L'Agenda delle Valli

Lavori Consiglio provinciale Alto Adige

Inizio: 13/01/2026 dalle ore 23:00 - Fine: 13/01/2026 alle ore 23:30 IT

I lavori della sessione di gennaio del Consiglio provinciale di Bolzano sono iniziati con la trattazione delle interrogazioni su temi di attualità. Dopo la risposta a una interrogazione alla quali non era stato risposto entro i termini, relativa al progetto pilota di droni al posto di elicotteri per raggiungere i rifugi, presentata da Madeleine Rorher (Gruppo verde), in merito al quale l’ass. Christian Bianchi ha riferito che si era trattato di un progetto che aveva permesso di misurare l’efficacia del sistema, anche in relazione alla programmazione in conseguenza delle previsioni atmosferiche e alle minore emissioni rispetto agli elicotteri, che un volo di drone può trasportare fino a 100 kg, ma si potrá arrivare anche a 200, e che si è trattato di un esperimento interessante che si ripeterà nelle prossime estati, sono state presentate le interrogazioni previste per il mese di gennaio.
Con l’interrogazione Le aree militari diventano zone al di fuori del diritto?Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit), informando che un disegno di legge in discussione nella Commissione Difesa della Camera dei Deputati prevede che tutte le strutture militari siano escluse dalle leggi ambientali regionali e che siano trattate come le ex aree industriali, con semplificazione di determinati esami ambientali, e ricordando le voci in base alle quali le Acciaierie di Bolzano potrebbero essere rilevate dalla compagnia di difesa Leonardo al fine della costruzione di blindati, ha chiesto tra l’altro se la Giunta è stata coinvolta in questa intenzione, come la giudica e se sa del coinvolgimento di Leonardo. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che la Giunta segue costantemente i lavori in Parlamento, a livello europeo e regionale, in continuo scambio con i rappresentanti parlamentari. Si trattava di un disegno di legge di Forza Italia, che andava visto in un contesto europeo e non conteneva modifiche del decreto che contiene norme in materia ambientale, quindi non c’era nulla di rivoluzionario. In quanto alle acciaierie, attualmente è in corso una procedura e si deciderá poi come ci si comporterà in caso di assegnazione; Leonardo è semplicemente una dei clienti di Acciaierie. Zimmerhofer ha considerato che una politica vicina all’esercito, che porta avanti una militarizzazione e italianizzazione, comporterà molti grattacapi.
Interrogando sul Nuovo sistema telefonico dell'amministrazione provincialeJosef Noggler (SVP) ha informato che esso era stato introdotto in via sperimentale alcuni mesi fa, nella Ripartizione Edilizia abitativa, allo scopo di semplificare la gestione delle chiamate in entrata, agevolare diversi processi e alleggerire il carico di lavoro dei dipendenti: tuttavia, secondo le testimonianze di alcuni cittadini, da allora l’accesso telefonico era diventato molto più complicato e macchinoso. Considerando che questo sistema dovrebbe presto essere esteso a tutte le ripartizioni provinciali, il consigliere ha chiesto, tra l’altro, se ciò è vero, quali sono i vantaggi della misura e se si è consapevoli degli svantaggi per i cittadini. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha riferito di un progetto pilota con alcune esperienze anche non positive, aggiungendo che questo è proprio lo scopo delle verifiche; l’intenzione è di avere procedure chiare per rendere l’amministrazione piú accessibile, anche con la possibilitá di nuove prestazioni richiedibili a tutte le ore dalla piattaforma MyCivis. Un service desk garantirà un accesso telefonico in caso di difficoltà, e sarà sempre garantito il servizio in loco degli uffici., Noggler ha chiarito che per alcuni servizi questo supporto non funziona.
Sviluppando la domanda La Giunta provinciale dell'Alto Adige dispone delle informazioni necessarie per prendere le decisioni giuste o per prendere posizione nella Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province?Renate Holzeisen (Vita) ha ricordato che nelle premesse del decreto-legge n. 73/2017 (convertito con legge n. 119/2017), che ha introdotto in Italia l’obbligo vaccinale per i minori, risulta testualmente che questo si deve anche alla necessità di garantire il rispetto degli impegni assunti a livello europeo e internazionale, nonché delle strategie concordate e degli obiettivi comuni definiti nell’area geografica europea. La consigliera ha chiesto quindi quali sono esattamente e dove sono sanciti questi impegni, strategie e obiettivi, quando sono stati assunti o definiti, da quale organo e quali persone fisiche (con responsabilità istituzionale), quali consulenti li hanno consigliati, se la Giunta sa se tali impegni, obiettivi e strategie hanno subito modifiche dalla approvazione del DL n. 73/2017 e, in caso affermativo, quali. L’ass. Hubert Messner ha  riferito che il DL citato prevede un obbligo vaccinale e che rientra nelle competenze esclusive dello Stato, quindi la Provincia non ha competenza per chiedere quali sono le base giuridiche degli obblighi internazionali ed europei. Holzeisen ha ricordato che a dicembre l’ass. Messner o il pres. Kompatscher avevano approvato la proroga del piano vaccinale, e ora dire che non si era competenti era scandaloso.
Riferendosi al tema A22 e bilinguismoBernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito che in occasione delle forti nevicate del 25 novembre scorso in Alto Adige, sui pannelli elettronici dell’Autostrada del Brennero compariva la scritta “Neve, Brennero-Bolzano” e, nella traduzione tedesca, “Schnee, Brennero-Bolzano”: egli ha quindi chiesto chi è responsabile della traduzione sui pannelli elettronici e perché in questo caso è stata effettuata una traduzione errata e che cosa intende fare la Giunta affinché in futuro sia garantito il diritto a una traduzione corretta nello spazio pubblico. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto di essersi rivolto all’Ufficio questioni linguistiche e all’ufficio competente della A22: la relativa risposta sarebbe stata messa a disposizione. Zimmerhofer ha criticato che si riproponessero sempre gli stessi problemi: evidentemente c’è dietro un sistema e ci si aspetta che la gente getti la spugna.
