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Welfare-impresa-lavoro: quali applicabilità nell’era dell’AI?

Un incontro per calare le Tesi di Laurea Magistrale vincitrici del Premio Ucid 2025-2026

TRENTO - Ucid incontri welfare-impresa-lavoro: quali applicabilità nell’era dell’AI? Un incontro per calare le Tesi di Laurea Magistrale vincitrici del Premio Ucid 2025-2026 nella realtà lavorativa rispettando i valori cristiani e il bene comune Riprendono le numerosi iniziative di UCID Trento nella logica della continuità e dell’approfondimento delle tematiche che intrecciano le riflessioni di Papa Leone XIV e lo sviluppo tecnologico.

Il focus dell’incontro è il collegare le tesi magistrali dei vincitori del premio Ucid 2025-2026 con ciò che nel mondo reale già applica e fa proprio delle nuove tecnologie AI. Ciò che già vediamo nell’inserimento dell’Intelligenza Artificiale nel mondo delle professioni giuridiche e delle imprese agricole dal punto di vista di chi vi opera viene messo a confronto con la nuova futura classe dirigente delle imprese. Sono stati coinvolti, in questa sede, i vincitori ex aequo del Premio Ucid 2025-2026.

La dottoressa Denise D’Alessio e l’ingegner Andrea Lorenzetti hanno conseguito entrambi la Laurea Magistrale presso l’Università di Trento, partner del Premio UCID già dal suo esordio tre edizioni fa. I due vincitori sono stati supportati da un esperto che opera nel campo di pertinenza delle tematiche delle Tesi di Laurea Magistrale. Ogni esperto ci illustra scenari e applicabilità di ciò che le tesi hanno approfondito (foto credit Roberta Casagrande).

Il Presidente di Ucid Trento, dottor Sandro Zeni ribadisce la visione profonda che anima questo confronto fra giovani studiosi, esperti e gli imprenditori e dirigenti presenti all’evento: «La nostra azione si fonda su una visione antropocentrica. In questa fase di profonda transizione, interrogarsi sulla responsabilità sociale d'impresa diventa un dovere imprescindibile.

Ucid risponde a questa urgenza attraverso il principio della restituzione e del pieno compimento della vocazione territoriale, convertendo il patrimonio ereditato in valore concreto per la collettività. Sostenere le nuove generazioni con trasparenza e rigore è la chiave per formare la classe dirigente del domani. Continuate e continuiamo a interrogarci e a promuovere la responsabilità, poiché la vera crescita di una comunità si realizza quando il traguardo del singolo diventa un beneficio condiviso».

L’AI, le richieste di asilo e il Regolamento UE detto AI Act
La dottoressa Denise D’Alessio nella sua tesi ha affrontato il tema dell’uso dell'intelligenza artificiale richieste d’asilo, sottolineando che questo collide con il giudizio umano. Mentre l'uomo coglie le sfumature della vulnerabilità individuale, gli algoritmi operano su logiche rigide e opache ("scatole nere") che cancellano il diritto alla motivazione. Per questo, l'IA non deve sostituire il giudizio dell'uomo, ma rimanere un semplice strumento di supporto. Dottoressa Denise D'Alessio • «L'intelligenza artificiale è un sistema di supporto sia nella valutazione di richieste di asilo che nelle aziende, ma spesso c'è la tendenza a pensare che la sua valutazione sia corretta e l'essere umano che dovrebbe giudicare diventa un decisore silente perché si fida ciecamente della tecnologia.» • «Il welfare aziendale nasce perché l'impresa si prende cura del dipendente nelle sue fragilità, ma per farlo deve conoscere gli algoritmi che usa e riprendersi la responsabilità decisionale.» L’intervento dell’Avv. Maurizio Roat, noto professionista trentino, esperto di AI in ambito legale, ci porta a cogliere le specificità dell’AI Act e dell’applicazione con il recentissimo D. Lgs 160/2026 in relazione alle problematiche sollevate nella tesi.

L'AI Act (Regolamento UE 2024/1689) è la prima legge completa al mondo sull'intelligenza artificiale, entrata in vigore il 1° agosto 2024 e pienamente applicabile con le nuove regole di trasparenza dal 2 agosto 2026 che ha implicazioni nella vita aziendale e personale di ciascuno di noi. Tutele e obblighi che hanno l’intento di proteggerci e che sono unici al mondo nel loro genere.
Avvocato Maurizio Roat • «L'AI Act del 2021 dell'Unione Europea, trasformato in legge delega dall'Italia nel 2025 e in decreto legislativo il 15 settembre 2026, dice che l'intelligenza artificiale in certi ambiti può essere utilizzata solo sotto il controllo umano.» • «La normativa europea è stringente e permette di utilizzare in modo positivo l'intelligenza artificiale, tenendo sempre presente che l'uomo deve decidere eticamente come utilizzarla.»

