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Il futuro delle costruzioni: a Riva del Garda torna REbuild

La tredicesima edizione del primo evento italiano che unisce imprese, istituzioni e Real Estate il 4 e 5 maggio 2027

RIVA DEL GARDA (Trento) - Il futuro delle costruzioni tra innovazione e sostenibilità dell'abitare: il 4 e 5 maggio 2027 a Riva del Garda torna REbuild.
La tredicesima edizione del primo evento italiano a unire imprese, istituzioni e Real Estate: martedì 4 e mercoledì 5 maggio 2027 REbuild riporta negli spazi di Riva del Garda Fierecongressi il confronto sull’innovazione sostenibile delle costruzioni e i nuovi stili dell’abitare.

L’obiettivo della due giorni di incontri, convegni e dibattiti è favorire il dialogo e il ragionamento sul futuro attraverso un approccio trasversale che mette in connessione una vasta community multidisciplinare composta dal mondo dell’edilizia, dalle istituzioni, dalle università e dalla finanza, alimentando un confronto che prosegue oltre i giorni dell’evento. Un serbatoio di competenze che dal 2015 unisce chi progetta, chi costruisce e chi governa le politiche della casa e che REbuild traduce in contenuti capaci di orientare il settore, mantenendo uno sguardo aperto all’Europa.

"Torniamo a Riva del Garda in un momento decisivo per il futuro dell'abitare in Italia. In questi anni REbuild ha imparato a leggere in anticipo le trasformazioni del settore, continuando a fornire strumenti concreti a chi amministra, progetta e investe. Perché il valore di una casa non si misura solo nel prezzo al metro quadrato, ma nella capacità di attivare servizi e relazioni che cambiano la vita delle persone", spiega Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi.

L'annuncio arriva mentre il Piano Casa entra nella fase operativa, con il bando da 700 milioni di euro partito a settembre per recuperare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi non assegnabili. È la prima tranche dei 970 milioni stanziati tra il 2026 e il 2030 dalla legge 116/2026, che converte il decreto approvato in via definitiva dal Senato il 1° luglio e in vigore dal 4 luglio. Seguirà un secondo bando, da 270 milioni, per l'edilizia residenziale sociale. In Italia mancano 1,3 milioni di case.

Come nel resto d’Europa, anche in Italia la questione abitativa resta un tema di stretta attualità, con oltre 9,5 milioni di immobili non occupati e una domanda che si concentra principalmente nelle aree metropolitane e nei territori più attrattivi. È qui che mancano 1,3 milioni di abitazioni accessibili, su un totale di 9,6 milioni nell'intera Unione europea.
Sono i numeri riportati nel nuovo numero di Outlook, la rivista digitale interattiva che raccoglie il lavoro dell'ultima edizione di REbuild e lo mette a disposizione di imprese, professionisti e progettisti, investitori, operatori del real estate, enti di ricerca e istituzioni. Confluiscono nella pubblicazione – disponibile prossimamente sul sito di REbuild – gli interventi degli 80 relatori, le 22 conferenze e i 3 workshop, riletti attraverso i temi che stanno cambiando l'abitare. Dalle politiche europee sulla casa ai nuovi modelli di finanza sociale, dalle regole che abilitano la rigenerazione urbana all'industrializzazione dei processi costruttivi. I dati evidenziano la dimensione finanziaria della sfida. Secondo la Banca europea per gli investimenti servono oltre 2 milioni di nuove abitazioni ogni anno in Europa fino al 2035. La Commissione europea stima che colmare il divario richieda 150 miliardi di euro l'anno nel prossimo decennio, a fronte dei 43 miliardi già mobilitati tra Pnrr e fondi di coesione e dell'impegno delle banche di promozione pubblica a investirne altri 350 entro il 2029. In Italia, intanto, oltre 60.000 alloggi popolari restano vuoti.

"L’emergenza abitativa in Italia non nasce da una mancanza assoluta di metri quadri, ma da un profondo squilibrio territoriale e sociale. Per superare la crisi dobbiamo guardare oltre i nostri confini, dove capitali come Madrid e Vienna si impongono come veri punti di riferimento internazionali nell'housing sociale. È fondamentale superare la logica del mero edificare e trasformare la casa in un’infrastruttura sociale ed economica, capace di coniugare capitali privati, politiche pubbliche e sostenibilità per offrire risposte concrete e accessibili”, sottolinea Ezio Micelli, presidente del Comitato Scientifico di REbuild e docente all'Università IUAV di Venezia.

La visione del Trentino: la casa come priorità strategica. Tra i territori che stanno elaborando nuovi modelli di risposta all'emergenza abitativa, la Provincia Autonoma di Trento si distingue per la visione innovativa alla base di Orizzonti dell'abitare in Trentino, laboratorio promosso dall'Assessorato provinciale alle politiche per la casa, in collaborazione con REbuild, per accompagnare la costruzione di una nuova normativa. Un progetto che ribalta il tradizionale approccio top-down, attivando uno spazio stabile di confronto e progettazione che passa dall’ascolto di enti territoriali, associazioni di categoria e Comuni per far emergere nuovi modelli di collaborazione tra pubblico, privato e Terzo settore.

Il processo partecipato, avviato durante REbuild 2026, prosegue tra settembre e ottobre con nuovi momenti di lavoro e arriva a un punto di sintesi il 9 dicembre, con una restituzione pubblica dei temi e degli indirizzi emersi dal percorso. Il metodo mette il Trentino alla testa della sperimentazione sulle politiche per l'abitare, con l’obiettivo di trasformare l'esperienza locale in conoscenza condivisa, contribuendo con risultati concreti al dibattito nazionale ed europeo.
Ultimo aggiornamento: 04/10/2026 00:03

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