Con l’interrogazione No al terzo mandato – motivazione dello StatoAndreas Leiter Reber (Freie Fraktion), rilevando che sono ora disponibili le motivazioni della sentenza della Consulta del 6 novembre 2025 che vieta il terzo mandato consecutivo anche per i presidenti delle Regioni e Province a Statuto speciale, poiché esso costituirebbe un principio fondamentale dell'ordinamento e sarebbe un contrappeso all’elezione diretta, ha chiesto, tra l’altro, al presidente della Provincia se ritiene questa una riduzione delle competenze di Regione e Province autonome, se, se l’articolo 47 dello Statuto è sottoposto ai “principi generali “ dell’ordinamento statale, questo vale anche per tutte le competenze della Provincia, se la Giunta si è già attivata legalmente in relazione alla sentenza e come intende muoversi, anche nel caso in cui lo Stato estendesse il limite dei mandati anche ai presidenti di Provincia non eletti direttamente. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha riferito che dopo la pubblicazione della sentenza si era pensato che ci potessero essere limitazioni anche per lo Statuto, ma per fortuna questo non era successo: la stessa Corte aveva sottolineato che si trattava di un caso particolare, e che non veniva disconosciuta la competenza legislativa generale delle Province autonome; anche il prof. Toniatti lo aveva sottolineato. Il limite nel caso di elezione diretta è a tutela della democrazia, valido anche per i sindaci. Leiter Reber ha chiesto se c’è la possibilità di limitazione delle competenze della provincia; Kompatscher ha risposto che nella sentenza si dice “Attenzione, questa è una limitazione all’autonomia, ma sempre nel caso specifico di elezione diretta”.
3.500 € per gli studenti della Claudiana - cosa ne resta?” è il titolo dell’interrogazione con cui Maria Elisabeth Rieder (Team K), ricordando che con delibera della Giunta provinciale n. 1106/2024 erano stati approvati i criteri per la concessione di un finanziamento a favore di studenti delle professioni sanitarie della Claudiana pari a 3.500 euro lordi l’anno, a fronte dell’impegno a prestare servizio a tempo pieno per tre anni presso il servizio sanitario pubblico provinciale o le RSA della provincia, evidenziava che né la delibera né i relativi criteri contengono disposizioni specifiche sul trattamento fiscale di tale contributo. La consigliera chiedeva quindi, tra l’altro, quanti studenti hanno sottoscritto la suddetta dichiarazione di impegno, come viene qualificato dal punto di vista fiscale il contributo annuo di 3.500 euro (borsa di studio, reddito da prestazioni occasionali, reddito assimilato), se esso è soggetto all’IRPEF ed eventualmente alle addizionali regionali e comunali e, in caso affermativo, a quanto ammonta l’importo netto finale e se sono previste eventuali modifiche correttive affinché l’importo promesso sia effettivamente messo a disposizione. L’sss. Hubert Messner ha risposto che si tratta di 144 studenti nel 2024 e 135 nel 2025; il contributo è assimilato al reddito da lavoro dipendente, soggetto quindi a IRPEF ed eventualmente anche ad addizionale regionale e comunale; l'importo netto dipende da vari fattori in relazione ai singoli individui. Rieder ha chiarito che la richiesta era venuta dagli stessi studenti.
Il tema della Denominazione di origine di generi alimentari è stato al centro dell’interrogazione con cui Brigitte Foppa (Gruppo verde), premettendo che tutte le persone hanno il diritto di sapere da dove provengono gli alimenti che hanno nel piatto e che la trasparenza rafforza la fiducia, sostiene l’agricoltura locale e permette decisioni consapevoli, ricordava che la legge provinciale n. 7/2023 sull’indicazione dell’origine degli alimenti nella ristorazione collettiva prevede che l’origine di carne, latte e uova sia indicata in modo ben visibile nei menu, negli avvisi o in sistemi equivalenti. La consigliera ha chiesto, tra l’altro, quanti controlli sono stati effettuati per tipologia di esercizio (ristoranti, mense, Buschenschänke/Hofschänke) a 2 anni dall’entrata in vigore della norma, quante attività erano conformi alle disposizioni e quante risultavano inadempienti, quante sanzioni sono state comminate e di quale importo, quali forme di etichettatura sono state finora applicate (etichettatura cumulativa, indicazione specifica dell’origine per ogni piatto, ecc.) e se è stata avviata una campagna di sensibilizzazione per aziende e consumatori. L’ass. Hubert Messner ha chiarito che la legge è entrata in vigore nell’agosto 2023 e la SABES ha provveduto ad adeguare il software, provvedendo entro gennaio 24; erano stati effettuati 725 controlli  nel 2024 e 2025 (l’assessore ha citato i numeri per ogni categoria), verificando 17 casi di inadempienza; le violazioni vengono sanzionate come previsto: il personale di controllo per prima cosa informa l’ufficio competente e indica un termine entro il cui adeguarsi - è stata quindi erogata una sola sanzione amministrativa di 100 €. Le verifiche riguardavano le etichettature; per il 2026 sono previsti circa 350 controlli, al pari degli ultimi anni. Attualmente non è prevista una campagna di sensibilizzazione, in quanto solo il 2,3% delle aziende sono risultate inadempienti. Foppa ha detto che come consumatrice non ha mai visto in nessuna mensa o ristorante questa etichettatura: quante volte l’aveva vista l’assesore? L’ass. Messner ha risposto che si reca raramente nei ristoranti e ha ringraziato per l’informazione: si sarebbe ulteriormente informato.
