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Codice rosso e intervento psicologi, convegno in Trentino

venerdì, 2 dicembre 2022

Quando:
2 dicembre 2022@23:00–3 dicembre 2022@00:00 Europe/Rome Fuso orario
2022-12-02T23:00:00+01:00
2022-12-03T00:00:00+01:00

Si è tenuto oggi a Trento il convegno «Il codice rosso dopo la legge 69/2019 in Trentino lo psicologo ausiliario di polizia giudiziaria e le forze dell’ordine», organizzato in chiusura di un percorso formativo interprofessionale triennale e dedicato agli psicologi dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari e alle forze dell’ordine del territorio trentino. Nel corso dell’evento è stato fatto il punto sullo stato dell’arte dell’applicazione del Codice rosso in Trentino e sono state presentate le Linee di indirizzo per l’intervento dello psicologo come ausiliario di polizia giudiziaria.

In apertura del seminario Elena Bravi, direttrice della Direzione per l’integrazione socio sanitaria, ha evidenziato: «Il convegno di oggi rappresenta l’epilogo dei primi tre anni di sviluppo organizzativo – formativo per lo psicologo, spinto a ripensarsi in dimensioni nuove e dentro reti di relazioni prima inconsuete, con forze dell’ordine e magistratura, per affrontare insieme la difficile problematica della violenza intrafamiliare e di genere. Per il gli psicologi si tratta di un impegno di grande rilevanza perché quello che serve in questi casi è la tempestività ma siamo consapevoli dell’importanza sociale e individuale di questi interventi che permettono di sostenere e tutelare le persone oggetto di violenza fin dai primi momenti delle indagini. La giornata di oggi segna anche un punto importante per la psicologia come disciplina, in quanto, per la prima volta, vengono presentate le “Linee di indirizzo per l’intervento dello psicologo come ausiliario di polizia giudiziaria”. Siamo molto orgogliosi di tagliare il traguardo di un rilevante, ancorché impegnativo, percorso di collaborazione, unico per livello organizzativo e sistematicità di intervento nel panorama nazionale.
«A nome del Consiglio di direzione – ha proseguito Bravi – voglio in questa sede ringraziare pubblicamente i professionisti dell’Unità operativa di psicologia per la disponibilità e la collaborazione data in questi tre anni, il Servizio formazione per il supporto nell’ideazione e realizzazione degli interventi formativi e il dottor Antonio Zuccaro per il prezioso supporto amministrativo-legale. È stata un’esperienza di integrazione multidisciplinare e crescita per tutti – personale Apss, forze dell’ordine e magistrati – attraverso formazione e condivisione di approcci, riferimenti culturali e metodi di lavoro».
In seguito all’introduzione della legge 69/2019 “Codice rosso” in provincia di Trento, per meglio affrontare il problema sul territorio, è stata stipulata una prima convenzione tra il Tribunale della Procura della Repubblica di Trento e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Il documento, tra le misure di prevenzione e intervento, annovera la formazione di professionisti sanitari che possano fungere da ausiliari di polizia giudiziaria a supporto della magistratura. Da allora, la convenzione tra Apss e le Procure di Trento e di Rovereto, è confermata e rinnovata ogni anno e fin dall’inizio è stato avviato di un percorso di formazione dedicato all’intera comunità degli psicologi dell’Unità operativa di psicologia dell’Apss e alle forze dell’ordine. La convenzione con le Procure, in maniera del tutto inedita, ha richiesto agli psicologi Apss di affinare capacità, di stampo anche giuridico, a supporto dell’autorità giudiziaria, per poter intervenire ogni qualvolta le forze dell’ordine presenti sul territorio ricevano una denuncia di reato ascrivibile alla legge 69. In questo contesto lo psicologo, dall’anno 2019, assume la funzione di ausiliario di polizia giudiziaria per affiancare le forze dell’ordine e la magistratura nell’esame di soggetti fragili e persone offese.
Nel 2022, fino al 30 novembre, sono state registrate 104 richieste di intervento degli psicologi Apss di cui 32.5% per ascolto di minori. Nel 2021 le richieste erano state 121, di cui un 30% per ascolto di minori, dati che sommati ai 65 interventi del 2020 sottolineano l’impegno professionale oltre alla rilevanza della collaborazione tra i vari professionisti, sanitari e non, coinvolti.



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