TRENTO - Giovani e sport, si investe nel futuro di un intero Paese
“Dalle medaglie olimpiche all’economia della vita” è il titolo del panel che ha visto protagonisti al Teatro Sociale
Giovanni Malagò presidente di Fondazione Milano Cortina e gli atleti medagliati
Laura Pirovano,
René De Silvestro e
Pietro Sighel, intervistati da
Marco Bellinazzo e
Maria Luisa Colledani de Il Sole 24 Ore, con la collaborazione di
Lorenzo Menghetti, giovane aspirante giornalista sportivo.

Milano Cortina è stato un successo enorme, ma la verità è che ovunque ci sia sport olimpico italiano c’è un trionfo. Al Festival dell'Economia di Trento Oggi è stato il momento di festeggiare chi questi giochi li ha organizzati ed i ragazzi protagonisti che, con le loro gesta, hanno reso orgoglioso l'intero Paese (Da sinistra
René De Silvestro; Pietro Sighel; Laura Pirovano; Giovanni Malagò; Marco Bellinazzo foto credit Alessandro Eccel - Archivio Ufficio Stampa Pat).
Il presidente di Fondazione Milano Cortina,
Giovanni Malagò, ha raccontato il retroscena diplomatico, sportivo e geopolitico che ha portato al “miracolo" Milano Cortina. "
Abbiamo costruito un’Olimpiade unica, la migliore di sempre - ha detto il presidente -. Ma sono stati gli atleti di casa a renderla un’Olimpiade speciale, una scia di emozioni che ha travolto tutto il Paese, lasciando dietro di sé nuovi tifosi e nuovi appassionati di questi sport".
Dalle medaglie olimpiche all’economia della vita
Un’esperienza unica e gratificante per
Pietro Sighel, il ventiseienne pattinatore di Baselga di Pinè, oro e bronzo olimpici nello short track a Milano Cortina 2026, con un unico rammarico per la mancata vittoria personale.
"Le Olimpiadi sono un evento straordinario che illuminano le gesta degli atleti per poi spegnersi dopo due settimane sulla normalità di una vita fatta di allenamenti sfiancanti senza gratificazioni dal punto di vista mediatico Questa è la realtà degli sport minori - ha detto Sighel
- nel mio piccolo, ho cercato di avvicinare più persone al mio sport perché credo nella sua spettacolarità.
Il vero valore - ha aggiunto il pattinatore trentino - sta proprio nel fatto che gli atleti sono spinti solo dalla passione e non da altri interessi, da qualcosa che parte da dentro e profondo e non per visibilità o per denaro".
Anche per l’atleta della Val Rendena, Laura Pirovano, le sue prime Olimpiadi invernali, sono state un’esperienza incredibile, anche senza medaglie. La grande soddisfazione per la campionessa però non ha tardato ad arrivare, con la vittoria in Coppa del Mondo 2026 di discesa femminile che ha portato alla ribalta la sua giovane carriera. Laura ha accennato anche all’importanza di far parte di un Gruppo Sportivo, il che significa poter allenarsi e nel contempo, fare il proprio lavoro, concentrati su allenamenti e gare.
"Questo ti assicura una tranquillità anche dal punto di vista economico - ha spiegato la campionessa - oltre ad una grande opportunità di essere arruolati in età molto giovane quando idee e occasioni di lavoro sono davvero poche, per non parlare dell’orgoglio di entrare in un gruppo che ti aiuta ad intraprendere una strada per il futuro, sostenendoti nel percorso verso la realizzazione dei tuoi sogni".
Grande soddisfazione anche per l’atleta René De Silvestro, oro in slalom gigante e argento in combinata alle Paralimpiadi Milano Cortina 2026. "Noi atleti paralimpici, siamo prima di tutto atleti - ha detto René - ci mettiamo tutto l’impegno possibile, non siamo degli eroi, ma persone che hanno avuto delle difficoltà che abbiamo saputo superare, come tanti nella vita. L’importante, come per ogni atleta, è fissarsi degli obiettivi e lottare per raggiungerli".
Sulla visibilità che queste Olimpiadi e le vittorie dei nostri atleti hanno portato agli agli sport paralimpici invernali, lo slalomista ha portato il suo impegno e la sua esperienza nelle scuole. "Milano Cortina - ha aggiunto - ha portato ad appassionarsi tanta gente, ha aiutato questo mio mondo e gli atleti paralimpici del futuro". Per il presidente Malagò, una domanda sull’attuale dibattito in merito alla gestione dei Giochi e alle ricadute in termini economici: "E' semplicemente una questione di scelte - ha affermato il presidente di Fondazione Milano Cortina - abbiamo voluto dare un messaggio forte al Paese, per cui abbiamo scelto il meglio, nella profonda convinzione che una spesa possa diventare un investimento, non solo per chi ha partecipato all’evento, ma per tutto il Paese".
Anche i campioni sono convinti della bontà di certe scelte come, ad esempio l’importanza delle nuove infrastrutture per il territorio, testimonianze vive anche dopo le Olimpiadi, vetrina per molti giovani attirati dall’interesse e dalla curiosità di provare, conoscere, sperimentare. Sul palco era presente anche Lorenzo Menghetti, 19 anni di Imola, uno studente di Scienze della comunicazione all’Università San Raffaele, con un interesse per il rapporto tra sport, storytelling ed economia che si è cimentato nell’intervistare i campioni presenti.