Sulla base della domanda “È questa la trasparenza che ci si aspetterebbe da un'emittente pubblica?”, Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), ricordando che alla propria interrogazione  781/25 dell’1.07.2025 con cui chiedeva i dati relativi ai canoni versati da famiglie, imprese e organizzazioni altoatesine alla RAI il presidente Kompatscher aveva risposto che tali dati sarebbero stati comunicati non appena riferiti dalla stessa RAI, alla quale erano stati chiesti, e rilevando che ancora non aveva ricevuto risposta, ha domandato, tra l’altro, in quale momento la Giunta provinciale ha richiesto i dati relativi ai canoni RAI versati sul territorio altoatesino, a quale ufficio e a quale responsabile della RAI, quale risposta ha ricevuto, se la Giunta ha sollecitato ufficialmente più volte, dopo non aver ricevuto risposta nel mese di luglio, se non è anche nell’interesse del Presidente della Provincia sapere quali canoni RAI vengono versati da privati e imprese in Alto Adige, considerando che dal 2013 la Giunta provinciale, tramite l’accordo con la RAI, paga 20 milioni di euro annui dal bilancio provinciale esclusivamente per l’emittente locale “Rai Südtirol”. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha lamentato che ci voglia così tanto tempo per avere i dati, ritenendo, come Leiter Reber, che i dati dovrebbero essere differenziati a livello regionale, cosa che si potrebbe fare tramite gli allacciamenti all’energia. Si insisterà ancora per aver i dati. Non si finanzia la Rai, la RAI viene pagata dai cittadini tramite le bollette. Leiter Reber ha riferito che anche a lui era venuto in mente di chiedere ad Alperia, ma la questione riguardava anche altri fornitori privati; ma non si tratta solo di privati, bensì anche di canoni pagati dagli alberghi: solo la categoria 3 stelle pagherebbe 1,5 mio. €. Ha chiesto di sollecitare almeno i dati da Alperia.
Riferendosi ai temi Laboratori protetti: liste di attesa - retribuzioni – personaleThomas Widmann (Für Südtirol  mit Widmann), rilevando che tali sedi offrono un contributo indispensabile alla partecipazione delle persone con disabilità, ha ricordato che nel novembre 2024 il Consiglio provinciale aveva approvato la mozione n. 161/24: “Rafforzare le officine protette e garantire personale qualificato”, e che la relazione dell’assessora competente del 20 giugno 2025 in merito era rimasta vaga, con diverse incertezze riguardo alla reale situazione dell’offerta, mentre le trattative per i contratti collettivi del personale dei servizi di inserimento lavorativo erano ancora in corso. Ha quindi chiesto, tra l’altro, quante persone risultano in lista d’attesa per i servizi residenziali e semiresidenziali nelle officine protette al 31.12.25, qual è attualmente il tempo medio e massimo di attesa, suddiviso per fascia d’età, quanti nuovi posti, residenziali e semiresidenziali,  sono stati creati nel 2025 e quanti ulteriori sono concretamente previsti per il 2026, 2027 e 2028, se le trattative per i contratti collettivi del personale dei servizi di inserimento lavorativo sono nel frattempo concluse e con quale risultato. L’ass. Rosmarie Pamer ha chiarito che le persone disabili in lista d’attesa per i servizi residenziali sono 175, per quelli semiresidenziali 85; che il tempo di attesa dipende da molti fattori, tra cui la disponibilità dei costi e la posizione in graduatoria, che è obbligatoria. Si guarda ai bisogni dei candidati; nel 2025 il numero di posti residenziali è aumentato di 7, quello di semiresidenziali di 4. Da gennaio è stata introdotta la settimana lavorativa di 36 ore, e sono state previste indennità aggiuntive per lavoro feriale e notturno.
Riferendosi all’Elenco degli autovelox in provincia di Bolzano, ed evidenziando che polizia e Comuni hanno dovuto registrare i loro autovelox, poiché in futuro potranno essere utilizzati per i controlli solo quelli che registrati, Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito che tali apparecchi, in provincia, sono 55, ma il relativo elenco è disponibile esclusivamente in lingua italiana. Egli ha quindi chiesto i motivi dell’ennesimo mancato rispetto del diritto alla madrelingua. L’ass. Ulli Mair ha risposto che la procedura per la registrazione degli autovelox è prevista da Decreto Legislativo del 2025 e da una circolare del ministero dei trasporti dello stesso anno, secondo i quali  essa è obbligatoria per l’impiego dei dispositivi; la lista non è rivolta alla popolazione, quindi non c’è stata violazione delle disposizioni sulla madrelingua.

La lingua è la chiave per l’istruzione, la partecipazione sociale e l’integrazione: lo ha detto Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) introducendo il tema della Promozione linguistica: senza adeguate competenze linguistiche, un bambino può difficilmente sviluppare appieno i propri talenti, la propria intelligenza e il proprio potenziale di apprendimento, e proprio in Alto Adige, dove coesistono più lingue ufficiali, il tema della promozione linguistica non è solo una necessità pedagogica, ma anche una necessità di politica sociale. Egli ha quindi chiesto quanti alunni altoatesini per ogni anno hanno avuto bisogno di un sostegno linguistico negli ultimi cinque o dieci anni, e quanti dovrebbero presumibilmente farvi affidamento nei prossimi anni, nonché quali misure concrete in materia di promozione linguistica sono previste in Alto Adige per i prossimi anni. L’ass. Philipp Achammer ha spiegato, per la scuola tedesca, che non ci sono i dati relativi agli alunni che hanno avuto bisogno del sostegno linguistico, mancando un criterio uniforme; ci sono solo dati relativi all'assegnazione delle risorse in riferimento ai bambini con cittadinanza estera. Anche in futuro saranno rafforzate le misure di promozione linguistica. Gli insegnanti di sostegno sono 160; ci saranno ulteriori misure come il rilevamento di dati sulle conoscenze linguistiche giá in etá da scuola dell’infanzia ai fini della programmazione e rilevamenti nelle scuole in un contesto plurilingue, anche in piccoli gruppi.