L’Assistente virtuale AI nel campo di mele a supporto dell’agricoltore
L’ingegner Andrea Lorenzetti invece affronta un tema legato al mondo agricolo con un proposta di utilizzo dell’AI nel mondo della frutticoltura e, in particolare, delle mele che, in Trentino, rappresentano una distintività assoluta. Lorenzetti ha presentato un assistente virtuale che unisce un chatbot, collegato alle banche dati aggiornate dei fitofarmaci, a un modello di visione artificiale per riconoscere le malattie delle piante tramite foto. L'obiettivo è creare agenti capaci di riconoscere i propri errori e garantire alta qualità, dato che il rischio di inesattezze nei dati resta elevato: la tecnologia deve quindi supportare l'agricoltore, senza mai sostituirlo. Ingegnere Andrea Lorenzetti • «L'agricoltura è sempre più legata alla tecnologia. La mia tesi ha studiato un prototipo di chatbot di intelligenza artificiale chiamato Farmerbot che si interfaccia con Fitofarmaci, una piattaforma con dei dati sempre aggiornati, e con un agente artificiale che dialoga con l'agricoltore.» • «Questa tecnologia può anche contribuire a un'agricoltura più sostenibile, dimostrando come l'innovazione digitale possa diventare un supporto concreto sul campo.» A supporto dell’ingegner Lorenzetti è presente il dottor Raffaele Giaffreda esperto di AI e Agricoltura Digitale della Fondazione FBK. Giaffreda è Chief Innovation Scientist presso FBK, dove si occupa di attività di trasferimento tecnologico nel settore dell'agricoltura digitale.

Vanta una lunga e consolidata esperienza in campo agritech come ricercatore, imprenditore di startup e responsabile di progetti di innovazione. Attualmente ricopre il ruolo di Coordinatore del progetto EU AgrifoodTEF (progetto di 60 milioni di euro, iniziato nel 2023 e della durata di 5 anni, che raggruppa infrastrutture e competenze europee per la validazione in campo di soluzioni di Intelligenza Artificiale e Robotica);
Dottor Raffaele Giaffreda: «L'agricoltura sta affrontando grandi sfide, come il cambiamento climatico e l'impoverimento della fertilità, che ci impongono la necessità di produrre più cibo con meno risorse. In questo momento i monitoraggi e i dati tecnologici sono fondamentali e l'intelligenza artificiale è uno strumento che ci aiuta tantissimo, anche a prendere delle decisioni, ma occorre stare attenti a non delegare le decisioni all'intelligenza artificiale.»

«Gli agricoltori hanno anticorpi robusti perché hanno un rapporto diretto con la terra, si sentono i loro custodi. Forse per questo da parte loro c'è una resistenza verso l'intelligenza artificiale, ma quando la utilizzano la fanno con un senso di responsabilità.»
Conclude il moderatore architetto Enrico Garbari, vicepresidente Ucid con delega al Premio, nonché imprenditore di successo: “La presenza di giovani risorse uscite dalla Università di Trento a professionisti e ricercatori che utilizzano già nei loro settori specifici le nuove tecnologie è stato voluto per rendere più tangibile il momento in cui viviamo. Ogni giorno affrontiamo sia la valutazione della applicabilità di questi strumenti con le ineludibili modifiche organizzative. E quando si parla di organizzazione parliamo di esseri umani, individui e collettività. Nel caso dell’Intelligenza Artificiale sicuramente è già in corso una modifica produttiva procedurale e cambiamento radicale delle relazioni in azienda e fuori da essa. Non ne conosciamo i limiti. Per questo le nuove generazioni ci devono affiancare nel costruire uno spazio comune abitato da tecnologie e dal rispetto dell’essere umano".

Il futuro intergenerazionale per lo sviluppo e l’applicazione dell’AI nelle organizzazioni è una esigenza fondamentale per valorizzare sia l’essere umano che il bene comune."UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti): «Come UCID ribadiamo la visione antropologica globale dell'uomo, corpo e spirito indivisibile, e che l'uomo è l'unico soggetto morale. L'uomo porta in sé la fragilità, ma anche la speranza.» • «L'intelligenza artificiale è straordinaria, ma l'uomo può essere vinto da interessi e allontanarsi dalla vocazione al bene: occorre perciò utilizzarla in modo etico".
Ultimo aggiornamento: 06/10/2026 23:48

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