VAL DI SOLE (Trento) - Nuovi avvistamenti di orsi in Val di Sole dopo la serie di predazioni di quest'estate.
Dopo l'evento a Fraviano di Vermiglio, con un orso penetrato in un recinto a ridosso dell’abitato, dove erano state uccise due bovine, si sono registrati altri episodi: a Ossana il 2 ottobre e il 3 ottobre in una frazione di Dimaro, località Pont de Fer, dove una cerva è stata sbranata a poca distanza dalle abitazioni. La Forestale, avvisata della presenza della carcassa, aveva provveduto a sistemare una fototrappola.
"Su tutti questi avvenimenti l’informazione fornita dalle autorità è scarsa quando non assente, pare che l’informazione agli abitanti sulla presenza di animali pericolosi presso le loro case non venga ritenuta un dovere istituzionale.
La grande preoccupazione della meta struttura provinciale che si occupa a vario titolo gli orsi (PNAB, Servizio faunistico, Corpo forestale, MUSE) è quella di favorire la “conservazione” dell’orso", sottolinea Michele Corti, presidente dell'Associazione Nazionale Tutela Rurale.
Al Convegno internazionale sull’orso che si è tenuto a Pescasseroli dal 20 al 25 settembre scorso. I funzionati della Provincia di Trento e del Muse, nella loro relazione hanno sostenuto che non si deve escludere l’abbattimento degli orsi problematici “per mantenere il sostegno pubblico indispensabile alla conservazione a lungo termine della popolazione”.
"Viene quindi ammessa la necessità degli abbattimenti non per motivi prioritari e imprescindibili di tutela dell’incolumità pubblica ma per “conservare” una popolazione di 300 orsi - aggiuge il presidente di Associazione Nazionale Tutela Rurale - Da questa politica, che mette al primo posto l’orso, discende l’ossessiva preoccupazione a nascondere il più possibile gli episodi che contribuiscono ad aumentare l’allarme sociale".
"Nascondere il più possibile “la grana orsi” sotto il tappeto, delegate alla “struttura” le concrete scelte politiche è, nell’immediato, più facile e meno politicamente costoso. Adoprarsi per risolverlo è impresa che richiederebbe quella costante attenzione", conclude Michele Corti.