e l’intero ambito Campiglio Dolomiti, valorizzando ulteriormente l’offerta del territorio”.
“Questo momento è importante per almeno due ragioni: da un lato la chiusura di un cerchio che oggi connette le attività a forte impatto sociale e ambientale del secolo scorso con il presente e futuro di un luogo culturale orientato alla sostenibilità.