Chi fornisce consulenza al presidente della Provincia in merito ai temi da approfondire nella Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome? ” è la domanda al centro della successiva interrogazione, con la quale Renate Holzeisen (Vita), evidenziava che dalla risposta del presidente della Provincia all’interrogazione 39‑11bis‑25 risulterebbe che egli non conosce la differenza tra il Piano nazionale di prevenzione vaccinale e la fonte giuridica dell’obbligo vaccinale per i minori, poiché la domanda era riferita alla revisione periodica dell’obbligo vaccinale per i bambini obbligatoria in base al DL  73/2017, mentre nella sua risposta il presidente si era riferito esclusivamente al Piano nazionale di prevenzione vaccinale, e ricordava che il DL 73/2017 prevede la revisione periodica dell’obbligo vaccinale per i minori. Ritenendo che il presidente possa rappresentare in modo adeguato gli interessi della popolazione altoatesina nella Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome solo se dispone delle necessarie informazioni giuridiche, la consigliera ha chiesto chi consiglia lui e la Giunta sul tema dell’obbligo vaccinale per i minori e come intende evitare in futuro evidenti e gravi carenze informative. L’ass. Hubert Messner ha riposto che certamente il presidente conosce la differenza tra il piano nazionale e le fonti giuridiche, e che l’obbligo vaccinale va rivisto ogni tre anni. A oggi non c’è alcuna comunicazione ufficiale del ministero della sanitá relativa alla cancellazione dell’obbligo vaccinale aggiuntivo relativo alla legge Lorenzin, che è competenza esclusiva dello Stato: la Conferenza Stato-regioni ne viene solo informata. Holzeisen ha replicato che invece la Conferenza Stato-Regioni è coinvolta, in quanto deve rilasciare un parere, ma il presidente Kompatscher non sapeva nemmeno che l’obbligo vaccinale dovesse essere sottoposto a revisione triennale: evidentemente, anche Messner non li conosce. L’ass Messner ha replicato che “ognuno può immaginare il mondo come gli piace”. Holzeisen ha contestato al pres. Schuler, che aveva evidenziato come la sua affermazione fosse un’insinuazione, che si comportava come tutelante la SVP: egli ha chiarito che suo compito era gestire la seduta, vigilando affinché non ci fossero offese.
La Sovranità digitale in Alto Adige è stato il tema dell’interrogazione con cui Paul Köllensperger (Team K) , ricordando che Il blackout di Cloudflare avvenuto a novembre aveva mostrato la dipendenza dell’Alto Adige, e che anche Microsoft Azure e altri servizi cloud statunitensi vengono attualmente utilizzati in misura significativa dalla pubblica amministrazione locale, nonostante questi servizi statunitensi, di norma, non siano conformi al Regolamento europeo do protezione dei dati personali - GDPR., evidenziava che, nonostante la delibera di Giunta 297 del 13/05/2025, “Definizione di un modello organizzativo per l’IA e collaborazione con Microsoft ed EURAC Research”, preveda che la Provincia avvii un dialogo con i principali attori del mercato dell’intelligenza artificiale (Aleph Alpha, OpenAI, Microsoft, SAP, NOXUS, DocuWare, Hugging Face, ecc.) in un’ottica di open innovation, alla fine viene deciso l’opposto, ovvero la stipula di un Memorandum of Understanding esclusivamente con Microsoft. Egli chiedeva quindi, tra l’altro, se è garantita la compatibilità con il GDPR di tutte le piattaforme utilizzate nel settore pubblico in Alto Adige, compresi i servizi di cloud storage, dove vengono conservati i dati di cittadini e utenti, se il nuovo portale myCIVIS basato sull’intelligenza artificiale si basa sul Copilot di Microsoft e se gli utenti di myCIVIS vengono informati in modo adeguato su ciò che accade ai loro dati, perché non viene presa in considerazione OpenGPT‑X come piattaforma europea open source di intelligenza artificiale. Il presidente della provicnia Arno kompatscher ha dato lettura di una risposta, facendo riferimento tra l’altro a un modello a più piani con valutazione del rischio. I dati riferiti alle persone sono salvati all’interno della UE, per lo più in Italia;Il portale civico myCivis, basato sull’intelligenza artificiale, intende offrire servizi a misura di cittadino. Köllensperger ha chiarito che si è già molto dipendenti da Microsoft, e che mentre altri soggetti cercano la sovranità digitale, l’Alto Adige non lo fa; il responsabile francese  di Microsoft ha detto che non puó riferire dove vengono archiviati i dati. Kompatscher ha fatto riferimento a una nuova tendenza degli Stati europei verso l’indipendenza, cui ci si vuole adeguare.
Intorno al 1860 il territorio provinciale è stato rilevato e registrato su mappe cartacee per la prima volta: tuttavia, non sono state rilevate le superfici reali, bensì solo le superfici fiscali: lo ha segnalato Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) con l’interrogazione Valori catastali, ricordando che, dopo ripetute modifiche, partire dagli anni ’90 è stata avviata la digitalizzazione delle mappe: con essa sono sorti anche i problemi, poiché in occasione di eventuali ricalcoli da parte dell’ufficio del catasto i confini effettivi non coincidevano più con quelli originari, spesso con conseguenze gravi per i proprietari fondiari; le parti devono quindi trovare autonomamente un accordo, e i  mancanza di esso decide il giudice civile. Egli ha quindi chiesto perché, in caso di una modifica da parte dell’ufficio del catasto, non vengono informate entrambe le parti, ese la Giunta intende adoperarsi a questo scopo e se, qualora una delle parti fosse contraria a una modifica, non verrà apportata alcuna modifica allo status quo. L’ass. Christian Bianchi ha chiarito che il riposizionamento delle mappe rientra nella digitalizzazione dle catasto, che avviene in PIú passaggi: esso è stato avviato negli anni 90 e ha riguardato circa 700.000 particelle. Il riposizionamento non modifica lo status giuridico delle particelle, per le quali non vale la mappa catastale: essa può essere utilizzata in fase giudiziaria solo in via residuale. Il riposizionamento, quindi, non porta modifiche nemmeno a livello fiscale, ma riguarda solo la rappresentazione grafica, senza influenze sui diritti reali. Il riposizionamento ha come obiettivo una migliore qualità delle mappe catastali: annullarlo significherebbe ripristinare errori geometrici. Gli uffici del catasto non sono autorizzati a intervenire in dispute private.
