STORO (Trento) - Un tripudio di gusto, tradizioni, ma anche buona musica e divertimento: tutto questo e molto altro a Storo che nel fine settimana si è colorato del giallo ramato del suo oro - il nostrano - in occasione del Festival della Polenta 2026.

Migliaia di visitatori hanno gremito il centro del paese con l’obiettivo di degustare e scoprire i sapori e i saperi della Valle del Chiese e sulle note di un variegato intrattenimento musicale che spaziava dalle band della tradizione ai complessi più moderni è cominciata dal mattino la preparazione delle polente in concorso che a colpi di “trisa” e “forchettate” si sono contese l’ambita Ramina d’Oro.
A primeggiare dopo una giornata che ha sfornato fra le 7mila e le 8mila porzioni di polenta è stata la Polenta di Patate preparata dai Polentari Val di Ledro, che ha messo d’accordo la giuria tecnica di chef e specialisti per “la tipicità del prodotto, l'equilibrio nell'amalgama degli ingredienti e la difficoltà tecnica nell'utilizzo delle patate”.
“Questa è una vittoria per tutto il gruppo, a rendere speciale la polenta oggi è stata la nostra passione” ha aggiunto un emozionato Giorgio, alla guida del gruppo ledrense che fa ritorno in Val di Ledro con l'ambito trofeo con paiolo in rame e pannocchie intagliate nel legno.
Alla Polenta Macafana preparata con “farina, erbette e tanto amore” dalla Pro Loco di Cimego è andato il premio giuria popolare per aver conquistato il cuore, e il palato, del grande pubblico.
Menzione speciale a tutte le polente in gara e quindi anche alla Polenta Carbonera preparata dai Polenter di Storo, la Polenta e Rape preparata dalla Pro Loco di Bondo e la Polenta, molche e formaggio preparata dal Comitato Polenta e Mortadella Varone, partecipanti al concorso che hanno contribuito a renderlo memorabile oltre che estremamente appetitoso.
Le 5 polente in concorso l’hanno fatta da padrone, ma al Festival della Polenta non è mancata l’ampia scelta gastronomica con l’apprezzata proposta dei piatti unici fuori concorso in un mix di golosità da acquolina in bocca: polenta e baccalà (Pro Loco Sandrigo), polenta e cinghiale (Pro Loco Brione), polenta fritta (Agri ‘90), polenta e brasato (Amici A.D.P.), polenta e salame con la panna (Gruppo Missionario di Storo) e perfino caldarroste (Agri ‘90) e la gastronomia locale (Armando Corradi) per soddisfare le esigenze di tutti.
A condire il fine settimana del Festival della Polenta di ulteriore entusiasmo ci ha pensato il concorso “spaventapasseri in sagra” che ha visto esposti per le vie e le piazze di Storo originali spaventapasseri e premiato per originalità e cura l’installazione “attenti ai ladri!” della famiglia Zocchi.
Edizione dopo edizione il Festival della Polenta tramanda il patrimonio culinario della Valle del Chiese, un boccone alla volta. Da questa edizione ancor di più con l'entrata nel patrimonio della gastronomia nazionale.