Rilevando che Il profitto prevale sui diritti umaniMadeleine Rohrer (Gruppo verde) ha ricordato l’annuncio di IDM del novembre 2025 relativo alla cooperazione economica con l’Arabia Saudita, classificata come particolarmente attrattiva per le imprese locali e intende operare in modo proattivo su questo mercato. Aggiungendo che secondo l’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati (Germania, 2024), in quel Paese  “i partiti politici e i movimenti di opposizione sono vietati, le rivendicazioni delle libertà civili e il dissenso politico vengono in molti casi perseguiti penalmente. (…) persiste una discriminazione su larga scala nei confronti delle donne, e che anche il trattamento riservato dal governo alle minoranze religiose, come la popolazione sciita, nonché a un gran numero di lavoratrici e lavoratori migranti è problematico, la consigliera ha chiesto se i Sustainable Development Goals e la Strategia di sostenibilità per l’Alto Adige non valgono per l’IDM e perché la Giunta finanzia con denaro pubblico la collaborazione con un Paese che non rispetta i diritti umani. L’ass. Marco Galateo ha chiarito che SDG e strategia di sostenibilità si applicano anche a IDM, che non persegue un approccio politico ma sostiene le aziende altoatesine. In Arabia Saudita accompagna 15 aziende, con successo, ed esse apportano elevati standard ambientali, ecologici e qualitativi. La Giunta non relativizza in nessun modo la problematica situazione dei diritti umani in Arabia Saudita, ma rileva che il paese sta affrontando una trasformazione economica e sociale, ed offre prospettive di crescita interessanti, aspetto rilevato anche dalle imprese altoatesine. IDM sostiene le imprese nell’ingresso nel mercato, mentre a livello nazionale è stato organizzato dal Ministero degli Esteri  un forum con partecipazione di circa 300 aziende. Questo consente la crescita delle imprese e la garanzia di posti di lavoro  ma anche l’introduzione di standard lavorativi e ambientali corrispondenti a quelli europei, con vantaggi rispetto all’isolamento politico ed economico. Gli SDG vengono rispettati da IDM, che non fa politica.
Nel 2020, la Giunta provinciale ha approvato due nuove zone turistiche a La Valle, nonostante il parere negativo della Commissione per il paesaggio, esprimendosi a favore della realizzazione di nuovi alberghi: lo ha ricordato Franz Ploner (Team K) con l’interrogazione “Zone turistiche a La Valle”, nella quale segnalava che il prato in questione, che nel 1980 era raffigurato nel volantino elettorale di un candidato SVP,  è destinato a essere dichiarato zona turistica con la motivazione che la somma degli edifici delle due viles “Dliijia vedla/La Val Vecchia” e “Tolpei” costituirebbe un insediamento, e che la pubblicazione “Bauen im Gadertal…” di Claudia Crepaz richiama l’attenzione sulla tutela del paesaggio e dell’immagine paesaggistica, poiché da essa è possibile leggere la storia e la cultura di un gruppo etnico. Il consigliere ha chiesto quindi, tra l’altro, se i due nuclei “Dliijia vedla/La Val Vecchia” e “Tolpei” costituiscono un insediamento, se le due “viles” devono essere cancellate dai documenti ufficiali quali il libro fondiario ecc., se l’insediamento è stato creato catastalmente solo come pretesto per l’istituzione di una zona turistica, come è stata motivata la soppressione dei nuclei storici “viles” e se esiste già un progetto edilizio per la zona così individuata. L’ass. Peter Brunner ha chiarito che la decisione relativa ai confini delle zone insediabili deve ancora essere presa e che le Viles non sono registrate nei dati fondiari ma nel piano paesaggistico, esiste un parere della Commissione territorio e paesaggio e, per le Viles, un parere del 2007. La zona Tolpei è stata dichiarata non pericolosa - li esiste già una zona edificata. A ulteriore domanda di Ploner, l’ass. Brunner ha chiarito che bisognerà decidere se Le Viles sono da considerarsi insediamento, con tutte le conseguenze che ne derivano; ha ribadito che esse sono previste solo nel piano paesaggistico e non a livello fondiario.
Con l’interrogazione “Meglio pensarci prima”, Brigitte Foppa (Gruppo verde), ricordando che nel luglio 2025 il Consiglio provinciale aveva approvato la distribuzione gratuita dei contraccettivi su prescrizione medica, al fine di facilitare l’accesso alla contraccezione per i giovani, contribuendo così in modo significativo alla salute sessuale e all’autodeterminazione, sollevava dubbi sullo stato della sua concreta attuazione. La consigliera ha quindi domandato, tra l’altro, quanti contraccettivi sono stati distribuiti complessivamente dall’entrata in vigore della normativa, quali tipi di contraccettivi sono stati forniti, in quali luoghi o strutture, se esistono misure informative o di sensibilizzazione in merito. L’ass. Hubert Messner ha detto di non poter rispondere in modo specifico alla domanda; la Giunta elaborerá quest’anno le direttive relative alla legge, costituendo un gruppo di lavoro con stakeholder del settore per avviare un progetto pilota. Non ci si limiterá alla distribuzione gratuita dei contraccettivi ma si farà attività di sensibilizzazione. L’attuazione della proposta è risultata più difficile di quanto si pensava, ma il progetto va assolutamente attuato. Foppa ha chiarito che aveva posto l’interrogazione a fronte delle molte domande pervenute in merito e delle alte aspettative esistenti.
Riferendosi ai Controlli nell’edilizia abitativa agevolataAndreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ricordato che l’ Agenzia per la vigilanza sull'edilizia abitativa è un ente strumentale della provincia con l’incarico di controllare tale settore e sanzionare gli abusi. Egli ha quindi chiesto quanti procedimenti di controllo ha svolto l’Agenzia negli anni 2024 e 2025 per ogni comune, quante violazioni sono state accertate e quali sanzioni pecuniarie sono state emesse. L’ass. Ulli Mair ha risposto che negli anni 2024-25 sono stati effettuati oltre 1300 controlli, di cui 837 nel 2025, e annunciato la consegna di una tabella strutturata sui singoli Comuni; le violazioni sono state 166, di cui 119 nel 2025.
Nel novembre 2025 la Giunta provinciale altoatesina, insieme al Trentino e al Tirolo, ha organizzato una cerimonia ufficiale, ampiamente celebrata anche dai media, in occasione del 30° anniversario della rappresentanza dell’Euregio a Bruxelles: lo ha ricordato Franz Ploner (Team K), domandando chi vi aveva partecipato per conto della Giunta e del Consiglio provinciale e con quale funzione, in che modo la delegazione era arrivata da Bolzano a Bruxelles e a quali costi, quali spese relative alla celebrazione di Bruxelles erano state sostenute dalla Provincia autonoma di Bolzano, quali  dalla Provincia autonoma di Trento e quali dal Land Tirolo, se erano stati organizzati eventi collaterali e quali. Il presidente Arno Kompatscher ha chiarito che egli stesso e l’assessora all’Europa Amhof avevano partecipato, così come l’ass. Alfreider, a Bruxelles per altri impegni. Egli, così come gli altri, aveva colto l’occasione delle celebrazioni anche per altri appuntamenti a Bruxelles; erano stati utilizzati voli, auto e taxi, e i dati saranno pubblicati sulle pagine dell’amministrazione trasparente; un terzo delle spese complessive di 58.000 € erano state coperte dalla Provincia di Bolzano. C’è stato anche un dibattito sul tema dell'idroelettrico, con ulteriori spese di circa 7.000 € per organizzazione, traduzione ecc: inizia infatti il periodo delle sovvenzioni, e spesso l’idroelettrico passa in secondo piano, ma se ne è voluta sottolineare l’importanza.
Ricordando una mozione del proprio gruppo, approvata il 10 ottobre 2024, con la quale  la Giunta era stata incaricata di “perfezionare il numero telefonico per l’emergenza freddo (“Kältetelefon”) in collaborazione con il terzo settore è stata approvata una mozione del gruppo dei Verdi, con la quale”, e aggiungendo che, nella relazione in merito, l’assessora Pamer aveva riferito che da anni il punto informativo Infopoint dell’associazione Volontarius a Bolzano offre un servizio telefonico attivo 24 ore su 24, Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha chiesto qual è tale numero e dove possono trovarlo i cittadini, quante chiamate da parte di cittadini che segnalavano persone in pericolo a causa del freddo sono state registrate dall’entrata in funzione del numero telefonico, qual è la procedura prevista nel momento in cui un cittadino preoccupato segnala una persona in pericolo e se è prevista una campagna per far conoscere in modo capillare tale numero. L’ass. Rosmarie Pamer ha riposto che il numero è 0471.402338; è stato pubblicato sul sito e i veicoli dell’associazione Volontarius. Si sta provvedendo ad aggiornare il sito dell’ufficio competente, ed è prevista anche una campagna informativa; nel 2025 ci sono state 5 chiamate; altri servizi hanno fatto un maggior numero di segnalazioni, anche gli streeetworker contattano le persone interessate. Si sta lavorando a una campagna informativa per rendere noto il servizio. Foppa ha ritenuto che il numero non fosse sufficientemente pubblicizzato, e che se si chiama il 112 arriva la Polizia, che però non offre una tutela contro il freddo; si è detta molto preoccupata per come si gestisce la situazione attualmente: “È una vergogna”.
Si è così concluso lo spazio dedicato alle interrogazioni su temi d’attualità. Il  presidente Arnold Schuler ha quindi informato che il punto 2 dell’ordine del giorno (nomina di una nuova magistrata/un nuovo magistrato, appartenente al gruppo linguistico tedesco, presso il Tribunale Amministrativo Regionale - Sezione Autonoma di Bolzano, a copertura del relativo posto resosi vacante;) sarebbe stato trattato giovedì, come concordato tra capigruppo, ed è iniziata la trattazione delle proposte dell’opposizione

Nel pomeriggio di oggi è iniziata, in Consiglio provinciale a Bolzano, la trattazione delle proposte dell’opposizione. Andreas Colli (Wir Bürger - Noi Cittadini - Neus Zitadins) ha chiesto, coin la mozione n. 192/24: Revisione della legge provinciale 15 maggio 2000, n. 9 “Interventi per la protezione degli animali e prevenzione del randagismo” e del decreto del presidente della Provincia 8 luglio 2013, n. 19 “Regolamento di esecuzione in materia di protezione degli animali”, di impegnare la Giunta provinciale 1. a rivedere tempestivamente la legge provinciale 15 maggio 2000, n. 9 “Interventi per la protezione degli animali e prevenzione del randagismo” e il decreto del presidente della Provincia 8 luglio 2013, n. 19 “Regolamento di esecuzione in materia di protezione degli animali”; 2. ad avviare questo processo di revisione entro il 2026 per concluderlo entro il 2027, per poi approvare la nuova legge e il relativo regolamento di esecuzione; (il consigliere ha ritirato il punto 3.). Colli ha ricordato che la legge è stata approvata 24 anni fa e pertanto è evidente che è superata in alcune sue parti; lo stesso vale per il regolamento di esecuzione, che è stato emanato 13 anni dopo l'entrata in vigore della legge. Ha quindi segnalato di aver percepito da diversi interventi in Consiglio una notevole sensibilità nei confronti degli animali, e che con la revisione della legge e del regolamento d’esecuzione si tutelerebbe meglio il benessere degli animali, per esempio introducendo requisiti minimi per tenere un animale.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ricordato che negli ultimi 25 anni molto era cambiato nell’ambito della tutela degli animali, un tempo ritenuto tema di nicchia e considerato solo da poche persone impegnare: ora c’è maggiore consapevolezza sui diritti degli animali ed è cambiata la sensibilità, ma ancora viene fatto poco per migliorare il trasporto degli animali, e ci sono criticità anche nell’ambito degli animali domestici e di quelli da allevamento, Non basta, però, dire che è necessaria una legge, perché essa può essere buona o meno. Ogni persona eletta in Consiglio può fare una proposta, senza dare carta bianca alla Giunta: nella mozione si dovrebbe almeno indicare un orientamento.
Secondo Franz Ploner (Team K), la legge 9/2000 è effettivamente superata, e bisogna adeguarsi alle direttive europee. Ha ritenuto anche lui che Colli avrebbe potuto presentare un disegno di legge in commissione, senza dare una cambiale in bianco alla Giunta. È necessario migliorare la protezione degli animali, sia quelli domestici che quelli in agricoltura; si tratta però anche di capire come intervenire nei macelli, nel commercio o nel trasporto: una legge dovrebbe affrontare molti aspetti. Ciononostante, avrebbe sostenuto la proposta del consigliere Colli.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha affermato, tra l’altro, che la legge del 2000 è ormai molto datata e che il regolamento di attuazione è entrato in vigore solo molto tempo dopo. Il benessere animale, ha aggiunto, rappresenta una grande responsabilità per l’intera società, e il modo in cui vengono trattati gli animali dice molto di una società. La mozione è molto interessante, ma come già detto da Foppa e Ploner sarebbe stato opportuno presentare un disegno di legge. Allo stesso tempo, si sa quanto sia estremamente difficile portare avanti un’iniziativa del genere in Consiglio provinciale. Comprendeva l’approccio del collega Colli, che sosteneva che qualcosa andava fatto e avrebbe votato a favore, attendendo con interesse le mosse della maggioranza.
Waltraud Deeg (SVP) ha  confermato di aver rilevato una maggiore sensibilizzazione, in aula, sul tema degli animali, e ritenuto necessario affrontare il tema di una convivenza corretta con questi esseri viventi. Ci sono molti conflitti di interesse, e sistemi che impattano sul settore; l’agricoltura a livello europeo punta tutto all’economia, e gli allevatori non conoscono certo i loro animali per nome;
anche i sistemi di trasporto sono inaccettabili.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto che anche una mozione fosse uno strumento legittimo per intervenire in Consiglio; ha ricordato una trasferta in Assia dove era stato spiegato che in via di principio nessun documento dell'opposizione veniva approvato - tuttavia, a volte è opportuno segnalare la necessitá di intervenire in un certo ambito. Ha rilevato una grande differenza tra le tante regole che devono rispettare i piccoli contadini e il via libera che viene invece lasciato ai gruppi piú grandi, soprattutto nei trasporti; i contadini sono quelli che piúù si adoperano per gli animali, abbandonati dalla UE se si tratta del lupo. Nella mozione, Colli avrebbe dovuto indicare in che direzione modificare la legge.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha rilevato che nelle premesse si sosteneva che anche i piccoli organismi pare soffrano, ma se si sostiene questa posizione allora ci si oppone alla sopravvivenza dei contadini, che devono utilizzare fitofarmaci contro gli insetti. Nella legge nuove non bisogna prevedere, per esempio, di rispettare le mosche.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha detto che si mette nel focus centrale della politica anche il benessere degli animali, e ha fatto riferimento all’articolo 4 della legge, che prevede un ricovero per animali anche nella parte occidentale della provincia. In merito, c’è un rimpallo di responsabilità: bisogna fare un passo avanti con una nuova legge.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito a Deeg che in fatto di trasporti animali bisogna differenziare, considerando il tasporto all#alpeggio effettuato dai contadini.
Franz Locher (SVP) ha chiarito che i contadini a volte sono sovraccaricati di vincoli, pur facendo il possibile per garantire il benessere dei propri animali, cui spesso danno un nome. In quanto ai trasporti, nella UE i soldi giocano un ruolo determinante e vengono stipulati accordi orientati solo al profitto - la carne viene trasportata come merce a basso costo in altre regioni. Sotto Natale erano presenti circa 130.000 turisti, il che rendeva necessari molti alimenti, da produrre in loco; la carne prodotta è ancora troppo poca, mentre i contadini devono rispettare prescrizioni anche assurde, come chiudere la stalla per non far entrare le rondini, il che impedisce anche l’ingresso di aria. Ci vuole il coraggio di adottare delle decisioni.
Harald Stauder (SVP) ha chiarito che mentre qui si segue un approccio europeo, a poche centinaia di km di distanza l’atteggiamento verso gli animali è molto diverso, per via di un differente approccio culturale. Ha quindi ringraziato l’assessore che sta aggiornando la legge, e annunciato accoglimento della mozione di Colli, importante per la consapevolezza. Una società può essere valutata per come tratta gli animali, che non sono oggetti ma esseri viventi.
L’ass. Luis Walcher ha apprezzato i tanti interventi che rilevano come il tema sia di attualità, e aggiunto che tante energie erano investite nel suo Dipartimento per elaborare una nuova legge, perché quella attuale era ormai vecchia. Il suo disegno di legge prevedeva anche la tassa sui cani, di cui si era molto parlato. La Giunta può effettivamente essere impegnata a prendere certe misure, ed è intenzionata a produrre questo disegno di legge entro settembre. Ha quindi accolto la proposta. Andreas Colli ha ringraziato per i tanti interventi, aggiungendo che per produrre una legge accurata e lungimirante c’è bisogno di un apparato che consideri anche la situazione giuridica esistente. La mozione è stata votata per parti separate e approvata: le premesse con 26 sì (unanimità), il punto 1. e il punto 2. ciascuno con 23 sì e 3 astensioni.
(Di seguito, un confronto tra Zimmerhofer e Kompatscher su quanto effettivamente detto nell’ambito della discussione dell’interrogazione sulle aree militari, NdA)
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha quindi presentato la mozione n. 334/25: Educazione affettivo-sessuale obbligatoria in tutti i gradi di scuola dell'obbligo e nelle scuole medie di secondo grado, con la quale chiedeva di impegnare la Giunta 1. a promuovere, nel sistema scolastico provinciale, percorsi formativi e sperimentazioni didattiche permanenti in materia di educazione all’affettività, al rispetto, alla parità e al consenso, in collaborazione con i Centri antiviolenza, le associazioni specializzate e le figure professionali competenti; 2. a sostenere la formazione del personale docente e scolastico sui temi della prevenzione della violenza di genere, dell’educazione al rispetto e delle relazioni non violente; 3. a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di un approccio educativo condiviso, che non delega la prevenzione alla sola repressione, ma costruisce nel tempo una cultura della responsabilità, dell’uguaglianza e della libertà personale. Repetto evidenziando che In Italia continua a registrarsi una preoccupante frequenza di femminicidi, ha chiarito che tali episodi costituiscono l’esito estremo di dinamiche di controllo, possesso e disparità di potere che si sviluppano nel tempo e che affondano le proprie radici in stereotipi, modelli relazionali distorti e mancanza di educazione al rispetto reciproco. Numerosi studi e ricerche internazionali dimostrano come la prevenzione primaria della violenza di genere passi attraverso una solida educazione all’affettività, al consenso, alla parità e al rispetto fin dall’infanzia e lungo tutto il percorso scolastico: la Provincia, per il proprio Statuto di Autonomia e per la competenza primaria in materia di istruzione e formazione, può e deve farsi promotrice di un modello educativo inclusivo e rispettoso delle pari opportunità. Attraverso la prevenzione bisogna evitare una costruzione mentale di un certo tipo.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha sostenuto la mozione, ricordando che lo stesso Frauenmarsch aveva indicato l’educazione come uno dei modi per prevednire violenza sessuale e femminicidi. La violenza sessuale è sempre una questione di potere maschle inteso male, e l’educazione sessuale è uno dei pochi modi per prevenire. L’educazione sessuale è inoltre necessaria per poter vivere una piena consapevolezza della propria sessualità e vitalità. È compito della scuola, e non si tratta affatto di una prematura istigazione alla sessualità; non si limita al sapere biologico, ma riguarda le relazioni e la consapevolezza in senso lato. L’importanza dell’educazione sessuale è evidente se si considera cosa succedeva quando le bambine non sapevano nemmeno cosa fosse il ciclo; essa dovrebbe accompagnare tutta la vita.
La violenza sessuale in Alto Adige è in aumento, sono 132 donne che nel 2024 si sono rivolti ai centri di conslenza, ha detto Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan), rilevando ppoi il numero delle molte iniziative nelle scuole. Avrebbe sostenuto la proposta, ha aggiunto, se fosse stata davvero un efficace mezzo per opporsi alla violenza, ma tramite l’educazione sesuale si possono impedire solo pochi casi, mentre con essa si promuovono anche il cambio di sesso e le sperimentazioni; pertanto, l’avrebbe respinta.
Waltraud Deeg (SVP)  ha detto di non condividere l’interpretazione di Wirth Anderlan; si trattava di opporsi a ogni forma di violenza contro le donne e di accompagnare meglio le generazioni future, considerando l’importante ruolo che la sessualità ha nella società. La scuola è istituzione educativa, l’educazione sessuale non deve essere un tabù. Ognuna e ognuno deve porre i propri limiti. Ogni donna potrebbe scrivere in merito un libro.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento ai primi contatti con la sessualità da giovani, ricordando che durante la lezione di biologia l’insegnante aveva strappato le pagine del libro che indicavano come si sviluppa il corpo umano. La tematica è importante per contrastare la violenza sulle donne, ma il problema è che si condensa il tutto in modo ideologico, parlando di femminicidi nonostante l’’815 delle vittime siano uomini, pur essendo vero che la maggior parte degli autori sono uomini. Non è vero quindi che ci sono solo femminicidi. Preoccupa tuttavia l’introduzione dell’ideologia nelle scuole, come accaduto per esempio in Germania, dove si è arrivati a vietare il travestimento da principessa. In quanto alla violenza, non va tollerata, e vanno puniti gli aggressori, che spesso vengono invece giustificati.
Alex Ploner (Team K) si è meravigliato dei tanti pregiudizi ancora esistenti; ancora oggi ai corsi prematrimoniali ci sono persone che sanno poco del ciclo: non si puó certo affidare a questi genitori l’educazione sessuale, mentre ci sono partiti a livello nazionale che non vogliono che si insegni l'affettività a scuola. In Danimarca, essa è introdotta come materia già a 6 anni, il che ha ridotto notevolmente i casi di bullismo. Importante è coinvolgere la società.
L’ass. Philipp Achammer ha annunciato assoluto consenso, rilevando che in quest’ambito c’è forte ideologizzazione, il che porta all’invito di Anderlan a portare tutto al privato, ma quando si parla superamento dei pregiudizi e di educazione di genere, è necessario intervenire fin dall’età infantile, e non tutti i genitori sono in grado di intervenire; l’inziativa della Lega a Roma è stata molto dannosa, rendendo tabú una certa tematica. Bisogna parlare con chiarezza e adottare un approccio professionale. Wirth Anderlan ha respinto le accuse di Achammer sostenendo di aver contestato solo le sperimentazioni. L’ass. Marco Galateo ha ribadito il ruolo importante della famiglia, aggiungendo però che ogni attore deve fare la sua parte nella società. Ha respinto le premesse, aggiungendo che nelle scuole già si fa tanto, e le competenze socio emotive rientrano nelle competenze curriculari. Ha chiesto a Repetto di stralciare la parte relativa alle associazioni specializzate, perché porterebbe a discrezionalità nella scelta delle stesse, e di modificare il punto 2 al fine di indicare la “prevenzione della violenza, anche di genere”, e quindi non solo quella di genere. Sandro Repetto ha evidenziato che con la parola “femminicidio” si pone il focus anche sul movente, e aggiunto che i giovani vengono a contatto molto presto con la pornografia. Ha quindi eliminato il riferimento alle associazioni specializzate e accolto la proposta di un riferimento alla “prevenzione della violenza, anche di genere”. Sven Knoll ha chiesto di votare separatamente le parole “e sperimentali”., La mozione modificata come annunciato da Repetto è stata messa in votazione per parti separate: le premesse sono state respinte con 11 sì, 13 no e 5 astensioni, il punto 1. modificato, e senza le parole “e sperimentazioni” è stato approvato con 26 sì,  le parole “e sperimentazioni" con 25 sì e 5 no, il punto 2. modificato approvato con 26 sì e 4 astensioni, il punto 3. approvato con 25 sì e 4 astensioni.
La seduta di questo pomeriggio è conclusa. Il plenum si riunisce di nuovo domani mattina a partire dalle 10.00.

Ultimo aggiornamento: 13/01/2026 18:35:04